Archivi tag: corporate blog

Come Coinvolgere i Giornalisti Attraverso i Social Media

L’influenza dei social media e delle reti sociali non attiene solo a nuove forme di comunicazione e di relazione ma è ormai parte integrante dell’ecosistema dell’informazione. I Blog, Facebook e Twitter, per citare solo i più noti, sono mezzi di ampissima diffusione che selezionano, rielaborano e aggregano notizie, informazioni, costituendo così elemento di integrazione ormai imprescindibile del sistema informativo pur con tutte le distorsioni del caso. Dinamica che vede i giornalisti nel complesso zigzagare tra divieti e socialità della notizia.

Cosa avviene invece quando si ribalta la prospettiva cercando di coinvolgere i professionisti dell’informazione, sfruttando la loro presenza all’interno dei social media per finalizzare azioni di comunicazione d’impresa tipiche delle public relations?

E’ questa la domanda di fondo alla quale ha cercato di dare una risposta la ricerca sviluppata nel corso di questo mese da Text100, agenzia internazionale di pubbliche relazioni, che ha intervistato 72 giornalisti inglesi con l’obiettivo di comprendere appunto come e con quali mezzi sia possibile utilizzare i social media in tal senso.

I risultati, pubblicati ieri, evidenziano la tendenza a privilegiare ancora oggi canali più tradizionali con e-mail, comunicati stampa e consultazione del sito aziendale in testa alle preferenze. Tra i social media i corporate blog sono il mezzo preferito come fonte dalla quale attingere informazioni, elemento che conferma la necessità di investire nella prouzione, raccolta e sistematizzazione di contenuti anche sotto questo profilo.

Nonostante tutti gli sforzi compiuti nel tempo da Facebook resta a Twitter il primato di giornalisti con un account attivato. E’ sempre Twitter, seguito da Linkedin, il media attraverso il quale si preferisce essere contattati, confermando, pur con livelli diversi di maturità e consapevolezza, il ruolo prioritario assunto dalla piattaforma dei 140 caratteri in ambito informativo.

Come scrivono nelle conclusioni gli autori della ricerca, il fatto che i giornalisti non riconoscano nei social media la stessa utilità attribuita a comunicati stampa ed al sito aziendale [che ovviamente dovrà avere un’area dedicata], suggerisce di verificare l’efficacia di utilizzo di tali mezzi da parte delle imprese che forse anche da questo punto di vista dimostrano la loro social media inability.

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

Spunti e commenti sull’ utilizzo corporate dei social media

L’articolo redatto qualche giorno fa da Stefania Riccio, oltre ad essere ricco di spunti di riflessione e confronto ha innescato un dibattito meritevole di essere approfondito.

In “Dal blog al book” viene sostanzialmente fatta una critica dei social media, con particolare riferimento ai blog, sia in termini di autoreferenzialità quando riconducibili ad una persona, che di utilizzo scorretto o quantomeno fuorviante quando riferibili ad una impresa.

Tesi sposata e rinforzata quasi all’unisono nei commenti e sintetizzata da quelli espressi da Ferruccio Biraghi che afferma: I blog padronali, allo stesso modo di tutto quello che è finalizzato al profitto, sono costituzionalmente rivolti a persuadere. La comunicazione aperta e la costruzione di conoscenza sono aldilà della loro logica d’azione. La degradazione in book è legata agli utili e il modello redattore-lettore ripetono le strutture verticistiche dell’organizzazione di fabbrica, formaggini, servizi, notizie, inserzioni che siano. Seguito subito da Simona Avitabile con: L’abuso della parola community vorrebbe alleggerire la subordinazione delle audience e la primazia delle formule redazionali adottate, copia conforme dei modelli gerarchici delle aziende patrocinatrici, un trucco troppo evidente per convincere sugli obiettivi dichiarati.

Come dicevo, l’argomento è talmente vasto ed articolato che difficilmente può esaurirsi in spazi così ridotti. Tentiamo comunque di ampliare il dibattito e di raccoglierne, spero, gli spunti che verranno approfondendo alcuni aspetti citati in sintesi.

In generale, se da un lato Manuel Castells ricorda che La logica di rete induce una determinazione sociale di livello superiore rispetto a quello degli interessi sociali specifici espressi nelle reti; il potere dei flussi afferma la sua priorità sui flussi del potere , dall’altro Andrea Fumagalli afferma come “Siamo di fronte a un paradosso o meglio ad una potenziale contraddizione: il general intellect consente la creazione di un valore che trae linfa dalla cooperazione sociale, ma che viene distribuito tramite processi di espropriazione sociale”.

Se pensiamo al twitter-giornalismo, per citare non solo un argomento di attualità ma anche un settore economico storicamente al servizio del potere costituito, non possiamo che concordare con la frase citata di Castells. Dall’altro lato, rimanendo nello stesso ambito/settore, è di questi giorni, altrettanto, l’espropriazione effettuata da “La Repubblica” a danno di blogger ed utenti relativamente all’annosa questione delle dieci domande; coinvolti solo per essere sfruttati come amplificatori del messaggio del quotidiano senza coinvolgimento e riconoscimento alcuno da parte degli ideatori della campagna sociale, avvallando così la tesi di Fumagalli.

future-of-social-web

In ambito corporate l’utilizzo dei social media è stato inficiato fondamentalmente – nel nostro paese più che altrove, forse – da sedicenti esperti che pour cause ne hanno declamato e promosso per anni l’adozione presso le aziende, senza che fosse valutato l’impatto da nessun punto di vista. Molto spesso i social media sono stati descritti come la panacea low cost di tutti mali, senza che vi fosse una valutazione di coerenza rispetto al mix di comunicazione e, soprattutto, senza considerare l‘impatto sull’organizzazione interna e la coerenza tra questa e lo stile comunicazione effettuata all’interno dell’ impresa. E’ in questi casi, ahimè diffusi, che devo assolutamente concordare con Stefania Riccio quando afferma che: “Il blog diventa una raccolta di immagini e osanna, simile ai book di presentazione di oggetti, macchine o persone e la modernizzazione apparente finisce con il mostrare la vera identità”.

La storia della comunicazione via internet è lastricata di errori, spesso pagati a caro prezzo. Dalla creazione dei primi siti web alla presenza all’interno dei più noti social network, passando per second life e, appunto, i corporate blog abbiamo compreso, mi auguro, come l’importante non sia esserci ma saperci stare.

I modelli culturali e di comunicazione vanno rivisti e adattati, se necessario rivoluzionati, per uscire dalla logica top down [notare il linguaggio non verbale: quando parla di quanto è importante la rete per Fiat, incrocia le braccia e non guarda nella telecamera, ma divaga con gli occhi da una parte all’altra. Qualcuno potrebbe sostenere che non è molto sincero] ed ingaggiare la conversazione con le persone sul web e fuori da esso.

L’impresa va umanizzata e l’organizzazione interna dell’azienda adattata sia in termini di struttura che di coinvolgimento dei dipendenti. Più forte è il coinvolgimento, maggiore è la flessibilità, che serve alle performance collettive.

Troppo spesso ci si concentra sul mezzo non sul contenuto e le sue implicazioni. E’ ora che la cosiddetta visione olistica venga effettivamente applicata e non solamente declamata come avviene prevalentemente.

Il passaggio al web 2.0 è conclamato, la frattura causata dall’assenza della realizzazione effettiva di << modelli enterprise 2.0 >>, passato – auguriamoci – l’attuale – momento congiunturale potrebbe causare dicotomie e scompensi altrettanto gravi.

Buona parte della mappa è disponibile, non resta che utilizzarla adeguatamente mantenendo la rotta.

Social media specialist

Nota: Sul tema si segnalano due interessanti conversazioni: una innescata dal sottoscritto che ha riportato uno dei commenti all’articolo ed un altra che verte sulla domanda se social media e fatturato siano compatibili.

Articolo originariamente redatto per Iriospark

6 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Corporate blog

L’agenzia di distribuzione di quotidiani e periodici – monopolista! – per Ferrara e Rovigo è davvero al top, tra l’altro, per la capacità di comunicazione con la propria clientela.

Tale mirabolante competenza viene espressa anche attraverso una sorprendente capacità di innovare che con spirito pionieristico ha spinto la Lanza ADG [questo il nome del precitato distributore provinciale] ad aprire un corporate blog sin dal 2007.

Più di mille parole che potrei esprimere al riguardo vi consiglio, se posso, una visita.

Davvero imperdibile.

PS: [Se poi mi fornite un feedback non potrò che esservene grato].

8 commenti

Archiviato in Distribuzione Editoria