Archivi tag: distributori editoria

Il Futuro delle Edicole: Generalismo o Specializzazione?

Si è concluso ieri il 10° Congresso nazionale del SI.NA.GI., il principale sindacato dei giornalai, al quale, grazie alla cortesia e disponibilità, in particolare, di Amilcare Digiuni [Segretario Nazionale Responsabile Organizzazione] ho avuto occasione di presenziare come ospite.

Il pomeriggio della prima giornata ha rappresentato un’occasione importante per fare il punto della situazione sulla filiera editoriale con la relazione introduttiva del Segretario Generale Vito Michea e la tavola rotonda sul tema alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Elisa Grande [ Capo dipartimento ‘Informazione e editoria’ di Palazzo Chigi], e il Direttore Generale della FIEG Fabrizio Carotti.

Temi trattati ampiamente, a più riprese, in questi spazi, rispetto ai quali, per i dettagli, rimando al “live tweeting” che ho realizzato nel corso di tutto il pomeriggio del 6 maggio e all’articolo pubblicato dal “Manifesto” unico quotidiano con la presenza stabile di un giornalista che ha effettuato una copertura dell’evento.

Dal convegno sono emersi, secondo la mia personale visione, tre elementi:

  • Inadeguatezza del “channel leader”, gli editori, e delle loro rappresentanze, la FIEG, la cui arrendevolezza agli eventi è disarmante.
  • Valore della rete sul territorio per capillarità
  • Riconversione parziale del business con spostamento nell’area dei servizi e dei giochi.

Dopo oltre 17 mesi trascorsi senza riuscire di fatto, per i motivi più svariati, a convocare gli stati generali dell’editoria, tavolo comune di confronto istituzionale per la filiera editoriale nel suo insieme, come è stato detto, se l’obiettivo non sarà raggiunto entro la fine del 2011 sarà evidente la non volontà di perseguire una strategia comune. Non si potrà dunque che prenderne atto ed agire di conseguenza.

Quale sia la mia visione sull’edicola del futuro ed il futuro delle edicole mi pare di averlo espresso con chiarezza quasi un anno fa. Opinione che complessivamente non ho cambiato in questo tempo.

L’informatizzazione delle edicole è, comunque vadano le cose, un must, un imperativo categorico sul quale è necessario intervenire con la massima sollecitudine. Non tanto per erogare i servizi ai quali hanno fatto cenno Elisa Grande e Vito Michea nei loro interventi, che possono realizzare l’obiettivo di “traffic building”, di attrazione [persa con il calo delle vendite dei quotidiani] verso il canale edicole dell’utenza, ma non quello di generare recupero contributivo per i giornalai stante le marginalità assolutamente irrisorie che assicurano [chiedete ai tabaccai che già erogano questi servizi il loro guadagno su ricariche telefoniche, pagamento bolli auto, bollette…etc], quanto per assicurare una comunicazione diretta tra parte terminale – le edicole – ed iniziale –  editori – che consenta di scavalcare il blocco dei distributori nazionali e locali garantendo miglior efficacia con particolare riferimento alla gestione del venduto, ed al fenomento delle micro rotture di stock,  nonchè alla gestione efficiente delle rese che presenta ampi margini di miglioramento della contribuzione per entrambi gli attori coinvolti.

Non è neppure la possibilità di offire il superenalotto, come trionfalmente annunciato dall’altro principale sindacato dei giornalai, lo SNAG, che può migliorare la redditività del canale, sia perchè, come ampiamente constatato con la parziale liberalizzazione della vendita di quotidiani, ad un incremento dei punti vednita non corrisponde necessariamente un aumento delle vendite, sia perchè [se eventualmente non fosse noto] il canone richiesto da Sisal per questo servizio erode molto spesso una grande fetta del ricavo.

Alla strada del generalismo privilegio quella della specializzazione. Grazie all’informatizzazione mi piace pensare alle possibilità esistenti che questo processo consentirebbe, a partire, per citarne almeno una, dalla possibilità di effettuare in edicola il servizio di print on demand, che consentirebbe la quadra tra desiderio di personalizzazione da parte del lettore e mancanza di redditività che questo ottiene online nella sua declinazione all digital.

Quando, com’è il caso delle edicole e del comparto nel suo complesso, le situazioni di difficoltà divengono strutturali sono richieste fondamentalmente due qualità, in ordine di rilevanza:

  1. Visione Strategica
  2. Pensiero laterale, così come definito da Edward De Bono

La specializzazione, con integrazione di servizi e offerta a monte ed a valle rispetto all’attuale modello, e non il generalismo sono LA scelta per il futuro delle edicole.

Word Cloud Relazione Vito Michea

Il testo completo, esclusiva ed anteprima nazionale del “Giornalaio”, della relazione del Segretario Generale del SI.NA.GI Vito Michea: Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Distribuzione Editoria, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

Premium Price

Aumento sostanzioso del prezzo di vendita del “Sole 24 Ore” a partire da domani con un incremento di cinquanta centesimi.

Il passaggio a 1,50 € tutti i giorni viene “ammorbidito” dal mantenimento allo stesso prezzo anche nelle giornate in cui vi è un inserto.

Dell’aumento non vi è traccia di informazione sul sito del quotidiano di Confindustria, ma il distributore nazionale, M-Dis, lo ha anticipato da un paio di giorni agli edicolanti. In  questo modo “Il Sole” diventerà il giornale a larga diffusione più caro di tutti.

Una scelta coraggiosa, dettata molto certamente dalle note difficoltà di bilancio del quotidiano, resta da vedere se i lettori saranno disponibili a riconoscere questo premium price.

2 commenti

Archiviato in Distribuzione Editoria, Vendite Editoria

La Lettera

Tra le molte aree di recupero di redditività per il comparto editoriale quella probabilmente più trascurata è relativa alla distribuzione ed alla gestione delle scorte nel punto vendita, nelle edicole.

E’ un tema di assoluta rilevanza che in questi spazi si è cercato di portare all’attenzione di tutti gli attori coinvolti nella filiera a più riprese, convinto che, in tempi di crisi del settore, la marginalità residua recuperabile da una miglior efficienza  sia decisamente un ambito sul quale intervenire.

Dovendo identificare l’anello debole della catena personalmente non ho dubbi sulle responsabilità di distributori nazionali e locali, vero tappo per editori e giornalai.

Affari Italiani pubblica la lettera di un lettore di quotidiani che sintetizza perfettamente lo stato dell’arte:

Egr. Direttore,

sono un comune lettore di giornali che come migliaia di altri cittadini si reca all’edicola più o meno sotto casa per acquistare il quotidiano o la rivista che più mi aggrada. Ora frequentando più assiduamente la mia edicola, vengo a scoprire che in Italia esiste una sorta di oligopolio, formato dai distributori di giornali che a loro piacimento, seguendo un criterio alquanto oscuro, decidono se un edicola debba avere più o meno copie di un dato quotidiano, se un lettore debba o meno seguitare a rivolgersi ad una data edicola.

Il sistema semplice nel suo svilupparsi, parte appunto dal fatto che il distributore decide cosa e quanto inviare all’edicola, e già questo potrebbe essere opinabile, se fatto in barba alle richieste effettive di quella zona, ma può decretare la morta economica o il successo di un’attività di edicolante semplicemente sottraendo con mirata oculatezza le riviste richieste o i giornali più venduti, facendo di fatto emigrare i lettori ad altra edicola più fornita. Ho provato tramite amicizie a far presente quanto sopra a direttori di giornali di importanza nazionale, ma evidentemente questo “problema” oltre a sembrare di poca importanza per l’opinione pubblica sembra essere spinoso anche per la stampa stessa che sa di poter essere strozzata da una “involontaria” cattiva distribuzione del proprio giornale in un dato territorio.

Invece di essere accanirsi con la tabletmania sarebbe opportuno intervenire prontamente per correggere queste distorsioni del sistema.

1 Commento

Archiviato in Distribuzione Editoria, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

Maltempo in Edicola

Dopo l’inesauribile serie di occhiali delle più disparate fogge, arrivano ora gli ombrelli, confermando come  ogni genere di cianfrusaglia riesca ad inquinare e dequalificare il canale edicole.

Sono iniziative svolte da pirati dell’editoria che, allegando un foglietto illustrativo così da assimilarlo ad un prodotto editoriale, hanno gioco facile nella ricerca di volumi in un canale che non ha barriere all’ingresso e nel quale l’edicolante, il giornalaio non ha possibilità di scegliere quantità e qualità dei prodotti all’interno del suo punto vendita.

Una chicca l’invito a svitare l’ombrello per dimostrazione che definisce ulteriormente, se necessario, la professionalità di coloro che le attivano.

Speriamo almeno che piova ancora.

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Distribuzione Editoria, Nuovi Prodotti Editoriali, Vendite Editoria

Du Yu Spik Inglisc?

Paid Content [gruppo The Guardian] pubblica la sintesi dei risultati sull’andamento delle edicole nel Regno Unito.

Secondo quanto riportato, il fatturato sarebbe cresciuto complessivamente del 10% nell’ultimo decennio per effetto dell’aumento dei prezzi.

Le previsioni per il commercio sono a tinte fosche con una stima di una flessione del 21% da qui al 2015. Con il cambiamento nelle abitudini e modalità di consumo delle informazioni dovrebbe essere in particolare il segmento popolare, di bassa qualità, quello a maggior rischio potenziale di perdita di vendite.

Come segnala il documento redatto dall’antitrust, nella parte dedicata specificatamente alla Gran Bretagna in termini di paragone rispetto al nostro sistema, esistono delle specificità che in un momento di riflessione e propositività rispetto al futuro delle edicole può essere interessante riprendere in sintesi.

In particolare per quanto riguarda la distribuzione intermedia, vera spina nel fianco di editori e giornalai, il rapporto segnala che nel sistema britannico i distributori operano in un regime di esclusiva territoriale, ma in questo caso la selezione dell’operatore avviene sulla base di gare periodiche svolte, per quanto riguarda i quotidiani, dalle società editrici e, per quanto riguarda i periodici, dalle società distributrici che generalmente selezionano l’operatore locale per conto degli editori dei medesimi periodici. I contratti che sono stipulati ad esito di tali gare con i distributori all’ingrosso hanno di norma una durata di cinque anni.

Sono criteri gestionali che, a parità di condizione, garantiscono miglior qualità di servizio ed impediscono la creazione di riserve esclusive, di feudi intoccabili come avviene nel nostro paese.

Lascia un commento

Archiviato in Distribuzione Editoria, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

Questa [NON] è una Pubblicazione Editoriale

Come fare per vendere in edicola ogni sorta di cianfrusaglia?

Che si tratti di piatti, coltelli, giocattoli cinesi o, come in questo caso, occhiali, non fa differenza alcuna, basta allegare al prodotto desiderato un volantino, un foglietto ed il gioco è fatto come le immagini sottostanti dimostrano.

Sono spunti, evidenze raccolte sul campo che fanno parte del discorso più generale relativo all’edicola del futuro ed al futuro delle edicole.

2 commenti

Archiviato in Vendite Editoria

La Democrazia dell’Abbonamento

Poco prima della canonica pausa estiva di ferragosto si è tenuto un incontro tra il sottosegretario Paolo Bonaiuti ed i rappresentanti della FIEG e dell’ FNSI sullo stato di salute del settore editoriale.

L’incontro pare essere stato prevalentemente interlocutorio, rinviando alla ripresa l’esame della situazione in cui, come noto, versa l’industria editoriale.

Il presidente della FIEG, Malinconico, ha, comunque, colto l’occasione, secondo quanto riportato, per effettuare del “pressing” sull’avvio di una necessaria riforma dell’editoria. In particolare ha sottolineato l’iniquità del decreto del 30 marzo scorso che ha sospeso le tariffe postali agevolate per gli abbonamenti ai giornali, concludendo come: “Una riforma organica dell’editoria è invece quanto mai necessaria per assicurare la presenza equilibrata dei diversi mezzi di comunicazione in un mix che è elemento essenziale di una moderna democrazia”.

Personalmente fatico davvero a comprendere il binomio, l’assioma, che unisce le proposte di abbonamenti con la democrazia del nostro paese.

Mi sfugge, altrettanto, come si continui a perseguire pratiche commerciali scorrette, che nonostante le malinconiche rivendicazioni, non sono assolutamente cessate dopo l’introduzione del precitato decreto legge.

Testimonianza più concreta di queste dinamiche è il portale web, realizzato da quello che è il secondo principale distributore nazionale [24% di market share], specificatamente dedicato agli abbonamenti.

Un sistema si [ri]costruisce coinvolgendo tutti gli stakeholders, non continuando a perseguire vantaggi individuali e pratiche vessatorie.

Lascia un commento

Archiviato in Scenari Editoriali, Vendite Editoria