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ResponsAbility

Come tutti sanno a quest’ora, Silvio Berlusconi ha rassegnato, finalmente, le dimissioni da Presidente del Consiglio del nostro Paese.

L’intera Rete è letteralmente inondata di foto, video, ricostruzioni e analisi sulla fine del Premier. Tra tutte, dovendo sceglierne soltanto una, consiglio la timeline realizzata dal «New York Times» che sintetizza con sobrietà ed efficacia i momenti chiave dal 1990 ad oggi [a ieri] dell’evoluzione da editore a politico.

Finita, letteralmente, la sbronza dei legittimi festeggiamenti per la conclusione di un’epoca, da oggi è necessario guardare oltre per determinare con la massima sollecitudine e attenzione il percorso da affrontare per ricostruire, sotto ogni profilo, la dignità di una nazione incantata per circa un ventennio dall’antistatalismo, in chiave populista, di chi l’ha governata in questo periodo.

«The Economist» ha pubblicato il 12 novembre scorso un articolo dedicato alla situazione italiana il cui titolo “That’s all, folks”, riprendendo quella che era la conclusione dei cartoni aninati di una volta,  potrebbe trarre in inganno, e che, invece, merita un’attenta lettura per la lucidità dell’analisi e, a mio avviso, per le conclusioni che trae:

For the euro to survive, Italy must succeed. For Italy to succeed, its squabbling politicians must find unaccustomed reserves of unity and courage. That depends on ordinary Italians being willing to make sacrifices, the ECB backing Italy, and France and Germany standing resolutely behind the euro. It is a dauntingly long list of things to go right.

Credo che l’idea di responsabilità, sorpassando il concetto di colpa – perdono che spesso innesta una spirale viziosa, implica sia la facoltà di operare che la volontà di rendersi garante dell’azione , debba essere il concetto guida per guardare con prospettiva al futuro.

In tal senso, l’idea di Response Ability è idealmente superiore a quella, già importante, di responsabilità.

Implica, infatti, oltre ai concetti propri della responsabilità, da un lato, l’idea di non riversare i fatti colpevolizzando qualcun’altro, e, dall’altro, l’idea di essere in prima persona proattivi, con volontà e capacità risolutiva.

Non vi è dubbio che debba essere questo il principio cardine di quanto è necessario fare da oggi in poi.

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La Resa dei Conti su Twitter

Pare, il condizionale è d’obbligo, che si sia arrivati alla resa dei conti, al momento in cui, l’alias di Lavitola abbia deciso, finalmente, di rassegnare le sue dimissioni a breve.

Al momento le piazze finanziarie europee non sono ancora aperte ed è dunque impossibile sapere le reazioni alla notizia, anche se leggendo i titoli dei quotidiani online di tutto il mondo non è diffcile prevedere, anche da parte dei mercati, apprezzamento.

Utilizzando strumenti diversi di monitoraggio ho voluto verificare come, sia in termini quantitativi di citazioni che a livello di “sentiment”, di atteggiamento, quale sia il vissuto degli internauti, ed in particolare di coloro che utilizzano Twitter, alla notizia.

I valori assoluti  del numero di tweet sono inferiori a quelli dell’alluvione di Genova di circa il 50%, con il picco massimo alle 17 di ieri, dopo la votazione alla Camera, di circa 3mila menzioni per l’hashtag più “twittato”.  Una possibile interpretazione di tale dinamica  risiede nell’ipotesi che vede Twitter più come mezzo di servizio, di diffusione di informazioni, che di commento.

L’analisi quantitativa, effettuata con Topsy, dei tre termini di tendenza [trending topics] relativamente all’ipotesi di dimissioni, evidenzia riferimenti ben distinti con segnalazioni di informazioni che si alternano a sbeffeggiamenti e satira .

#308, in riferimento ai voti ottenuti dal Governo, l’hashtag con il maggior numero di menzioni, mentre, appunto, #laresadeiconti, quello con il ciclo di vita più lungo.

L’home page del sito internet della compagnia aerea low cost irlandese Ryanair, in cui compare il viso del Premier in primo piano, scelto per pubblicizzare un’offerta di voli a basso costo  con accanto al volto lo slogan, anch’esso rivolto al [ex?] Presidente del Consiglio: “Caro Silvio – si legge – un’altra occasione per scappare con Ryanair”, il riferimento con il maggior numero di tweet [2545 in questo momento] in assoluto.

Fa riflettere che le fonti informative che raggolgono il maggior numero di menzioni siano estere, con la BBC che complessivamente arriva ad oltre un migliaio di tweet e il New York Times a quota  593.  Tra le fonti italiane spicca RAINews24 che, come ho già segnalato, sta facendo un buon lavoro su Twitter.

L’analisi del sentiment, misurato con due tool diversi per confronto dei risultati, non mostra in entrambi i casi elementi di particolare rilievo, con la maggioranza delle citazioni impostate in termini di satira o di malcontento rispetto al fatto che Berlusconi non si sia dimesso con effetto immediato. Un panorama da “sfogatoio”.

In conclusione, i dati emergenti, nel complesso, invitano alla riflessione su capacità di informazione e coinvolgimento attraverso Twitter da parte dei media italiani nel loro insieme ed evidenziano i limiti strutturali del mezzo le cui caratteristiche poco si prestano a conversazione e commento.  Sono entrambi aspetti non trascurabili nel panorama complessivo dell’ecosistema dell’informazione nel nostro Paese.

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