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Convegnistica ed apertura al nuovo

Ormai pare non vi sia più dubbio alcuno i giornali ed il giornalismo [purtroppo] devono fare i conti con il web e cambiare.

Come questo cambiamento debba e possa avvenire, al convegno tenutosi questo weekend alla Bagnaia, in fondo non l’ha detto nessuno ma quel che è certo è che per recuperare redditività il must è quello di far pagare le notizie on line.

E’ tale la determinazione e la consapevolezza della necessità di apertura al cambiamento per sorpassare questa crisi che persino i perseguitati politici, nonostante sino al giorno precedente evidenziassero la faziosità [comunista!] dei media, in occasione del convegno ricordano come il Paese [maiuscolo in riferimento alla località alle porte di Treviso] cresca grazie alla cultura, all’informazione ed alla libertà.

Forte di questa rassicurazione il cane da guardia della villa di Arcore, scodinzolando, esulta per la strabiliante iniziativa che il governo si impegna ad implementare a sostegno dell’editoria nazionale: regalare 380mila abbonamenti a quotidiani e riviste per un semestre a chi compie 18 anni.

Iniziativa necessaria, oltreché lodevole, poiché come ricorda l’ ad di Poligrafici editoriale i giornalai sono colpevoli di poter godere di ben 22 domeniche all’anno di chiusura [fanno circa solamente 330 giorni lavorativi all’anno], infatti: la domenica metà delle edicole sono chiuse, si spende più di benzina per andare in edicola che per il prezzo del quotidiano.

Insomma ci sono molte strade da provare per salvare informazione e giornali di carta ed al convegno non ne è stata trascurata nessuna: far pagare quel che oggi è gratuito, regalare ciò che alcuni insistono ad acquistare e penalizzare/bastonare il canale di sbocco commerciale.

Pare che andandosene qualcuno abbia scritto sulla lavagna della sala congressi la sua soluzione: “Salvare le notizie”. Già.

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