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Buone Pratiche Quotidiane

«The Washington Post», dopo aver  pubblicato all’inizio di questo mese le linee guida di riferimento per la pubblicazione di articoli ed informazioni nell’edizione digitale del quotidiano, compie ora un altro passo significativo verso la convergenza e la conversazione con i lettori.

Dal 16 di settembre è on line «Ask the Post», area specificatamente dedicata alla conversazione, al dialogo con i propri lettori che potranno fare domande, conoscere meglio il quotidiano ed il suo staff, esprimere la propria opinione sulla prima pagina dell’edizione cartacea e votare le domande per le quali sono più interessati ad ottenere una risposta.

Oltre all’area specificatamente dedicata allo scopo all’interno del sito web del giornale statunitense, è stata prevista ed implementata la possibilità di utilizzare Twitter quale canale specifico per la formulazione di domande e richieste di approfondimento, utilizzando l’hashtag #askthepost , che diviene, finalmente, così un canale di comunicazione effettivo ed efficace con le persone.

Oltre un decennio fa veniva pubblicato il «Cluetrain Manifesto» nel quale gli autori spiegavano come fosse “Cominciata a livello mondiale una conversazione vigorosa. Attraverso Internet, le persone stanno scoprendo e inventando nuovi modi di condividere le conoscenze pertinenti con incredibile rapidità. Come diretta conseguenza, i mercati stanno diventando più intelligenti e più velocemente della maggior parte delle aziende”.

Dopo le proposte di «Economist» ed «Huffington Post» UK, l’iniziativa del «Washington Post» rappresenta finalmente la prima evidenza di progetto articolato ed integrato in tal senso da parte di un giornale tradizionale. Non si può che esserne lieti augurandosi che diventino buone pratiche quotidiane diffuse.

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Ghostwriters & Gratificazioni

In uno dei passaggi chiave del discorso che il Presidente del Consiglio ha effettuato ieri alla Camera si dice che: ”Abbiamo fondamentali economici solidi, le nostre banche sono liquide, solvibili e hanno superato agevolmente gli stress test”.

Discorso in realtà redatto da Ombretta Colli che, incaricata come ghostwriter personalmente da Silvio Berlusconi, si è liberamente ispirata ad una delle sue opere più celebri come il taglio complessivo del ragionamento fatto evidenzia.

Al termine di una lettura tanto impegnativa fortunatamente non sono mancate le gratificazioni, grazie all’impegno dell’On Michaela Biancofiore, avvocatessa di Bolzano eletta nella circoscrizione Campania2, che si è premurata di sostenere personalmente il Premier che ha potuto così finalmente rilassarsi come mostra l’immagine.

Da leggere al riguardo i commenti del New York Times e del Wall Street Journal, senza dimenticare lo speciale di 14 pagine recentemente pubblicato dall’ Economist sempre in tema.

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Playboy è il Re dei Media [su Facebook]

Facebakers è un portale dedicato ai dati relativi a Facebook.

Ricco di informazioni, fornisce le statistiche suddivise per nazione, tipologia di applicazioni utilizzate, gruppi e molto altro ancora.

Riporta anche i numeri relativi alle pagine con il maggior numero di fans, suddividendole a sua volta per tipologia. Al suo interno vi si trova la categoria Media e Giornalismo che vede Playboy al primo posto dominando la classifica per numero di fans e surclassando realtà quali la CNN, il NYT o The Economist.

Come italiani possiamo consolarci verificando che, nel ranking di quest’area dedicato specificatamente al nostro paese,   Spinoza raddoppia le preferenze rispetto al TGCom e le triplica addirittura in riferimento a GovernoBerlusconi.it.

Non tutto è perduto.

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New born magazine digital initiatives

MPA [Magazine Publishers of America] , associazione statunitense degli editori di periodici, segnala dal 2005 tutte le iniziative digitali realizzate dai propri associati suddivise per rivista – editore e tipologia di progetto realizzato.

Il 2009 è aggiornato al 30 di giugno ed è credo doveroso darci un’occhiata per rendersi conto di quali siano i movimenti ed i progetti realizzati da editori tradizionali nell’ambiente digitale. Dal 05 gennaio alla data dell’ultimo aggiornamento vengono evidenziate oltre 150 iniziative realizzate.

Tra le più recenti mi sembrano di particolare interesse, e dunque meritevoli di segnalazione specifica, quelle relative a Marie Claire e The Economist. Mi pare che entrambe vadano nella direzione giusta coinvolgendo correttamente i pubblici di riferimento, richiedendo i loro contributi, i loro riscontri e, soprattutto, gestendoli adeguatamente.

Una volta visualizzate le iniziative e verificate quelle maggiormente aderenti ai vostri interessi, dimenticatevi tutto e seguite con attenzione un diciannovenne olandese che pare stia impartendo a tutti gli editori tradizionali una lezione sul tema.

new born davide gazzotti

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