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La Notizia del Giorno: Il Documento Originale

Non vi è dubbio che la notizia del giorno sia relativa alla pubblicazione da parte del New York Times di un documento del 26 Gennaio 2009 [classificato come “riservato” sino al 2019] che descrive minuziosamente le osservazioni sulle relazioni tra il nostro Presidente del Consiglio e la Russia.

Finalmente non si parla più di festicciole et similia e dal documento traspaiono chiaramente disaccordo e preoccupazione da parte statunitense sul comportamento di Berlusconi e di Frattini [definito come semplice portavoce del Premier] nelle relazioni con la Russia.

Poichè nessun quotidiano nazionale propone il documento originale ho ritenuto fosse assolutamente opportuno proporlo affinchè dalla lettura dello stesso ciascuno possa formarsi una propria opinione al riguardo.

 

- Le Conclusioni del Documento -

Elenco delle destinazioni governative a cui è stato inviato il documento:

O 261148Z JAN 09

FM AMEMBASSY ROME

TO RUEHC/SECSTATE WASHDC IMMEDIATE 1502

INFO RUEHZG/NATO EU COLLECTIVE IMMEDIATE

RUEHMO/AMEMBASSY MOSCOW IMMEDIATE 4498

RUEHFL/AMCONSUL FLORENCE IMMEDIATE 3404

RUEHMIL/AMCONSUL MILAN IMMEDIATE 9782

RUEHNP/AMCONSUL NAPLES IMMEDIATE 3573

RHEHNSC/WHITE HOUSE NSC WASHDC IMMEDIATE

Update: Sul sito del Pais ho reperito un secondo documento che tratta specificatamente della relazione Putin – Berlusconi in riferimento ai rapporti commerciali sull’ energia.

Il documento è datato 05 Febbraio 2010 ed è dunque particolarmente recente. Le conclusioni suggeriscono che i rapporti non siano esclusivamente basati su interessi di stato e che quanto avviene tra i due possa coincidere con interessi privati mentre gli atti ufficiali pubblici sono fumo negli occhi, “show”.

- Le Conclusioni del Documento -

Il documento è stato inviato dall’Ambasciata a Mosca ai seguenti soggetti e cita fonti confidenziali [omesse]:

FM AMEMBASSY MOSCOW

TO RUEHC/SECSTATE WASHDC PRIORITY 6162

INFO RUCNCIS/CIS COLLECTIVE PRIORITY

RUEHZL/EUROPEAN POLITICAL COLLECTIVE PRIORITY

RUEHXD/MOSCOW POLITICAL COLLECTIVE PRIORITY

RHEHNSC/NSC WASHDC PRIORITY

RHEBAAA/DEPT OF ENERGY WASHINGTON DC PRIORITY

RUCPDOC/DEPT OF COMMERCE WASHDC PRIORITY

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Studio sulla Correlazione tra Advertising e Copertura Giornalistica

In molti spesso si sono chiesti quale fosse la reale indipendenza e quale invece il legame tra informazione e potere politico ed economico. Domanda che in una nazione quale l’Italia, dove la concentrazione da una lato del potere e dall’altro dell’editoria è superiore ad altri paesi, assume un ruolo di importanza primaria per il futuro del giornalismo e della nazione stessa.

Una prima risposta a queste tanto legittime quanto rilevanti questioni, è stata fornita verso la fine del 2009 da uno studio pubblicato sul numero di novembre del “Journal of Marketing” che analizzando la spesa pubblicitaria e la copertura giornalistica di 291 imprese italiane della moda sulle pubblicazioni di 123 editori in Italia [61], Francia [15], Germania [15], Gran Bretagna [16] e USA [16],concludeva perentoriamente che “ci sono le prove di una forte influenza <<positiva>> della pubblicità sulla copertura giornalistica”.

Arriva ora la conferma da una ricerca specificatamente dedicata all’Italia sul rapporto tra copertura giornalistica e pubblicità condotta da Marco Gambaro, professore di Economia della Comunicazione al dipartimento di Scienza Economiche, Aziendali e Statistiche dell’Università Statale di Milano, e Riccardo Puglisi, ricercatore all’Università di Pavia.

Lo studio, articolato su un periodo di di due anni, si è concluso nel dicembre 2009 ed i risultati sono stati rilasciati recentissimamente. Sono stati presi in esame gli articoli pubblicati ogni giorno nel biennio da 6 quotidiani italiani su 13 società quotate in borsa analizzando complessivamente 56mila articoli che sono stati confrontati sia con i comunicati stampa diffusi che con gli investimenti in advertising [secondo i dati Nielsen] delle società prese in considerazione.

Le testate analizzate sono state: Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Resto del Carlino, Tirreno e Mattino di Padova. Le aziende prese in considerazione a campione: Campari, Edison, Enel, Eni, Fiat, Finmeccanica, Geox, Indesit, Luxottica, Mediolanum, Telecom Italia, Tiscali e Tod’s.

L’analisi conferma come il ritorno, in termini di articoli pubblicati, sia direttamente correlato al crescere degli investimenti pubblicitari, aumentando sia in funzione dei comunicati stampa diffusi che del livello di investimento in comunicazione pubblicitaria delle imprese.

Fonte: “WHAT DO ADS BUY? DAILY COVERAGE OF LISTED COMPANIES ON THE ITALIAN PRESS” Working Paper Dicembre 2009.

Un ulteriore effetto che emerge è quello che deriva dalla proprietà dei quotidiani, con “La Stampa” che ha un rapporto quasi doppio rispetto agli altri quotidiani oggetto dello studio nelle citazioni, negli articoli, sul proprio azionista: la Fiat.

I ricercatori segnalano come queste dinamiche abbiano un impatto non solo in chiave strettamente di marketing di valorizzazione, o perlomeno di accrescimento di notorietà, del brand, ma anche sulla probabilità di acquisto dei titoli in borsa delle società esaminate che trarrebbero un vantaggio anche in chiave finanziaria dalle dinamiche emergenti.

Una delle argomentazioni più ricorrenti propone una visione secondo la quale i giornali rappresentano un pilastro indispensabile per la democrazia per il ruolo di custodi della correttezza di informazione che rivestirebbero. Diceva Norberto Bobbio “la democrazia vive di buon e leggi e buoni costumi”. E’ un periodo questo in cui pare che manchino entrambi.

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