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Gamification dell’Informazione

Il panel al Festival Internazionale del Giornalismo: “La Gamification dell’Informazione Funziona” ha raccolto contributi davvero interessanti con la “provocazione” di Garrett Goodman che ha spiegato, come sempre con grande professionalità, la differenza tra badgification, pointification, spesso utilizzati, e invece il processo della gamification e la sua applicazione per il coinvolgimento del lettore, le dinamiche del gioco, i suoi meccanismi e valori per le persone egregiamente argomentati da Fabio Viola e la spiegazione del perchè YouReporter abbia deciso di inserire elementi di gamification nella piattaforma di video-giornalismo partecipativo.

Aspetti ai quali sono seguite domande di approfondimento da parte dei presenti in sala e qualche mia incursione da “talebano” della gamification. Se il tema vi interessa, o se al contrario vi è sconosciuto, non posso che consigliarvi di prendervi il tempo per vedere il video integrale del panel.

Come sempre, comment is free.

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La Gamification dell’Informazione Funziona

La scorsa settimana si è tenuto Editor’s Lab  hackathon organizzato dal «The New York Times» che ha riunito giornalisti, designers e programmatori delle principali organizzazioni dei media statunitensi per dare vita a progetti concreti.

Un’area è stata dedicata alla gamification dell’informazione ed ai newsgames ed al termine della due giorni sono stati sviluppati 12 diversi progetti tra i quali è stato selezionato quello prodotto dal «Chicago Tribune»: “Game Center” che mira a gamificare nella sua interezza l’edizione online, il sito web del quotidiano in questione. Per chi desiderasse approfondire è possibile leggere il concept del progetto.

Gamification Game Center

Che nel tempo speso sul sito del giornale l’industria dell’informazione abbia un indicatore importante del livello di coinvolgimento effettivo del lettore è una tesi che sostengo da tempo. L’implementazione di tecniche riconducibili alla gamification può essere elemento di grande ausilio poiché l’applicazione all’informazione consente di approfondire l’esperienza del lettore, delle persone, crea coinvolgimento e partecipazione, migliorando complessivamente di riflesso le performance di business aziendali.

Nell’ambito del Festival del Giornalismo di Perugia oggi alle 17:00 si terrà il panel: “La Gamification dell’Informazione Funziona”. L’incontro, che modererò, con il contributo di Garrett Goodman, consulente per i nuovi media che attualmente sta lavorando allo sviluppo della startup Worldcrunch e che ha sviluppato un’esperienza concreta e significativa di gamification del giornalismo partecipativo in precedenza con Citizenside, Angelo Cimarosti, co-fondatore di YouReporter, piattaforma di video-giornalismo partecipativo che sta introducendo[#] la gamification come elemento di engagement ma anche di “controllo qualità” dei contenuti, e Fabio Viola che, tra l’altro, nel 2011 ha pubblicato “Gamification. I videogiochi nella vita quotidiana“, vedremo casi concreti e testimonianze sul tema, approfondendo quanto emerso l’anno scorso, per convincere anche i più ostinati che la gamification dell’informazione funziona.

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[#] Disclaimer: YouReporter nel processo di gamification è assistita dal sottoscritto in qualità di consulente.

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NewsGames & Gamification dell’Informazione

I newsgames e gli editorial games associano la trasmissione di notizie e informazioni a un format, che consenta di coinvolgere l’utenza in un modo attualmente inibito dalle tecniche classiche finora utilizzate.

Il panel di discussione al Festival Internazionale del Giornalismo appena conclusosi su “Gamification: Il Convolgimento del lettore è un gioco” è stato davvero ricco di spunti ed informazioni utili sul tema, sia grazie ai contributi tanto qualificati quanto offerti da prospettive diverse dei relatori che all’interazione con chi era intervenuto ad ascoltare.

Come spesso faccio in questi casi ho cercato di riassumere, aggregandoli per area di riferimento, gli argomenti e le evidenze emergenti, utilizzando la tecnica del metaplan.

Dall’esperienza internazionale di Garett Goodman, coordinatore internazionale di Citizenside il social network pioniere del giornalismo collaborativo con una community di 70.000 cittadini-giornalisti locali in oltre 150 paesi, che utilizza dinamiche di gioco per creare interessanti esperienze interattive che attraggono, motivano e fidelizzano la community, emerge come anche sotto questo profilo vi sia arretratezza nel nostro Paese. Molto interessante il caso di iwitness 24 che arriva a una permanenza di ben 28 minuti per utente sul proprio sito, contro i 4 minuti che attualmente ottengono le edizioni dei nostri quotidiani online, grazie, anche, all’applicazione delle meccaniche della gamification nel contesto informativo.

Dal dibattito sono emersi con chiarezza i vantaggi della gamification, o del game design, come ha preferito definirlo Federico Fasce, applicato al contesto informativo, che ha identificato in socialità, competenza ed autonomia i tre elementi chiave dei newsgames e del gaming più in generale.

I giochi, contrariamente alla credenza comune, sono una cosa seria ed anche di complessa realizzazione, elemento che probabilmente, al di là delle barriere culturali sul tema, frena una diffusione più allargata del media in questione.

I newsgames, o editorial games, e la gamification applicata all’informazione, approfondiscono l’esperienza del lettore, delle persone, creano coinvolgimento e partecipazione, migliorando complessivamente di riflesso le performance di buisness aziendali.

Cliccando sull’immagine sottostante avrete accesso al video integrale di tutto il dibattito durato circa 90 minuti.

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Il Coinvolgimento del Lettore è un Gioco?

Nel mio minimo contributo pubblicato sul sito dell’International Journalism Festival 2012, propedeutico al confronto sul tema di come la gamification delle notizie possa essere elemento di coinvolgimento del lettore, che si terrà oggi sabato 28 aprile dalle 11,30 alle 13,00 presso la Sala Baldeschi del Palazzo Bonucci, del quale sono stato, incautamente, designato come moderatore,  scrivevo, testualmente: “Il gioco soddisfa motivazioni sociali, coinvolge, crea un senso di comunità spingendo alla condivisione dei contenuti e aumenta la permanenza, il tempo sul sito del quotidiano on line”.

Una tesi che chi mi conosce sa che sostengo da diverso tempo e che anche all’interno di questa TAZ è stata sostenuta a più riprese nel tempo a partire dalla vicenda, che forse ricorderete, del salvataggio dei 33 minatori cileni nell’ottobre 2010.

Adesso il «The New York Times» chiede ai bambini sotto i 12 anni di disegnare le notizie, elemento che, in qualche modo, richiamavo in apertura della mia presentazione di settembre sul tema dei giochi come contenitori, come media.

Sempre in tema di giochi, Nielsen in una sua recente indagine mostra dove è allocata all’interno della casa la consolle di gioco, con il salone a farla da padrone nel 50% dei casi. Consolle che, sempre secondo Nielsen, sono sempre più centro di intrattenimento per tutta la famiglia e crescente sistema di connessione ad internet della televisione. Aspetti che parrebbero delineare un ulteriore elemento sul quale porre attenzione nella “sofà war” in corso, in cui i giochi, così come avviene anche per tablet e smartphones, assumono rilevanza e centralità.

Lo slideshow realizzato da PSFK, riassume i principali trend emergenti in materia di gaming e gamification, evidenziando, anche in questo caso, come siano elementi centrali per coinvolgere e motivare l’audience.

Considerateli, cortesemente, spunti e appunti ai quali daremo concretezza massima oggi qui al Festival Internazionale del Giornalismo, nel panel di discussione “Gamification: Il Convolgimento del lettore è un gioco” con Garett Goodman, coordinatore internazionale di Citizenside il social network pioniere del giornalismo collaborativo con una community di 70.000 cittadini-giornalisti locali in oltre 150 paesi, che utilizza dinamiche di gioco per creare interessanti esperienze interattive che attraggono, motivano e fidelizzano la community, Federico Fasce, sicuramente uno dei migliori [se non il migliore] game designer in circolazione sul suolo italico. fondatore di Urustar e docente presso UILM e IED, e, last but not least, Andrea Grassi, publisher dell’area IT di Play Media Company, che porterà una case study di grande interesse sul tema. Con il sottoscritto in veste di valletto, facilitatore del dibattito con tutti coloro che vorranno intervenire.

Mi raccomando, ci vediamo lì.

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