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Edicola Italiana: Il Flop è Servito?

Le indiscrezioni circolate a fine settembre parrebbero confermate. Nella primavera del 2014 dovrebbe vedere la luce, siamo ormai al sesto forse settimo annuncio di lancio, “Edicola Italiana“, consorzio costituito da Caltagirone Editore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Editoriale L’Espresso, La Stampa, Mondadori e RCS MediaGroup al fine di consentire agli utenti di acquistare e leggere quotidiani e magazine, o abbonarsi a giornali e riviste preferiti in formato digitale.

Secondo quanto ha dichiarato Fabrizio Carotti, Direttore Generale della Federazione Italiana Editori Giornali, nominato Presidente del consorzio, “Gli editori italiani sono consapevoli che il futuro dell’industria dell’informazione passa attraverso l’innovazione digitale e, con l’iniziativa di EDICOLA ITALIANA, fanno un significativo passo avanti in questa direzione. È importante sottolineare come, a fronte di azioni a livello globale di operatori che mettono a disposizione a caro prezzo servizi di distribuzione dei contenuti giornalistici digitali, gli editori italiani, operando in stretta collaborazione, stiano ora offrendo alternative di pari qualità tecnologica e facilità d’uso”.

Sul significato di consapevolezza dell’innovazione digitale basti vedere, da un lato, i tempi biblici di realizzazione della piattaforma per immaginare quante e quali controversie e guerre di quartiere abbia dovuto  affrontare il progetto  annunciato in pompa magna nel marzo 2012 e poi alla fine dell’anno scorso quando si tornò a parlarne e, dall’altro lato, verificare come sulla tracciabilità delle vendite, a cui sono legati per decreto legislativo [*] i finanziamenti ai giornali per il 2013,  di fatto non abbia visto la luce neppure nel corso di quest’anno. Aspetto quest’ultimo sul quale mi chiedo dunque su quali basi verranno liquidati i finanziamenti.

A questo si aggiunga che se si osservano i dati di Francia e Spagna per iniziative simili a quella di Edicola Italiana non si può certo parlare di successo.

Oltralpe esistono tre piattaforme che distribuiscono, che vendono le copie digitali di quotidiani e periodici. Relay, che vende 158 titoli e appartiene a una società dell’editore Lagardère, Lekiosk, che peraltro è presente anche sul mercato italiano, ed ePresse. Secondo quanto dichiarato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digitali del primo semestre del 2013 hanno rappresentato il 9% degli esemplari venduti a pagamento.

In Spagna, Orbyt, che è molto più simile al consorzio della nascente Edicola Italiana, realizza numeri davvero ridotti ed, anche in questo caso, è tutt’altro che un successo di vendite come certifica la OJD della penisola iberica.

Da non trascurare infine che spesso le vendite sono effettuate a prezzi davvero ridotti se non addirittura seguendo la formula “all you can eat”.

Edicola Italiana: Il flop è servito?

Game Over Loser

[*] Come stabilito dal decreto legge di metà maggio dell’anno scorso, successivamente convertito con al cune modifiche dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonche’ di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicita’ istituzionale

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Edicolapp – Dinamiche di Fruizione e Business Sostenibile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione?

 

Dopo un lungo silenzio pare che nella primavera del 2014 dovrebbe finalmente vedere la luce “Edicola Italiana”, il chiosco digitale dove comprare quotidiani e riviste dei principali editori.

In attesa di quel giorno, se la promessa verrà mantenuta visto il dilatarsi dei tempi dal primo annuncio dell’iniziativa ad oggi, le vendite di copie digitali secondo i dati ADS non brillano. Come mostra il grafico sottostante, se si esclude «Il Sole24Ore»,  le vendite tendono ad un  appiattimento o addirittura, come è il caso di «Il Corriere della Sera», ad un calo. Non ci spererei più di tanto in ulteriori sviluppi a breve.

- clicca per accedere al dettaglio dei dati -

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E’ in questo quadro generale che nasce la proposta di Emma Ciceri, appassionata di tecnologie dell’informazione, studi filosofici e nomadismo nel cuore, come lei stessa si definisce, che ritiene che la soluzione sia puntare ad un servizio di print on demand di quotidiani e periodici con quella che lei chiama “Edicolapp” i cui dettagli sono sintetizzati nella presentazione sottostante.

Nella proposta c’è del buono. Infatti, se non capisco male, questo servizio sarebbe complementare e non alternativo alle edicole tradizionali integrandosi al loro interno e, dopo una necessaria fase di test, prevede anche una quota destinata ai giornalai, ma consentirebbe di abbattere, di eliminare, i costi di resa e distribuzione che, in particolare per le testate con vendite basse, hanno una grossa incidenza sui conti degli editori.

Che una parte dello sviluppo, delle edicole del futuro e del futuro delle edicole possa passare per il print on demand è una delle tesi che sostengo con mio libro, pubblicato ad aprile di quest’anno, sul tema, come mostra la mappa da me realizzata sotto riportata.

I limiti sono, altrettanto, spiegati nel libro dove viene citata un’iniziativa simile, “MegaNews Magazines”, che gli amici di LSDI hanno pubblicato come estratto del libro di recente.

Come dico, vale dunque anche per “Edicolapp”, il print on demand può essere concepito come servizio integrativo. Un’area di potenziale interesse e sviluppo dell’ iniziativa che consentirebbe alle edicole di integrare la loro attuale offerta e di annullare la difficile gestione attuale che di fatto complica la diffusione di giornali e riviste straniere, si pensi, in particolare ma non solo, al beneficio durante la stagione turistica, o comunque di testate con vendite che siano eccessivamente ridotte per sopportare gli oneri della distribuzione. A questo si potrebbe associare un servizio di print on demand per articoli o sezioni specifiche da rendere disponibili entro due ore dalla richiesta soddisfacendo desiderio di personalizzazione dell’ informazione e generando revenues supplementari.

Dinamiche di Fruizione e Business Sostenibile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione? Personalmente credo di si, voi?

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Il Futuro della Distribuzione Editoriale

Si è tenuto la scorsa settimana “Esperienze di successo per sconfiggere la crisi”,  XVIa Conferenza internazionale per l’editoria e la stampa quotidiana italiana, promossa da WAN-IFRA in associazione con FIEG ed ASIG.

Tra le tre sessioni di lavoro intorno alle quali hanno ruotato le due giornate di lavoro la fase conclusiva è stata dedicata alla distribuzione editoriale. E’ questo certamente un fatto positivo che testimonia, finalmente, la consapevolezza della necessità di intervenire su quest’area.

Dopo l’intervento di Alessandro Bompieri, Responsabile problemi della vendita e distribuzione FIEG e capo della nuova area Direzione Media di RCS MediaGroup, nella quale rientrano i quotidiani e i periodici del gruppo e Rcd, la Redazione contenuti digitali, sono seguiti gli interventi di Tony Jashanmal, Presidente di Distripress, che ha fornito un breve panorama su quanto avviene all’estero, quello di Massimo Viganò, Partner TradeLab Editoria, incentrato sul progetto resa certificata e, come direbbero gli inglesi, last but not least, quello di Alfonso Fuggetta, Amministratore Delegato CEFRIEL, su come innovare la distribuzione attraverso l’informatizzazione delle edicole, tema a me molto caro al quale viene dedicata una parte del mio libro pubblicato ad aprile di quest’anno.

Pare dunque che la società incaricata di realizzare l’applicativo che, sotto il patrocinio di FIEG, permetterà l’informatizzazione delle edicole nel nostro Paese sia dunque CEFRIEL, società consortile a responsabilità limitata senza scopo di lucro i cui soci sono il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi dell’Insubria, la Regione Lombardia e 15 aziende multinazionali operanti nel settore ICT e dell’editoria multimediale, grazie alla presenza di RCS MediaGroup.  Società che vedendo i progetti sin qui sviluppati non pare avere una spiccata conoscenza della distribuzione.

Nel suo intervento Fugetta infatti come case study di successo cita esempi che sono ben distanti da quella che è la realtà della distribuzione editoriale nazionale. L’applicativo, oltre a contemplare tutta la filiera editoriale, dagli editori ai punti vendita, alle edicole, supporterà anche, in modalità “plug&play” servizi di parti terze che i giornalai potranno erogare quali ad esempio money transfer o pagamento delle multe. Servizi che si evolveranno ulteriormente con fidelity card e nuovi sistemi promozionali. Tutti elementi ampiamente contemplati nella “mappa del marketing dell’edicola” di mia realizzazione.

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Vedendo la roadmap pare che l’applicativo sia ancora nello stadio di progettazione e che il rilascio avverrà nella prima metà del 2014.  Considerando che dal primo di gennaio di quest’anno è obbligatoria per legge la tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali quotidiani e periodici, come stabilito dal decreto legge di metà maggio dell’anno scorso, successivamente convertito con al cune modifiche dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonche’ di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distributiva, ha come obiettivo quello di favorire la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica e di assicurare una adeguata certificazione delle copie distribuite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finanziamenti statali.

In quest’ambito l’informatizzazione delle edicole gioca un ruolo cruciale poichè senza la stessa diviene estremamente difficile se non impossibile garantire un’effettiva tracciabilità.

RoadMap Informatizz Edicole

Aspetto che è vero e valido anche per quanto riguarda l’altra parte di modernizzazione della distribuzione, quello relativo al progetto “resa certificata”. Anche in questo caso, dalle slide dell’intervento di Massimo Viganò emerge come attualmente solamente 13 siano già certificati e si ipotizza che siano 70 solamente a fine 2014.

Al di là di qualunque altra possibile considerazione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno erogati i finanziamenti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2013 un intero settore e la sua capillare rete distributiva siano rimasti ancora al tempo degli amanuensi è vergognoso.  Sintomo, evidenza di miopia grave, di un’arretratezza culturale che non lascia sperare niente di buono per il futuro dei giornali, e di riflesso della distribuzione editoriale, qualsiasi esso sia.

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Ciao Mamma Sono alla Tele

Tech and the City è una trasmissione girata completamente con smartphone e tablet che va in onda tutte le domeniche alle 18 su Italia 7 Gold network televisivo nazionale.

Al suo interno Gianluigi Bonanomi, giornalista hi-tech, tiene una propria rubrica in cui ogni settimana viene recensito un libro. Domenica scorsa è toccato al mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata”.

Se in questa prima domenica di giunembre non avete di meglio da fare potete vederla, ascoltarla, nel video sottostante.

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Se Spunta il Sole sulle Edicole

Maniscalchi, ciabattini, lattai e perfino “spegnilumini” le professioni accomunate a quella dell’edicolante nei 132 commenti alla mia intervista-recensione pubblicata pochi giorni fa su «Il Fatto». Commenti che prevalentemente denotano un’ignoranza sul tema e che si aggrovigliano su luoghi comuni sfociando in querelle sul finanziamento pubblico ai giornali ed altre amenità distanti dal tema di fondo ma che concordano, quasi, tutti su un una cosa: il destino delle edicole, e della carta stampata, è irrimediabilmente segnato.

Newspaper seller

Il caso vuole, diciamo, che in un momento di slacking, di intermezzo durante la produzione compulsiva di slides per un corso che terrò la settimana prossima, incappi nell’edicola del sole. Edicola la cui storia è ben descritta su “L’Arancia”, progetto del Consiglio Nazionale del Notariato, che racconta come ci sia il tentativo di realizzare un  franchising di edicole su Roma, di software gestionali ed informatizzazione dell’edicola gestita e di quelle affiliate, e persino  di fidelity card e di un progetto di riqualificazione delle edicole, con “finanziamenti dal basso”, come riassume il video sottostante.

Temi proposti, in maniera più articolata, se posso dirlo, nel mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata”, che il caso dell’edicola del sole dimostra quanto, volendo, siano concretamente realizzabili.

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La Carta Stampata di Fatto

Oggi su «Il Fatto» una mia intervista che partendo dal mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata”, ne riprende i concetti principali.

Se l’indissolubile connubio tra edicole e carta stampata e gli sviluppi futuri vi interessano potete leggerla integralmente qui. Riporto solamente la frase introdutttiva:

Secondo Pier Luca Santoro, autore di “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole – Ovvero che fine farà la carta stampata”, internet non è nemico della carta, anzi: “Il loro futuro è sempre più inscindibile”

Bonus track la marketing map delle edicole del futuro ed il futuro delle edicole contenuta nell’e-book

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Grazie [e dintorni]

Nel primo giorno di lancio il mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata” è primo nella categoria giornalismo su Amazon e nella top ten di BookRepublic. Secondo TweetReach i numerosi contributors su Twitter hanno generato il raggiungimento di oltre 54mila account e 68.550 impression. Numerosissime le condivisioni anche su Facebook ed altri social media, social network.

Oltre a ringraziare tutti coloro che hanno acquistato il libro e/o contribuito alla sua diffusione, resto in attesa di un feedback sulle proposte operative in esso contenute. Cosa che è possibile fare o all’interno dell’apposito spazio dei commenti o, se preferite, inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica contenuto nel libro stesso o, ancora, attraverso i diversi social media e social network come sempre più avviene da tempo.

Si segnala inoltre che ora il libro è disponibile su tutte queste piattaforme, bookstores: Amazon, Apple Store, BookRepublic, Kobo Store, Mediaworld, Ultima Books. Come dicevo ieri, la lettura da PC, anche se più “povera”, è possibile utilizzando dei programmi liberamente scaricabili.

libro pls classifica Amazon

Il giorno prima della pubblicazione del libro, a Roma si è tenuta la conferenza stampa su “CARTA & WEB: l’integrazione tra scelte strategiche e tecnologiche”. Come riportato sul sito web della FIEG, conferenza stampa della filiera carta, editoria, stampa e trasformazione.

Osservando l’elenco delle associazioni presenti, promotrici – Acimga, Aie, Anes, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg – non si può non rilevare la completa assenza della distribuzione e della rete di vendita, delle edicole. Una filiera che non raccoglie intorno a se, che non si confronta con lo sbocco commerciale dei propri prodotti fornisce la dimensione di chiusura e di pericolosità dell’approccio ai problemi in essere tenuto sin ora.

Proposte per la ripresa che non tengano conto di dove, come [e a chi] vengano venduti i prodotti editoriali sono zoppe, ad essere magnanimo, per definizione.

Un motivo in più, se posso dirlo, per essere felice di aver scritto il mio libro sul tema e dell’attenzione sin qui ricevuta. Grazie ancora.

grazie tastiera

Update: Grazie anche ad Anna Masera per la segnalazione di oggi su «La Stampa»

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