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[Il]Leggibilità Quotidiane

I giornali, il giornalismo, hanno un grave problema: i temi di maggior rilevanza per la società, per la democrazia e la vita pubblica, soffrono di un deficit di leggibilità e chiarezza. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’ University of Bristol e dalla School of Journalism della Cardiff University.

I temi di maggior spessore, di maggior valore in termini di contributo alla formazione di conoscenza e consapevolezza che un’informazione di qualità, un buon giornalismo, dovrebbe fornire, quali politica, ambiente, ma anche dinamiche dei prezzi al consumo e business, informazione economica, sono le categorie che presentano il minor livello di leggibilità, di comprensione, da parte del lettore.

Analisi e commento alla ricerca nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory. Buona lettura.

Comprensione Argomenti Giornali

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L’Alto Costo del Sensazionalismo

«Estrella Digital», quotidiano all digital spagnolo, pubblica i costi sostenuti da News Corp a seguito dei numerosi scandali legati alle intercettazioni del «The News of The World» che ad un anno di distanza dalla chiusura del quotidiano continua a creare problemi al più grande colosso del mondo dei media con  addirittura la Chiesa d’Inghilterra schierata contro.

Sono ad oggi 224 milioni di dollari in spese legali e 125 in azioni di marketing i costi diretti sostenuti da News Corp per far fronte ad un a delle peggiori pagine del giornalismo internazionale. Costi ai quali certamente è legata la decisione di scorporare le attività di publishing del gigante mediatico di Rupert Murdoch che a causa della ristrutturazione ha accumulato perdite per la bellezza, si fa per dire, di 2.800 milioni di dollari [circa 2.200 milioni di euro].

Un costo economico e d’immagine che ha portato all’annuncio della revisione del codice etico dell’azienda con una nota interna diffusa direttamente da Murdoch a tutti i dipendenti di richiamo ai nuovi standard dell’impresa.

Dal testo integrale del memo interno ho creato la nuvola di parole per vedere quali fossero i termini più usati e, come mostra appunto l’immagine sottostante, tra tutti spicca “compliance”. Termine che in economia indica la funzione atta a prevenire il rischio connesso alla possibilità di giungere a danni di immagine o perdite finanziarie, in seguito a cattivo funzionamento e/o comportamento.

L’alto costo del sensazionalismo.

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Il Giudizio sull’Etica dei Media in Italia

Si è tenuto ieri a Milano un convegno organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia su «il futuro del giornalismo: etica e professione».

Nell’ambito dell’incontro sono stati presentati i risultati di tre indagini demoscopiche sull’etica del giornalismo effettuate intorno a giugno di quest’anno.

La sintesi delle evidenze emergenti sul tema è raccolta dal grafico sottostante pubblicato da «Affari Italiani».

Ad esclusione della Rete, unico media promosso dai partecipanti al sondaggio, emerge con chiarezza un giudizio negativo relativamente all’eticità di mezzi ed attori dell’informazione e della comunicazione italiana. Ad essere clamorosamente bocciati sono la televisione, le imprese che investono in pubblicità e chi  per lavoro [pubblicitari e addetti alle pr] le assiste, ma anche giornali e giornalisti ottengono un  giudizio negativo.

Letizia Gonzales, Presidente dell’ODG della Lombardia, nel suo discorso ha evidenziato la responsabilità degli editori in termini di condizionamenti legati alla necessità di vendere e di cattiva organizzazione del lavoro. Considerazioni alle quali ha fatto da contraltare il Direttore del Sole24Ore che ha ricordato come “l’etica nel giornalismo passa anche dalla capacità di ciascuno di essere professionista corretto e dalla consapevolezza che per migliorare il proprio giornale occorre studiare e specializzarsi e dunque migliorare se stessi”.

Wikipedia, che ha riaperto dopo la serrata di protesta contro la “legge bavaglio”, spiega che il termine etica [dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”] è un ramo della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.

E’ straordinario come gli addetti ai lavori, pare, si accorgano solo ora di quello che i lettori, le persone manifestano apertamente ormai da tempo.  Non resta che augurarsi che siano i benefici effetti della crisi a portare non solo consapevolezza ma anche una reazione di fronte ad un problema che è cruciale per il futuro dell’informazione.

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