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La Guantanamo dell’Informazione Italiana

L’informazione in tutto il mondo diffonde e commenta i files diffusi relativamente a Guantanamo.

Molti quotidiani, anche Europei, sono riusciti ad uscire con la prima pagina che riporta in grande evidenza la notizia ed il Guardian ha immediatamente realizzato una sezione di aggiornamento continuo sulla vicenda.

In Italia, eccezion fatta per Il Post, regna il silenzio più assoluto dopo più di 10 ore [sono le 10.18 in qs momento].

E’ il segnale lampante dell’arretratezza dell’informazione nel nostro paese. La Guantanamo dell’informazione in Italia.

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Guantanamo Leaks

Ironia della sorte, o beffardo segno del destino, proprio nel giorno della ricorrenza della liberazione nel nostro paese WikiLeaks pubblica 779 files, redatti tra il 2002 ed il 2009, classificati come segreti relativamente a quella che è una delle pagine più buie delle democrazie occidentali: la prigione di Guantanamo.

Al momento, tra i media partners dell’organizzazione guidata da Julian Assange solamente The Washington Post, The McClatchy Company, El Pais. Le MondeThe Telegraph hanno pubblicato estratti e sintesi della documentazione che era stata ricevuta da circa un mese e sulla quale Wikileaks ha tolto l’embargo, il veto di pubblicazione, stanotte dopo aver saputo che altri mezzi di comunicazione erano in possesso della documentazione e stavano per pubblicarla.

Si è così, infatti, venuta a creare una sorta di “leak dei leaks” che ha consentito al New York Times di pubblicare i files, ottenuti da altra fonte, cedendoli a sua volta alla NPR ed al Guardian.

Al di là della copertura mediatica e delle vicende connesse, che sarà certamente interessante approfondire appena possibile, i files, ordinati per numero dei prigionieri [Internment Serial Number], nome o nazionalità, confermano, documentandolo, le malversazioni, l’arbitrarietà, spesso esercitata erroneamente, e gli orrori e gli errori del centro di reclusione nel quale permangono ancora 181 detenuti, costato, sin ora, oltre 500 milioni di dollari al Governo degli USA.

Il NYT, al riguardo, ha pubblicato una timeline interattiva che sintetizza tutti gli avvenimenti all’interno del centro di detenzione ed evidenzia i casi dettagliati degli errori più evidenti dei detenuti che venivano classificati secondo il supposto livello di riscio che presupponevano per la sicurezza degli USA e con le indicazioni di che fare con lui.

Il Governo degli Stati Uniti condanna aspramente la diffusione della documentazione ed al tempo stesso continua a bloccare l’accesso, il contatto, con Bradley Manning, il soldato al centro della vicenda. Ulteriori tentativi di mutilazione della democrazia e della giustizia speriamo destinati a naufragare miseramente.

Come recita il pay off di WikiLeaks, il coraggio è contagioso.

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