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Nasce Newspeg: “il Pinterest delle Notizie”

Pinterest ha alcune utility per la condivisione di contenuti informativi, ma in realtà è più adatto per aggregare i preferiti e per la condivisione di foto, moda, design, ricette ed altri elementi.

Con una chiara ispirazione a Pinterest è stato lanciato in questi giorni Newspeg, piattaforma Web e mobile di social news che chiunque può utilizzare per raccogliere, curare e condividere le notizie con gli altri.

La sostanziale differenza rispetto ad altre piattaforme di content curation ed aggregazione è nel “fattore umano”, sono infatti gli individui, le persone che decideranno di utilizzare questa piattaforma a creare una collezione, una raccolta di ciò che gli appare interessante, contrariamente alle altre proposte che invece si basano fondamentalmente su algoritmi e/o aggregazione di contenuti da Twitter e Facebook, come il caso di Flipboard, Zite e Prismatic, per citare i più noti.

La condivisione avviene in maniera semplice, elementare, attraverso l’utilizzo di un “bottone” da inserire nel proprio browser. Su newspeg appare l’anteprima del contenuto che linka direttamente al contenuto originale; un elemento di correttezza nei confronti di chi produce i contenuti.

Naturalmente,   Newspeg  è integrato con  Twitter  e  Facebook , così le storie, le notizie raccolte possono essere ulteriormente amplificate.

Osservando l’home page di Newspeg è impossibile non rilevare una rappresentazione iconografica dell’informazione. Elemento che, se posso dirlo, mi conferma che con DataMediaHub siamo sulla strada giusta.

Newspeg

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2013 In Breve

I 5 articoli più letti nel 2013 di questa TAZ [*] sono stati, in ordine decrescente di numero di visualizzazioni:

  1. Houston Abbiamo un Problema: Articolo del 14 marzo 2013 su come il mobile sia un’ulteriore minaccia più che un’opportunità per i già precari conti dell’industria dell’informazione [2.973 visualizzazioni].
  2. Wired Diventa Digital First: Articolo del 07 novembre 2013 “leak” della lettera del direttore di «Wired» alla redazione che anticipava  i cambiamenti della rivista [2.864 visualizzazioni].
  3. Le 5 W del Giornalismo nel 2012: Articolo del 23 Agosto 2012 su le evoluzioni dell’ecosistema dell’informazione che richiedono un’interpretazione in chiave di coinvolgimento del lettore da parte dei giornalisti e dei giornali [2.815 visualizzazioni].
  4. About: Il mio profilo personale, e dintorni [2.475 visualizzazioni]
  5. I 24 Social con il Maggior Numero di Utenti Attivi: Articolo del 01 dicembre 2013 di censimento ed analisi di social media e social network nel mondo [1.674 visualizzazioni].

I 5 principali referrers sono stati,  in ordine decrescente di numero di visualizzazioni:

  1. Motori di Ricerca: 46.444 visualizzazioni
  2. Facebook: 24.732 visualizzazioni
  3. Twitter: 14.660 visualizzazioni
  4. Linkedin: 1.173 visualizzazioni
  5. Google+: 996 visualizzazioni

Le 5 nazioni di provenienza con il maggior numero di visualizzazioni, in ordine decrescente, sono state:

  1. Italia: 152.481 visualizzazioni
  2. USA: 3.792 visualizzazioni
  3. UK: 1.443 visualizzazioni
  4. Francia: 1.070 visualizzazioni
  5. Svizzera: 1.027 visualizzazioni

Vi ringrazio davvero di cuore poiché anche nel 2013 il mantenimento, la cura di questa modesta TAZ [*] mi ha consentito di apprendere davvero molto.

Scriveva Ernest Hemingway che “tutti, uomini e animali, ogni anno che passa acquistano un anno, ma alcuni ne acquistano uno in più in conoscenza”, per me è stato davvero così, spero possiate dire altrettanto. AUGURI!

cogito

[*]TAZ: Temporary Autonomous Zone. Una definizione e gli approfondimenti/spiegazione di perchè questo spazio sia una TAZ e NON un blog.

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Questo NON è un Blog

Ci sono termini che vengono usati convenzionalmente sino a perdere il loro significato divenendo una “parola scatolone”, un  termine che vuol dire tutto e nulla per quanto è vago. Uno di questi termini è sicuramente blog e, peggio ancora, il suo derivato blogger, colui che, come noto, scrive, appunto, un blog.

Si stima che i redattori di “blog” che pubblicano “post” [iniziamo a virgolettare questi termini] in modo continuato in Italia, sarebbero circa 500mila, una popolazione enorme che, per le ragioni più diverse, ha voglia di esprimersi e di entrare in relazione con altri a distanza, su Internet.

Originariamente, l’insieme dei comportamenti e del lavoro in Rete di queste persone costituiva la “blogosfera”, termine usato per la prima volta undici anni fa dall’inglese Brad L.Graham per denotare il sistema aperto e interconnesso di “blog”, che viene configurato progressivamente dai “blogger”: un sistema che produce conoscenze in quantità superiori a quelle generate finora dall’umanità nei millenni passati.

Oggi i “blog” sono un format editoriale al quale attingono ampiamente gli editori tradizionali per fare traffico, per portare visite ai loro siti web, ed i giornalisti per diletto o, più spesso, per migliorare la loro visibilità e reputazione. Questa galassia di produttori e consumatori di informazioni , di organizzazioni sociali rette dalla comunicazione, appare come un medium davvero globale, che, in chiave corporate, può diventare utile per veicolare commerci di massa e fidelizzare consumatori o per trasmettere modelli di comportamento pubblico e ottenere consenso dai cittadini, su vasta scala.

I  “blogger” da sempre sono soggetti che prestano opera gratuitamente per ottenere al massimo collanine e perline, et similia, quando si prestano ad azioni di comunicazione aziendale, o “visibilità” quando, appunto, scrivono gratuitamente, all’interno di testate registrate quali, uno per tutti, l’Huffington Post.

E’ per questo che, come avrà notato chi ha la pazienza di leggere quotidianamente ciò che scrivo,per questo spazio alla definizione di blog personalmente privilegio da anni quella di T.A.Z, di zona temporaneamente autonoma, concetto introdotto nel 1991 nel libro di Hakim Bey che descrive la tattica sociopolitica di creare zone temporanee che eludono le normali strutture di controllo sociale, poichè, credo davvero di poter dire, all’interno di “Il Giornalaio”, con la dovuta attenzione alla legge, scrivo ciò che voglio, quello di cui ho voglia di parlare e che mi appare interessante condividere senza prestarmi a “marchette” di sorta come ho avuto modo di spiegare, di ribadire, anche nella mia intervista contenuta in questo libro degli amici Daniele Chieffi, Claudia Dani e Marco Renzi di recentissima pubblicazione.

Ancor meno sono un “blogger”. Il mio lavoro credo sia noto, anche se poi talvolta mi trovo appiccicata questa definizione, non è fare blog, io di professione faccio altro.

In un momento nel quale content curation sta divenendo una delle tante “buzzwords” usate, ed abusate, con una grande maggioranza di soggetti che immaginano che la cura dei contenuti sia fare copia-incolla di pezzi di articoli, o immagini e video, altrui su Scoop.it o altre piattaforme simili, credo che il termine blogger possa finalmente essere sostituito da content curator, o curatore di contenuti se si preferisce una volta tanto l’italiano, poichè è questo che i migliori fanno, una selezione accurata di contenuti che vengono riaggregati e commentati, rielaborati in nuove forme e contenuti.

Per concludere questo mio ragionamento vorrei anche sottolineare che a mio avviso i “post” sono quelli che si mettono sulla bacheca di Facebook ed altri social media. Il termine post attribuito ai contenuti prodotti per una TAZ è inadeguato, frutto di un classismo culturale atavico secondo il quale gli articoli li scrivono i giornalisti che nell’era dell’informazione partecipata non ha più senso di esistere.

Questa è una TAZ, io, per hobby, per curiosità intellettuale, ed anche per lavoro fuori da confini di “Il Giornalaio,” curo contenuti e scrivo articoli,

Questo NON è un blog, i blogger NON esistono, era un po’ che volevo dirlo. Comment is free!

perché-ho-aperto-un-blog

Si ringrazia l’amico Massimo Gentile per la realizzazione in esclusiva dell’immagine sopra riportata

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Nodi & Snodi a IJF2013

A completamento del lavoro fatto in questi giorni abbiamo realizzato e pubblicato la  mappa di social network analysis delle principali conversazioni ed interazioni durante tutti i cinque giorni del Festival Internazionale del Giornalismo [e mio commento].

A breve verra’ pubblicato anche il database, in open data, per tutti coloro che volessero effettuare ulteriori elaborazioni.

La mappa delle interazioni di #ijf13

– clicca per accedere alla versione interattiva –

Si segnala infine, che nel giorno successivo al termine della manifestazione, ieri, la coda lunga del festival ha prodotto 1852 tweet da parte di 1223 persone diverse, 908 pari al 49% sono stati retweets, 128 replies, risposte.

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Monitoraggio delle Conversazioni al Festival Internazionale del Giornalismo

Le condivisioni sui social network sono elemento di sempre maggiore rilevanza nell’attuale ecosistema dell’informazione. Non si tratta soltanto di un elemento per generare traffico ai siti web dei quotidiani online ma di un aspetto che rappresenta un parametro significativo dell’interesse e dell’attenzione nei confronti della testata e degli articoli, dei temi proposti. Le condivisioni sui social network creano notorietà di marca, e costruiscono fiducia, grazie al passaparola online degli utenti sul valore del giornale.

Elementi che per essere valutati adeguatamente necessitano di strumenti che consentano di valutarne l’impatto come, tra gli altri, ha evidenziato Antony De Rosa, durante il suo key note al Festival Internazionale del Giornalismo conclusosi ieri dedicato, appunto, ai migliori strumenti e strategie per valutare l’impatto di ogni storia.

Grazie alla piattaforma realizzata da BuzzDetector il gruppo di lavoro [#], del quale ho fatto il supervisor durante il cinque giorni della manifestazione, sono state monitorate in tempo reale conversazioni ed interazioni delle persone su Twitter producendo quotidianamente una sintesi che ha offerto la visione dell’evento attraverso gli occhi delle persone sulla piattaforma di microblogging da 140 caratteri, newswire per eccellenza.

La piattaforma ha consentito, oltre alla definizione dei consueti parametri quantitativi: numero di utenti attivi, numero di tweet ed interazioni, anche la  comparazione tra i top commentatori, coloro che per numeri e rilevanza appaiono sempre nelle sintesi degli eventi, e gli altri, “i normali”, coloro che sono stati selezionati non per popolarità ma per la qualità dei loro commenti.

Ad integrare i dati e la loro interpretazione, sono state realizzate anche delle Word Cloud giornaliere, che consentono di comprendere termini e temi di maggior interesse e, soprattutto, mappe di social network analysis che evidenziano le dinamiche delle conversazioni in rete e i nodi, le persone, cruciali. Un analisi sia quantitativa che qualitativa che permette di conoscere ciò che può sfuggire annullando il rumore di fondo.

Dati ed analisi che nel caso specifico costituiscono una base per comprendere gli interessi delle persone, dei partecipanti al festival e che ha decretato anche in questo modo l’incredibile successo della settima edizione dell’International Journalism Festival con 9184 persone che hanno generato quasi  44mila tweet tra il 24 ed il 28 aprile.

- clicca per accedere alla versione interattiva -

– clicca per accedere alla versione interattiva –

[#] I componenti del gruppo di lavoro sono stati: Pier Luca Santoro, esperto di Comunicazione e Media, Angelo Centini, data scientist per Buzzdetector, Aarti C. Thobhani, freelance journalist volontaria per il festival, Matteo Di Renzoni, freelance data journalist volontario per il festival, Alessandro Belotti, giornalista e volontario per il festival, Gianandrea Facchini, CEO e fondatore di Buzzdetector.

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Social Media Intelligence al Festival Internazionale del Giornalismo

Il Festival Internazionale del Giornalismo, a Perugia dal 24 al 28 aprile prossimi, giunge alla sua settima edizione. Edizione che quest’anno ha un programma davvero di spessore ed interesse straordinario.

Un programma che al suo interno quotidianamente vede spazi di confronto, di discussione ed anche di apprendimento dedicati ai social media ed al loro ruolo sia in termini di fonte di informazione che a livello della loro condivisione e diffusione, a testimonianza, se necessario, della crescente rilevanza di social media e social network all’interno dell’ecosistema dell’informazione.

Dopo le sperimentazioni dell’anno scorso di mappatura delle conversazioni su Twitter con l’analisi, sia quantitativa che qualitativa, dei tweet contenenti l’hashtag ufficiale #ijf12, monitorati e analizzati per tutta la durata del festival, in questa edizione si amplia il monitoraggio.

Grazie alla piattaforma realizzata ad hoc da BuzzDetector, con l’apporto di un gruppo di volontari, forza viva di questo evento, guidati da Angelo Centini, team leader del progetto come l’anno passato, ed il sottoscritto in qualità di supervisor, oltre alla social network analysis, e relative mappe, verrà effettuata una sintesi che contribuirà alla narrazione della manifestazione.

Quotidianamente effettueremo, dopo la verifica, il filtraggio delle informazioni, il racconto del Festival Internazionale del Giornalismo visto con gli occhi dei partecipanti. Saranno realizzate diverse forme di sintesi grafica come le mappe di social network analysis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu ritwittati, saranno forniti in tempo reale e attraverso una sintesi giornaliera disponibile sul sito web ufficiale della manifestazione, alcuni dati statistici come le persone più popolari, immagini e video più diffusi, più condivisi, e selezionati, con quello che abbiamo chiamato “editor picks”, le mention, le affermazioni che meglio raccontano la manifestazione.

Durante l’evento potete seguirci, oltre che dalle pagine del sito web del festival, andando a visitare la piattaforma di monitoraggio in tempo reale, già attiva, e ovviamente attraverso Twitter con gli hashtag #ijf13 e #buzzflow.

- #ijf12 Twitter Influence Graph -

– #ijf12 Twitter Influence Graph –

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10 Strumenti per la Cura dei Contenuti

La content curation, l’atto di scoprire e presentare contenuti digitali, sta diventando sempre più popolare tra editori ed esperti di marketing in un ottica di brand journalism. Invece di concentrarsi sulla generazione di nuovi contenuti, la cura dei contenuti si concentra sul filtrare efficacemente i contenuti da una varietà di fonti e la consegna ai lettori in un modo visivamente accattivante e organizzata.

Ci sono diversi servizi di cura dei contenuti che consentono di creare riviste online con contenuti mash-up da siti web, blog, feed RSS, social media, e altre fonti online.

Qui di seguito una lista di 10 siti gratuiti per realizzare la cura dei contenuti che è possibile utilizzare per fornire contenuti per il pubblico per creare la propria rivista digitale o il proprio quotidiano. L’ obiettivo di fondo, è importante specificarlo, è quello di costruire una esperienza efficace e ridurre l’impatto dell’ overload di informazioni.

1. Bagtheweb

BagTheWeb aiuta gli utenti a curare i contenuti Web. Se si desidera salvare i migliori contenuti che si incontra durante la navigazione in Internet ed averne accesso in un secondo momento questa è una risorsa importante. Consente di salvare le pagine che trovate utili e utilizzarlo per riferimento personale o da condividere con gli altri.

Come suggerisce il nome, è possibile creare una “borsa” [“Bag The Web”] per qualsiasi argomento e raccogliere, pubblicare e condividere qualsiasi contenuto dal Web. Queste “borse” possono essere usate per molti scopi: per raccomandare i prodotti, per la condivisione di conoscenze tecniche, per la costruzione di guide di viaggio, ma anche per difendere una causa, e persino per l’organizzazione di una riunione o la preparazione di un discorso.

2. Pearltress

Pearltress è un servizio gratuito che consente di creare la mappa vivente del web. Lo scopo di questo è quello di poter facilmente salvare e recuperare contenuti interessanti che si trovano sul web. Il contenuto memorizzato viene organizzato e presentato all’utente in maniera visivamente accattivante ed possibile condividerlo con gli altri.

3. Collected

Collected è un servizio in cui facilmente raccogliere feed e fonti di notizie proprie e di altri su base giornaliera. È anche possibile esportare la raccolta a un nuovo feed che è possibile utilizzare nel vostro lettore preferito, come Google Reader, NetNewsWire [se usate un Mac], etc. Collected consente di raccogliere siti di news, feeds di twitter, flickr RSS, blog, o qualsiasi cosa che utilizza RSS, Atom o XML.

4. Trapit

Trapit è uno degli strumenti più nuovi con cui è possibile personalizzare la notizia che si legge on-line. Quanto più si utilizza il sito più cresce la conoscenza e la possibilità di ottenere raccomandazini su nuovi contenuti ai quali si potrebbe essere potenzialmente interessati Il processo attraverso il quale individuare il contenuto che interessa è un po’ diverso da altri, viene infatti data la possibilità di creare la propria”trappola”, il proprio contenitore di informazioni e notizie che viene così trasformato in base per tutti i contenuti di quel genere.

5. Themeefy

Themeefy è una bella piattaforma per scoprire, “curare”, compilare e pubblicare le informazioni dal web creando la propria rivista personale a tema. È possibile creare un account gratuito o, in alternativa utilizzare il vostro ID di Facebook o Twitter.

Themeefy permette di avere i contenuti web trasformati in una rivista alla quale può accedere chiunque tramite un unico URL. È molto facile da usare. È possibile creare la vostra rivista e pubblicare contenuti con l’aggiunta di link o caricare i contenuti dal computer.

6. Storify

Storify è probabilmente uno degli strumenti più noti, aiuta i suoi utenti a raccontare storie  raccolte dai social media come tweets, foto e video. Gli utenti possono cercare più social network da un luogo, e quindi trascinare i singoli elementi nelle loro storie. Si possono riordinare gli elementi ed anche aggiungere testi per comnsentire al lettore di contestualizzare megio. Storify è stato lanciato nel settembre 2010 ma è stato reso disponibile pubblicamente nell’aprile 2011, anno in cui e ha vinto la Startup Accelerator di Southwest nel 2011.

7. Paper.li

Paper.li, è un altro tra gli strumenti più noti e diffusi, è un servizio di cura dei contenuti. Permette di pubblicare una sorta di giornale sulla base di argomenti a loro piacere ed offrire a lettori e followers una selezione di notizie raccolte e link giornalieri. Richiede un account Twitter o Facebook per iscriversi e iniziare la pubblicazione che avviene raccogliendo, curando, le fonti dei contatti su uno di questi social network. È inoltre possibile utilizzare Paper.li per monetizzare il contenuto , offrendo abbonamenti a pagamento con la versione PRO.

8. Issuu

Issuu è un servizio gratuito che permette di caricare qualsiasi tipo di documento e farne una rivista. Con 52 milioni di lettori al mese, Issuu è una delle piattaforme in più rapida crescita dell’editoria digitale in tutto il mondo e un modo molto efficace per indirizzare il traffico al blog o al sito web della vostra azienda. Consente di raccogliere, condividere e pubblicare informazioni in un accattivante e user-friendly formato rivista digitale.

Grazie alla versione PRO può essere un modo molto efficace per gli editori minori per costruire il loro pubblico. Personalmente  ne ho sperimentato con soddisfazione l’utilizzo quando con l’amico Enrico Sbandi realizzammo un istant magazine per Miss Italia 2011.

9. Storination

Per creare in meno di un minuto uno storyboard curato di voi e, volendo, da altri.
Storination consente di creare comunità online, chiamata nazione, in cui le persone condividono le storie sociali sullo stesso argomento. Dopo aver aperto la vostra “nazione”, a organizzare il vostro Storyboard, uno spazio virtuale in cui chiunque può contribuire aggiungendo la propria storia da Storify.

10. Scoop.it

Scoop.it è un ottimo strumento per scoprire contenuti rilevanti per la propria nicchia, nonché per fornire contenuti ai lettori. Si può utilizzare la dashboard, il cruscotto, per recuperare i contenuti in base a filtri delle parole chiave o alla data da un numero illimitato di fonti, tra cui siti web, feed RSS, specifici account sui social media, e altro ancora. Scoop.it fa il resto e si fornisce esattamente il tipo di contenuto che si sta cercando. Scoop.it, nelle loro stesse parole, consente di “pubblicare facilmente riviste splendide”. Si tratta di un ottimo strumento per curation leva e, perchè no, per aumentare la propria visibilità se non si ha tempo per realizzare, ancora una volta per curare, un blog.

A margine, si segnala, consigliando ovviamente la lettura, l’elenco realizzato da Simplyzesty sui 10 migliori aggregatori di notizie: “The 10 Best News Aggregator Apps For Those On The Go”

Update delle 10.10: Su segnalazione di Rosaria Gagliano gli strumenti diventano, almeno, 10+1.

11. NextMags

NextMags, piattaforma tutta italiana, permette di creare in pochi facili passi una rivista. E’ possibile gestire i magazine realizzati  da solo o in gruppo, con i familiari, amici, colleghi o compagni di squadra. Diversi tipi di ruoli assegnati dall’amministratore permetteranno di gestire la creazione e la gestione collaborativa degli articoli.

E ‘ possibile pubblicare la/le riviste realizzate su Facebook, Twitter e altre piattaforme sociali, e renderli accessibili da tutto il mondo.

Ovviamente ogni ulteriore segnalazione, nello spazio dei commenti, è assolutamente gradita.

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