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Apre un Edicola Digitale su Facebook

E’ un periodo nel quale pare vi sia grande attenzione nei confronti delle start up, imprese, nella maggior parte dei casi fondate da giovani un po’ per vocazione ed anche per trovare un’alternativa alla disoccupazione dilagante, che molto spesso utilizzano le tecnologie emergenti e ovviamente la Rete per realizzare una business idea.

Due giovani spagnoli, Íñigo Antolín, giornalista di formazione ed ora responsabile commerciale della start up, e Miguel Ángel Navarro, programmatore informatico, hanno da poco creato la loro e realizzato Dragsy.

Dragsy è un’applicazione grazie alla quale senza uscire da Facebook si possono leggere diversi quotidiani. Attualmente sono disponibili i principali giornali spagnoli e alcuni dei più noti quotidiani internazionali quali «The Guardian», «The Wall Street Journal», «Financial Times» e «The New York Times», tra gli altri.

Sono incluse anche altre fonti d’informazione della nazione d’origine dei due neo imprenditori che assicurano che stanno stringendo accordi per aumentare l’offerta e le funzioni dell’applicazione ancora in beta, in fase sperimentale d’avvio e che, dopo una mia “chiacchierata” con Miguel Ángel Navarro, il tecnico dei due soci, è finalmente disponibile anche per l’Italia.

Oltre a leggere gli articoli delle testate che si scelgono, è possibile condividere i contenuti oltre che su Facebook anche su Twitter. Volendo si può dare accesso ai propri contatti su Facebook così da creare una pagina dei link, degli articoli d’interesse.

L’idea è sicuramente interessante e in pochi giorni sono già 2mila gli utenti attivi che utilizzano l’applicazione. Il modello di business prevede di inserire anche le app di aziende sponsor, una forma di branded content alla quale ha gia aderito eDreams, portale internazionale di “e-tourism”.

Se per le testate incluse, e quelle che si aggiungeranno nel tempo, il vantaggio è sicuramente nell’incremento della condivisione sociale dei propri contenuti e dunque nel possibile incrento di traffico, di accessi al proprio sito, l’altra faccia della medaglia potrebbe essere quella di rinchiudersi ulteriormente nel mondo di Mark Zuckerberg con tutti i rischi che potenzialmente questo comporta. Vedremo.

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Achtung [illegale]

Pochi giorni fa è nato ufficialmente il Repertorio Promopress, l’iniziativa degli Editori italiani per la gestione dei diritti d’autore nelle rassegne stampa che raggruppa i principali giornali italiani, quotidiani e periodici.

Nel frattempo vengo del tutto casualmente a scoprire che esiste un sito/blog che consente di scaricare qualunque testata italiana in PDF. E’ possibile scaricare gratuitamente – ed è ovviamente assolutamente illegale – sia i quotidiani del giorno che le pubblicazioni periodiche, le riviste. Cliccando sulla testata scelta si viene indirizzati su un server tedesco per il download che in modalità normale è completamente gratuito mentre nella versione “gold” richiede 0,15€ al giorno per l’abbonamento annuale al servizio.

I volpacchioni [o il volpacchione] ha un account Twitter dove ogni giorno si segnala la possibilità di leggere gratuitamente le testate italiane e prega di retwittare per sostenere l’iniziativa. Non sorprende che l’account abbia quasi 4mila follower. Sorprende invece che questo abuso vada avanti da mesi senza che nessuno se ne sia apparentemente accorto, tranne nel caso del sottoscritto.

Ovviamente la mia segnalazione non è tesa ad incentivare la diffusione del “servizio”, ma esattamente al contrario mi auguro sia utile per far cessare al più presto l’iniziativa.

Achtung è illegale!

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LeKiosk Sbarca in UK [& Italia]

LeKiosk, edicola virtuale, applicazione, di origine francese fondato nel 2008 con all’attivo la disponibilità di oltre 600 testate tra quotidiani e periodici, dopo il successo in patria [oltre mezzo milione di download dell’applicazione] si internazionalizza.

Da oggi infatti è disponibile la versione per la Gran Bretagna. I titoli disponibili al lancio sono 59, ma l’accordo con BBC e Condè Nast dovrebbe portare ben presto a 100 il numero di testate, e l’offerta, punto di forza dei transalpini, prevede, così come per la Francia, un bundle, un pacchetto d’offerta con l’abbonamento a 10 titoli per soli 9,99€ [in UK 10£].

L’applicazione, sia per iOS che Android, ricrea, riproduce l’esperienza di lettura su carta grazie alla tridimensionalità e le persone possono crearsi una libreria virtuale dei propri contenuti preferiti accessibile quando lo desiderino anche senza necessità di essere connessi.

Lo sbarco oltremanica avviene per cercare di raccogliere le potenzialità di un mercato, quello in GB, che vanta oltre 5 milioni di possessori di tablets contro i 1,5 milioni della Francia.

Una fonte affidabile, un conoscente, mi ha anticipato confidenzialmente la settimana scorsa che LeKiosk stia progettando di arrivare presto anche in Italia, mercato dove al contrario degli altri Paesi europei non esiste ancora un’edicola collettiva allo stato attuale e che ha un numero di possessori di tablet simile alla Francia.

Una mossa che potrebbe spiazzare la nascente “Edicola Italiana” che, annunciata a marzo, pare aver tempi di realizzazione dilatati. Forse, l’occasione, tanto attesa quanto sin qui fallita, dagli editori per cavalcare l’onda dei tablets.

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iTunes model per gli editori

Gli editori statunitensi Time inc, Conde Nast e Hearst, secondo le indiscrezioni raccolte dal New York Times, si sarebbero consorziati, formando una società ad hoc con quote paritarie, per lanciare una edicola virtuale.

Il quotidiano d’oltreoceano, citando fonti “bene informate sui fatti”, riporta che il consorzio di editori dovrebbe realizzare un sistema, un software, per la visione degli articoli delle riviste sui diversi supporti digitali quali smartphones ed e- reader.

L’edicola virtuale è stata ribattezzata l’iTunes dell’informazione, si tratterebbe di un marketplace per i singoli contenuti sul quale gli editori dovrebbero avere piena gestione e controllo dei contenuti come il servizio per scaricare le canzoni. L’Observer riporta che con questo sistema sarebbe possibile acquistare anche le edizioni cartacee.

Che la mobilità possa essere il veicolo per riuscire ad ottenere il pagamento delle notizie digitali è l’ ipotesi che attualmente parrebbe più plausibile. Un primo tentativo è stato effettuato all’inizio di questo mese proprio da una delle case editrici che parteciperebbe alla joint venture che ha reso disponibile per iPhone l’edizione integrale di GQ a 2,99 dollari. E’ evidente come il consorzio nascente rappresenti, sotto questo profilo, l’evidenza del timore degli editori di un percorso individuale a rischio di fallimento.

Credo che questo, come altri, siano tentativi, esperimenti, doverosi che consentiranno di comprendere meglio le effettive disponibilità e reazioni dei lettori, ma non penso che siano iniziative di sviluppo e riqualificazione effettiva.

Sono molto scettico sulle effettive possibilità di successo di questa iniziativa essendo assolutamente concorde con quanto afferma l’ottimo Marco Bardazzi.

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