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12 Buone Pratiche su Facebook per le Media Companies

Vincenzo Cosenza, durante il Festival Internazionale del Giornalismo recentemente conclusosi, ha presentato i risultati dell’analisi effettuata sulle performance delle testate giornalistiche italiane sui social media.

A commento dell’analisi svolta scrive:

Scarso l’uso di tecniche di coinvolgimento del lettore: i link puri e semplici vengono preferiti alle foto, che però risultano essere più apprezzate dai lettori. In definitiva si usano ancora i social media come discarica di link, senza una cura del contenuto postato su Facebook e Twitter, né del dialogo con fan e follower [al momento solo La Stampa e Il Sole 24 Ore hanno un social media editor].

Aspetto che emergeva anche nell’intervista sul tema che i ragazzi della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia hanno fatto a Lella Mazzoli ed al sottoscritto.

Ecco che allora possono tornare utili le 12 best practice per le aziende dei media che il Facebook Journalism Program Manager Vadim Lavrusik e Scott Hershkowitz, che si occupa di sviluppo di partner strategico nello sport e dei media per il social network, hanno pubblicato ieri.

I dodici punti forniscono numerosi esempi di buone pratiche che vale assolutamente la pena di leggere. In sintesi:

  1. Condividete le breaking news
  2. Usate un tono colloquiale e includete delle analisi
  3. Avviate delle conversazioni facendo domande e rispondendo
  4. Condividete delle storie che abbiano foto e video per attirare l’attenzione dei lettori, delle persone
  5. Premiate il pubblico con contenuti esclusivi
  6. Utilizzate Facebbok Insight – le statistiche fornite da Facebook – per comprendere i gusti delle persone
  7. “Targhettizzate” i post per portare il messaggio al gruppo giusto di persone
  8. Utilizzate delle miniature, delle anteprime, coinvolgenti per i link delle storie, delle notizie
  9. Consentite alle persone di partecipare attraverso crowdsourcing dei contenuti e commenti
  10. Variate il tipo di post. Gli utenti non si “ingaggiano”, non si coinvolgono sempre allo stesso modo
  11. Usate l’applicazione dedicata per caricare i contenuti da mobile
  12. Ottimizzate la pagina per Graph Search e Mobile

12 punti ai quali mi sento di aggiungerne almeno un’altro: definite la policy della vostra pagina e pubblicatela/lasciatela sempre in cima ai post che caricate quotidianamente. Stabilire delle regole è un presupposto indispensabile per una conversazione civile.

Buon lavoro.

stampa_facebook_2013

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Nodi & Snodi a IJF2013

A completamento del lavoro fatto in questi giorni abbiamo realizzato e pubblicato la  mappa di social network analysis delle principali conversazioni ed interazioni durante tutti i cinque giorni del Festival Internazionale del Giornalismo [e mio commento].

A breve verra’ pubblicato anche il database, in open data, per tutti coloro che volessero effettuare ulteriori elaborazioni.

La mappa delle interazioni di #ijf13

– clicca per accedere alla versione interattiva –

Si segnala infine, che nel giorno successivo al termine della manifestazione, ieri, la coda lunga del festival ha prodotto 1852 tweet da parte di 1223 persone diverse, 908 pari al 49% sono stati retweets, 128 replies, risposte.

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Monitoraggio delle Conversazioni al Festival Internazionale del Giornalismo

Le condivisioni sui social network sono elemento di sempre maggiore rilevanza nell’attuale ecosistema dell’informazione. Non si tratta soltanto di un elemento per generare traffico ai siti web dei quotidiani online ma di un aspetto che rappresenta un parametro significativo dell’interesse e dell’attenzione nei confronti della testata e degli articoli, dei temi proposti. Le condivisioni sui social network creano notorietà di marca, e costruiscono fiducia, grazie al passaparola online degli utenti sul valore del giornale.

Elementi che per essere valutati adeguatamente necessitano di strumenti che consentano di valutarne l’impatto come, tra gli altri, ha evidenziato Antony De Rosa, durante il suo key note al Festival Internazionale del Giornalismo conclusosi ieri dedicato, appunto, ai migliori strumenti e strategie per valutare l’impatto di ogni storia.

Grazie alla piattaforma realizzata da BuzzDetector il gruppo di lavoro [#], del quale ho fatto il supervisor durante il cinque giorni della manifestazione, sono state monitorate in tempo reale conversazioni ed interazioni delle persone su Twitter producendo quotidianamente una sintesi che ha offerto la visione dell’evento attraverso gli occhi delle persone sulla piattaforma di microblogging da 140 caratteri, newswire per eccellenza.

La piattaforma ha consentito, oltre alla definizione dei consueti parametri quantitativi: numero di utenti attivi, numero di tweet ed interazioni, anche la  comparazione tra i top commentatori, coloro che per numeri e rilevanza appaiono sempre nelle sintesi degli eventi, e gli altri, “i normali”, coloro che sono stati selezionati non per popolarità ma per la qualità dei loro commenti.

Ad integrare i dati e la loro interpretazione, sono state realizzate anche delle Word Cloud giornaliere, che consentono di comprendere termini e temi di maggior interesse e, soprattutto, mappe di social network analysis che evidenziano le dinamiche delle conversazioni in rete e i nodi, le persone, cruciali. Un analisi sia quantitativa che qualitativa che permette di conoscere ciò che può sfuggire annullando il rumore di fondo.

Dati ed analisi che nel caso specifico costituiscono una base per comprendere gli interessi delle persone, dei partecipanti al festival e che ha decretato anche in questo modo l’incredibile successo della settima edizione dell’International Journalism Festival con 9184 persone che hanno generato quasi  44mila tweet tra il 24 ed il 28 aprile.

- clicca per accedere alla versione interattiva -

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[#] I componenti del gruppo di lavoro sono stati: Pier Luca Santoro, esperto di Comunicazione e Media, Angelo Centini, data scientist per Buzzdetector, Aarti C. Thobhani, freelance journalist volontaria per il festival, Matteo Di Renzoni, freelance data journalist volontario per il festival, Alessandro Belotti, giornalista e volontario per il festival, Gianandrea Facchini, CEO e fondatore di Buzzdetector.

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Social [In]Ability

Avevo promesso che avrei segnalato a coloro che non avessero potuto essere presenti l’url per la diretta streaming del panel di mercoledì 24 scorso sulle strategie di presenza nelle reti sociali da parte dell’informazione italiana. Promessa che mio malgrado non sono stato in grado di mantenere per motivi tecnici.

Sono ora in grado di rimediare, di consentire a chi fosse interessato di vedere ed ascoltare contributi ed opinioni emersi. Se in questo grigio sabato, dal punto di vista metereologico,  aveste voglia di ritagliarvi un’oretta di tempo per ascoltare i contributi dei diversi relatori sul tema non vi resta che sedervi comodamente e guardare il video sottostante.

Comment is free!

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Giornalisti e Social Media

Lella Mazzoli, Professore Ordinario di Sociologia della Comunicazione e direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Urbino, ed il sottoscritto, al termine del panel al Festival Internazionale del Giornalismo sulle strategie di presenza nelle reti sociali da parte dell’informazione italiana di mercoledì, intervistati dai ragazzi della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia che anche durante questa edizione seguono la manifestazione con interesse e professionalità con la loro iniziativa Follow Festival.

Pillole sul tema giornalisti e social media.

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Condivisione dell’Informazione nelle Reti Sociali

Inizia oggi la settima edizione del Festival del Giornalismo di Perugia. Edizione che, come ho già sottolineato, quest’anno ha un programma davvero di spessore ed interesse straordinario.

Tra i diversi argomenti, oggi alle 15:00 si terrà il panel: “Social [In]Ability?”, titolo bonariamente provocatorio per discutere del significato e delle strategie di presenza nelle reti sociali da parte dell’informazione italiana. Panel del quale sarò il moderatore che vede la presenza di Giacomo Fusina, fondatore di Human Highway società di ricerche che ha messo a punto da tempo uno strumento di analisi delle condivisioni dell’informazione, Vincenzo Cosenza, social media strategist di riconosciuto valore a livello internazionale, Daniele Chieffi, esperto di online media relations, Maurizio Tesconi, figura chiave nello sviluppo di  Social Trends, un’applicazione web che ha come obiettivo il monitoraggio, l’analisi e lo studio dei social media e della loro evoluzione nel tempo e, last but not least, Renato Vichi head of media relations Italy and senior vice president per uno dei più importanti gruppi bancari del nostro Paese.

Le condivisioni sui social network sono un elemento essenziale nell’attuale ecosistema dell’informazione. Non si tratta soltanto di un elemento di traffic building ma di un parametro significativo dell’interesse e dell’attenzione nei confronti della testata e degli articoli, dell’informazione della testata stessa. Le condivisioni sui social network creano brand awareness, notorietà di marca, e costruiscono fiducia, grazie al passaparola online degli utenti sul valore del giornale.

Sul tema Daniele Chieffi ha prodotto nei giorni scorsi una riflessione sulla morte della condivisione e la Rete gossippara che sicuramente sarà importante spunto di discussione su dinamiche e motivazioni alla condivisione di informazione sul web. Altrettanto, non ho dubbi, lo saranno i dati di Social Trends che ha una sezione specificatamente dedicata alla condivisione dell’informazione sui principali social network, così come il contributo di Vincenzo Cosenza al quale strapperò sicuramente qualche anticipazione sulla sua analisi sulla reale capacità dei giornali italiani di utilizzare i social media per che verrà presentata domani sempre nell’ambito della manifestazione.

Altri spunti al confronto ed al dibattito sul tema potranno venire dall’analisi svolta recentemente dal sottoscritto per conto dell’European Journalism Observatory su alcune testate, sia all digital che non, cercando di verificare comportamenti, strategie messe in atto e livello di coinvolgimento delle persone all’interno delle reti sociali.

Altro “pezzo forte” del panel l’analisi condotta ad hoc per questo incontro da Giacomo Fusina sulla condivisione sociale online delle notizie di attualità nel mese di marzo di quest’anno. Analisi che partendo da i ben 60mila URL del mese di Marzo, raccoglie per ciascuno di essi la Categoria di appartenenza e i termini che ne connotano il “mood”, sia in positivo che in negativo, usando i quali è stata generata “la temperatura” [termini positivi + termini negativi] e il “sentiment” [termini positivi – termini negativi], che, tra l’altro, prova, vista dai dati e dalla statistica, che lo stile narrativo più carico e forte stimola maggiori condivisioni e che le brutte notizie si diffondono più facilmente di quelle buone seppure con alcune eccezioni, come ad esempio per “Religioni e Fedi” l’effetto di Papa Francesco.

Insomma un’ora e mezzo di dibattito davvero ricco di spunti sui quali riflettere e confrontarsi. Se venite ci vediamo lì con grande piacere altrimenti potete seguire in diretta streaming [#] e porre le vostre domande usando l’hashtag #siijf13. A tra poco.

Peso FB & Twitter[#] Non appena disponibile aggiornerò nel corso della giornata articolo con URL per video streaming.

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Social Media Intelligence al Festival Internazionale del Giornalismo

Il Festival Internazionale del Giornalismo, a Perugia dal 24 al 28 aprile prossimi, giunge alla sua settima edizione. Edizione che quest’anno ha un programma davvero di spessore ed interesse straordinario.

Un programma che al suo interno quotidianamente vede spazi di confronto, di discussione ed anche di apprendimento dedicati ai social media ed al loro ruolo sia in termini di fonte di informazione che a livello della loro condivisione e diffusione, a testimonianza, se necessario, della crescente rilevanza di social media e social network all’interno dell’ecosistema dell’informazione.

Dopo le sperimentazioni dell’anno scorso di mappatura delle conversazioni su Twitter con l’analisi, sia quantitativa che qualitativa, dei tweet contenenti l’hashtag ufficiale #ijf12, monitorati e analizzati per tutta la durata del festival, in questa edizione si amplia il monitoraggio.

Grazie alla piattaforma realizzata ad hoc da BuzzDetector, con l’apporto di un gruppo di volontari, forza viva di questo evento, guidati da Angelo Centini, team leader del progetto come l’anno passato, ed il sottoscritto in qualità di supervisor, oltre alla social network analysis, e relative mappe, verrà effettuata una sintesi che contribuirà alla narrazione della manifestazione.

Quotidianamente effettueremo, dopo la verifica, il filtraggio delle informazioni, il racconto del Festival Internazionale del Giornalismo visto con gli occhi dei partecipanti. Saranno realizzate diverse forme di sintesi grafica come le mappe di social network analysis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu ritwittati, saranno forniti in tempo reale e attraverso una sintesi giornaliera disponibile sul sito web ufficiale della manifestazione, alcuni dati statistici come le persone più popolari, immagini e video più diffusi, più condivisi, e selezionati, con quello che abbiamo chiamato “editor picks”, le mention, le affermazioni che meglio raccontano la manifestazione.

Durante l’evento potete seguirci, oltre che dalle pagine del sito web del festival, andando a visitare la piattaforma di monitoraggio in tempo reale, già attiva, e ovviamente attraverso Twitter con gli hashtag #ijf13 e #buzzflow.

- #ijf12 Twitter Influence Graph -

– #ijf12 Twitter Influence Graph –

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Informazione [In]Sensibile al Crowdfunding?

Información Sensible è una nuova piattaforma di crowdfunding, di finanziamento di massa in Rete, in castigliano [quello che normalmente – erroneamente – chiamiamo spagnolo], che a breve sarà operativa per finanziare progetti legati all’informazione sia sotto forma di articoli, e-books o documentari.

La piattaforma non avrà pubblicità al suo interno per mantenersi maggiormente indipendente nei contenuti proposti affidandosi esclusivamente alle donazioni delle persone per finanziare ciascun progetto giornalistico. Il sito web si presenterà al visitatore con una doppia veste, quella di testata d’informazione, dove saranno progressivamente pubblicati i contenuti finanziati, e quella, appunto, di piattaforma di crowdfunding sulla falsariga, per citare la più celebre di Spot.us.

Al suo interno è stata creato un sistema di gestione della reputazione che riassume il profilo professionale di ciascun autore e premia coloro che producono contenuti più completi, che hanno ottenuto le migliori valutazioni dei lettori e/o sono di maggiore impatto sociale.

Una volta arrivati alla cifra necessaria i contenuti saranno pubblicati sotto licenza Creative Commons 3.0 rendendo possibile a chiunque, anche a coloro che non hanno co-finanziato i progetti,  leggerla, condividerla o riprodurla altrove.

Il video sottostante ne riassume le caratteristiche principali mentre la pagina web dedicata all’iniziativa fornisce tutti i dettagli  sia in generale sulle caratteristiche della piattaforma che le indicazioni utili a giornalisti e lettori.

Se l’iniziativa pare certamente meritevole di attenzione e successo è sull’efficacia del modello di finanziamento proposto che, in specifico riferimento all’area dell’informazione che resto perplesso, dubbioso sulle effettive possibilità.

Infatti il grafico di sintesi pubblicato da «The Economist» relativamente alle tipologie di progetti che hanno ottenuto maggior successo nel 2012 su Kickstarter, la maggior piattaforma di crowdfunding al mondo, secondo quanto dichiarato dai gestori stessi, non lascia ben sperare.

Come mostra l’immagine sottostante la categoria del publishing si colloca al fondo sia per quanto riguarda gli importi mediamente versati da ciascuna persona che, soprattutto, per il tasso di successo, per il raggiungimento della cifra necessaria.

L’impressione è che in ambito strettamente informativo sia difficile entusiasmare e coinvolgere “a scatola chiusa” lasciando immaginare che in quest’area sia più funzionale, e funzionante, un modello freemium che non quello di crowdfunding che invece funziona molto bene per quanto riguarda i giochi.

Combinando questi aspetti mi pare possibile ipotizzare un buon grado di probabilità di successo per iniziative di crowdfunding incentrate sui newsgames per quanto riguarda l’informazione.

Tema che, posso anticipare, verrà trattato in un panel ad hoc al prossimo Festival Internazionale del Giornalismo  al quale parteciperò come valletto, come moderatore. Come si suol dire, se il tema vi interessa, stay tuned.

Crowdfunding

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Ipse Dixit

Settimana con i direttori di giornali di casa nostra protagonisti del dibattito sulle evoluzioni dell’industria dell’informazione.

La relazione di Ferruccio De Bortoli ai giornalisti del quotidiano da lui diretto è più centrata sulla realtà del «Corriere della Sera», come era inevitabile che fosse vista la platea alla quale si rivolgeva.

La visione del direttore del quotidiano milanese e la prospettiva, l’angolazione dalla quale osserva evoluzioni e complessità dell’ambiente, dello scenario di riferimento, emerge con chiarezza quando afferma: ” I giornali di carta, con le loro edizioni online e digitali, restano il presidio della credibilità e dell’autorevolezza, sono i moderni radiofari dell’identità, i certificatori che una notizia è vera e importante; sono in grado di selezionare, fornire al lettore o al navigatore un metodo per capire la complessità che lo circonda. Compongono l’agenda critica di una persona globale.”

Prospettiva che, personalmente, mi appare assolutamente naturale per il ruolo ricoperto da Ferruccio De Bortoli. Sorprende invece, eventualmente, l’utilizzo intensivo del termine soprattutto, come evidenzia la word cloud che ho realizzato partendo dalla sua relazione, forse teso ad enfatizzare i concetti espressi.

Da prospettiva ben diversa parte Luca Sofri, direttore del «Post», che stranamente utilizza altri spazi per veicolare gli appunti dell’intervento tenuto al Festival Internazionale del Giornalismo appena conclusosi.

In “Il mondo salvato dai giornalisti”, questo il titolo del suo intervento, il direttore della testata all digital, pur concentrandosi logicamente sul suo quotidiano si esprime a tutto campo sull’evoluzione in corso. Riferimenti sia alla realtà nazionale, con i quotidiani italiani accusati di essere “dilettanteschi e arretrati”, che richiami a fonti estere con un excursus su aggregazione ed aggregatori, e le ipocrisie vere o presunte del sistema giornalistico sul tema, passando per “traffic-whoring” ed approdando più volte all’aspetto commerciale della funzione dei mezzi di informazione, al dilemma del prigioniero che continua a connotare nel complesso la fase attuale.

In tema di revenues Luca Sofri afferma che: “[….] la pubblicità – non ha fatto il minimo sforzo per creare formati alternativi e nuovi dedicati alla rete e alle nuove tecnologie”, visione che mi sento assolutamente di condividere e che avevo espresso, più o meno, negli stessi termini nella mia personale analisi sul tema.

Una bella analisi che, come nel caso di Ferruccio De Bortoli, tradisce inevitabilmente la posizione del direttore del «Post» soprattutto nelle conclusioni che, se sono apprezzabili per l’ottimismo che infondono, stridono per la parte dei costi di gestione e delle logiche che sottostanno all’aggregazione che non sarebbe possibile senza qualcuno che produce i contenuti da aggregare sopportandone i costi; processo che rischia di generare un loop, l’hamsterization dell’informazione in Rete se non si trova il bandolo della matassa.

Come sempre, naturalmente, non esiste a mio avviso LA soluzione ma esiste certamente una soluzione adatta e specifica per ciascuna realtà. Credo sia davvero questo il punto nodale della [ri]partenza.

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SperimentAzioni & InterAzioni al Festival Internazionale del Giornalismo

Nella cornice della sesta edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, splendido laboratorio creativo su tutto l’universo dei media, non poteva mancare uno spazio dedicato a Twitter, il newswire per eccellenza.

Il  progetto di “Social Network Analysis” è stato perciò realizzato conducendo un’analisi, sia quantitativa che qualitativa dei tweet contenenti l’hashtag ufficiale #ijf12, monitorati e analizzati per tutta la durata del festival.

Ne è emersa in tal modo una descrizione dell’evento che ha reso Twitter un protagonista del Festival, non solo come termometro sociale, ma anche come narratore delle giornate che si sono svolte al Festival del Giornalismo. Tutte le analisi pubblicate sono visibili sul sito del Festival ed è stato deciso, per correttezza e trasparenza, ma anche per consentire ulteriori elaborazioni a chi volesse, di rendere disponibili, open, i dati raccolti, oltre 25.000 tweets in cinque giornate di grandissa intensità.

L’analisi specifica di Social Network Analysis e le relative mappe sono state pubblicate a conclusione della manifestazione. Visualizzando la mappa si notano cluster [gruppi] di colore diverso, identificati attraverso le loro interazioni. E’ cosi possibile osservare con gli occhi di Twitter la fotografia più recente e completa dei media presenti al Festival Internazionale del Giornalismo.

La conferma della circolarità dell’attuale ecosistema dell’informazione.

#ijf12 Twitter Influence Graph

Oltre alla supervisione al progetto da parte del sottoscritto, le analisi sono state realizzate grazie all’apporto di:

Angelo Centini, coordinatore dell’iniziativa, Clarissa Massarelli e Matteo Di Renzoni, volontari del Festival Internazionale del Giornalismo assegnati al progetto dall’organizzazione del Festival.

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