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Murdoch è Marxista

Le argomentazioni di Murdoch di difesa dei contenuti prodotti dalle redazioni dei giornali del gruppo di cui è a capo sono di stampo classicamente marxista.

Infatti quando, a difesa delle sue tesi sulla necessità di far pagare le notizie on line, afferma che costa denaro produrre qualcosa [le notizie] e che quindi ha un valore, riprende una delle argomentazioni poste da Karl Marx nel Capitale:

“Il valore di scambio delle merci è equivalente alla quantità di lavoro necessario per trasformare i materiali di base in prodotti”.

Ah, De Benedetti anche.

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Dieci domande al Gruppo Repubblica – Espresso

“La Repubblica” ha creato un widget per diffondere ulteriormente le dieci domande alle quali il Presidente del Consiglio tarda a rispondere.

Oltre all’orologio che segna l’avanzare del tempo trascorso in attesa di una doverosa risposta, si viene invitati a diffondere anche il video che mostra le evidenti contraddizioni sulla vicenda in questione.

Mi sembra di assoluto interesse verificare come dopo lo sbarco su FriendFeed, adesso il quotidiano amplifichi la propria strategia di diffusione sociale delle notizie cercando di coinvolgere i blogger con la precitata campagna. A tale proposito mi permetto di suggerire di utilizzare anche le modalità che da tempo vengono proposte da “La Vanguardia” che sicuramente dovrebbero consentire una maggior propagazione a parità di condizione visto il generale interesse dei blogger al riguardo.

Replicando idealmente la struttura delle dieci domande mi chiedo [e di riflesso chiederei] se:

  • Si tratta di una campagna singola sul tema specifico

  • E’ una tattica difensiva atta a parare eventuali contraccolpi

  • Si tratta, invece, di una nuova strategia complessiva della testata di coinvolgimento sociale e di valorizzazione del brand

  • Quali i ritorni attesi e quali i criteri di misurazione della campagna in oggetto

  • La campagna è stata sviluppata con l’apporto esclusivo del gruppo di lavoro interno o sono stati utilizzati professionals/agenzie esterne

  • E’ la configurazione di un “ruolo non operativo” per Carlo De Benedetti ad aver consentito questo cambiamento

  • Non sarebbe forse stato più interessante sviluppare una campagna simile relativamente al “caso Mills”

  • Perché non è stata creata una pagina con tutti coloro che hanno aderito/contribuito alla campagna come spesso avviene in questi casi

  • Con la crisi della sinistra italiana e, ancor più, dei suoi quotidiani, “La Repubblica” ha forse immaginato di poter divenire unico punto di riferimento per recuperare consensi e lettori nell’edizione cartacea con questa operazione

  • Nel caso in cui il Presidente del Consiglio continuasse ad eludere il confronto e di fatto non rispondesse, “La Repubblica” intende [e se si come] continuare a fare pressione su questo tema

Come si suol dire in questi casi; domandare è lecito rispondere è cortesia; vale ovviamente sia per il Presidente del Consiglio che per il Gruppo Repubblica – Espresso*.

Resto dunque in paziente attesa di un feedback. Ovviamente il contributo di chiunque spiaggiasse in questi lidi è – come sempre – assolutamente gradito.

Effetti dei social media sugli acquisti

Effetti dei social media sugli acquisti

* Potrebbe essere questo un escamotage per verificare l’attenzione e le metodologie di tracking del subject da parte dei responsabili della campagna, no?

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Benedetti ritagli

A partire dal mese in corso il gruppo editoriale “L’Espresso”, che registra una delle peggiori performance nel panorama dell’editoria nostrana coerentemente con un decremento della readership secondo solo ad EPolis, adotta una misura anti crisi tesa al contenimento dei costi di produzione dei quotidiani che fanno riferimento a De Benedetti.

Da marzo, infatti, “La Repubblica”, ed i 16 quotidiani locali editi dalla controllata Finegil, subiranno una riduzione di tre centimetri rispetto al formato attuale con l’obiettivo di ridurre i costi operativi legati all’acquisto della carta.

Allo stesso tempo dovrebbe essere aumentato il corpo del carattere del testo degli articoli e, conseguentemente, ritoccata la gabbia grafica.

Sono operazioni doverose in tempi di crisi già messe in atto in altri segmenti-mercati maturi/in declino quali, ad esempio per quella che è la mia esperienza diretta, quello degli amari dove si è proceduto progressivamente ad abbassare la gradazione alcoolica al fine di contenere le tasse Utif e quindi abbattere i costi di prodotto.

Che si realizzino sacrosante operazioni di cost saving con “ritagli benedetti” o attraverso soluzioni diverse legate all’utilizzo delle nuove tecnologie la vera natura del problema non cambia.

Contenuti , pubblici e modalità di relazione sono il vero terreno della sfida per il futuro.

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