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Narrazioni Internazionali

Come certamente molti sapranno è in corso durante questo fine settimana Internazionale a Ferrara, weekend di incontri con giornalisti, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Quest’anno il festival ha scelto di raccontarsi in maniera diversa dalle precedenti edizioni. In particolare è stato aperto un Tumblr “Talking Picture Project” che narra gli incontri, i momenti della tre giorni con delle infografiche in stile “fumettoso”, comics. Narrazione davvero interessante che sintetizza con chiarezza ciascun evento.

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Una sperimentazione comunicativa che si trasforma anche in un istant magazine che viene stampato e distribuito in città, con l’edizione “Carta Bianca” dedicata al panel “Il futuro del giornalismo è tutto da scrivere” con Anthony De Rosa, da poco approdato  a «Circa», un giornale che si legge solo su smartphone, e Farhad Manjoo del «The Wall Street Journal», ed una seconda edizione: “L’Arte di Predire Tutto” per l’intervista del Direttore de «La Stampa» a Nate Silver.

Narrazioni internazionali da osservare con attenzione e replicare.

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Effetti Collaterali della Società dell’Informazione

E’ ampiamente diffuso da tempo il concetto di società dell’informazione, evoluzione, quella attuale, della società sorta dalla rivoluzione industriale che mette al centro un’economia basata sul trasferimento e la trasformazione dell’informazione.

Fenomeno agevolato ed accellerato sempre più dalla Rete e dal digitale che paradossalmente ha colto fortemente impreparata proprio l’industria dell’informazione.

Suggerisco di leggere sul tema sia le 10 strategie di manipolazione mediatica che i 5 miti dell’era dell’informazione entrambi di recente pubblicazione.

Il cartoon pubblicato su Slate descrive efficacemente gli effetti collaterali della società dell’informazione.

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Il Post Punta sui Fumetti

All’interno del «Il Post» spiccava già la presenza di Makkox, disegnatore celebratissimo in rete, e di Isola Virtuale, digital designer altrettanto conosciuto e celebrato nel Web italiano.

Da ieri la testata all digital diretta da Luca Sofri ha acquisito i diritti di due strisce quotidiane cult per chi ama i comics: Doonesbury e Peanuts.

Tutto muta affinchè nulla cambi, si ritorna a concepire il quotidiano come un sistema di intrattenimento delle persone così come lo è stato per decenni con, appunto, le strisce di fumetti, i cruciverba e quant’altro.

La striscia di fumetti, contrariamente alle fotogallery, non solo attira ma fidelizza anche il lettore che ritorna quotidianamente per leggere la striscia del giorno.

«Il Post» punta sui fumetti, e fa bene.

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Parodie Quotidiane

Il cartoon realizzato da Tom Tomorrow rappresenta, con la giusta dose di umorismo, un’ottima parodia relativamente alle prospettive dei quotidiani così come oggi li conosciamo ed  all’incertezza rispetto a quali modelli di business siano realisticamente perseguibili per l’informazione.

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Paywall

Lo share del New York Times sul totale dei siti d’informazione statunitensi, dopo l’introduzione a fine marzo del paywall, crolla al 10,6% ad aprile, non beneficiando neppure del traino della notizia della morte di Bin Laden.

E’ il livello più basso degli ultimi 12 mesi secondo quanto rilevato da comScore.

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Captain America Vs Bradley Manning, Julian Assange & WikiLeaks

I fumetti principali della Marvel Comics, le diverse serie di supereroi note anche in Italia [l’Uomo Ragno, gli X-Men, Capitan America, i Fantastici Quattro, Iron Man e Hulk] sono sempre stati di sostegno allo status quo statunitense evocando avvenimenti della società contemporanea e suggerendo attitudini al riguardo. Modalità di influenza dell’opinione pubblica, attraverso un genere popolare quale i comics, che hanno ricoperto un ruolo non trascurabile nei momenti di maggior tensione sociale e politica moderna.

In questi giorni l’episodio di prossima pubblicazione nel quale Clark Kent, reporter che veste i panni di Superman,  entra in rotta di collisione con il governo americano, che gli rimprovera di essere apparso a Teheran e di aver sostenuto i rivoltosi, con una chiara allusione alle proteste degli ultimi mesi in Medio Oriente, decidendo di rinunciare alla cittadinanza americana, ha avuto eco internazionale e suscitato la reazione negativa dei mezzi di informazione statunitensi proprio perchè emblema di questi valori.

La rottura con la tradizione viene immediatamente bilanciata dall’ episodio nel quale Capitan America, personaggio nato come elemento di propaganda durante la seconda guerra mondiale per rappresentare gli ideali  del popolo americano, si scaglia con vigore contro Bradley Manning, Julian Assange & WikiLeaks. Nell’ultimo capitolo disponibile in questi giorni non viene lasciato spazio alle allusioni, ai fraintendimenti, e il supereroe americano per eccellenza ne ha per tutti, inclusi Guardian e NYT colpevoli della pubblicazione dei files messi a disposizione dai traditori – così vengono rappresentati – dell’America.

Speriamo che la prossima settimana Batman non riveli che il suo domicilio milanese è l’ultimo avamposto del popolo della libertà, sarebbe davvero troppo.

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Ansia Nucleare

Nielsen ha pubblicato in questi giorni i risultati di un’analisi svolta nel mese di marzo che attraverso il monitoraggio delle conversazioni online documenta il cambio di attitudine nel nostro paese relativamente all’impiego di energia nucleare.

Secondo quanto riportato dal noto istituto di ricerca, successivamente al disastro nucleare di Fukushima, la quota di persone con un orientamento negativo nei confronti del nucleare è passata dal 33% del pre – tzunami all’attuale 43%.  Le aree di maggior preoccupazione sono inerenti sicurezza d’impiego di questa fonte e rischi connessi alle radiazioni.

Newsrevired, spazio anglosassone dedicato al giornalismo ed ai media digitali, propone una lista di 10 punti relativamente a quello che viene definito data journalism nella quale si richiama l’attenzione sull’utilizzo delle mappe come strumento di attrazione dell’utenza e di sintesi visiva delle informazioni, dei dati.

Davvero interessante sotto questo profilo la mappa “Nuclear Anxiety” che effettua una monitoraggio costante in tempo reale delle conversazioni in rete sull’energia nucleare. Grazie alla mappa realizzata vengono visualizzate le verbalizzazioni, le segnalazioni sul tema e la loro origine da ogni angolo del pianeta.

Anche gli spagnoli della comunità online Webnode hanno realizzato una infografica interattiva che visualizza la variazione, la crescita dell’attività su Twitter in base all’avanzamento della nube radiottiva di Fukushima. Dall’11 marzo al 05 aprile scorso sono stati  iniviati online attraverso la piattaforma di microblogging ben 500 milioni di messaggi sul tema.

Pare infine che un fumetto manga, pubblicato nel 1998, raccontasse, in qualche modo prevedesse, con largo anticipo quello che sarebbe stata la contemporanea tragedia di Fukushima. Il comic giapponese che all’epoca aveva venduto circa 70mila copie è stato digitalizzato e ripubblicato successivamente al disastro nucleare in giappone raggiuingendo in pochi giorni oltre 200mila visite.

Non si può che condividere il rammarico dell’autore della pubblicazione nel constatare come sia risultato essere un avvertimento nullo.

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