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La FIEG Gioca l’Ultima Carta

Dopo il tentativo fallimentare dell’ultima campagna stampa a sostegno dell’utilizzo della carta stampata come veicolo pubblicitario, la FIEG e tutta la filiera della carta [incluse poste italiane] rilanciano con una nuova campagna pubblicitaria che si propone il medesimo obiettivo.

Si tratta di una campagna di comunicazione integrata sul perchè scegliere i mezzi stampati come veicolo promo-pubblicitario che oltre agli annunci sui quotidiani, on air da stamane, prevede anche la realizzazione di azioni di direct marketing e web marketing.

Questa volta il tentativo sembra meglio realizzato, sia la creatività che le argomentazioni sono meglio costruite indubbiamente.

Anche se le pagine pubblicitarie di questi tempi le omaggiano con un carnet di biglietti del tram , o poco più, resta il dubbio del senso di realizzare una campagna utilizzando mezzi di massa per comunicare ad una utenza ristretta [gli investitori pubblicitari]. Forse prima di esternare certi concetti bisognerebbe averli introiettati.

I sei soggetti della campagna stampa on air da oggi

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Campagna Stampa FIEG Revised

La campagna stampa, commissionata dalla FIEG, partita venerdì è inqualificabile, la body copy, come detto, deve essere stata concepita in preda ad effetti collaterali degli psicotropi assunti per curare la malinconia; non può esserci altra spiegazione plausibile.

Anche l’altro soggetto ideato, non si distacca di molto per qualità della proposta; è banale, fa leva sui concetti della versatilità del mezzo in termini di fisicità dello stesso e sull’idea di permanenza del messaggio che, oltre ad essere antiquati come il committente della campagna, per quanto riguarda i quotidiani non corrisponde alla realtà poiché per definizione il giornale “si brucia” in una giornata.

Per non limitarmi alla critica, ho pensato di produrre, rispettando l’idea di una campagna di solo testo, due varianti, due revisioni di quella “reale” on air in questi giorni, mantenendo la medesima body copy e cambiando l’headline per ciascuno dei soggetti.

Sono stati aboliti termini quali target, concetti quali quello di segmentazioni socio demografica ed altre aberrazioni del secolo scorso che erano contenute nell’annuncio originale, puntando, nelle intenzioni, a concetti quali la continuità di relazione e la fiducia.

Modificatela, miglioratela, se così vi pare,  ovviamente, criticatela pure.

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Testo body copy: L’investimento sulla carta stampata, non solo chiacchiere da bar. I lettori della stampa scelgono, acquistandolo, un giornale, un periodico, nel quale hanno interesse e fiducia. E’ una fiducia che abbiamo costruito nel tempo alla quale lavoriamo a 360 gradi per 360 giorni all’anno. Un rapporto che dura nel tempo, passa di padre in figlio da oltre 100 anni e che abbiamo condiviso con tutte le imprese che usano quotidianamente la carta stampata per comunicare con i cittadini della nostra nazione. Ieri, oggi e domani.

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Disclaimer: Il marchio FIEG utilizzato nel layout delle due proposte è di esclusiva proprietà della Federazione Italiana Editori Giornali ed è stato inserito con il solo scopo di rendere più aderente alla realtà le revisioni proposte.

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Comunicazione pubblicitaria e copertura giornalistica

I dubbi, che i lettori più attenti hanno sempre nutrito sulla reale indipendenza di giornali e giornalisti sono confermati, o quanto meno alimentati, da Diego Rinallo [Università Bocconi] e Suman Basuroy [University of Oklahoma] che nell’articolo Does Advertising Spending Influence Media Coverage of the Advertisers?, pubblicato sul numero di novembre del “Journal of Marketing” [di]mostrano una forte influenza da parte degli investitori pubblicitari sul contenuto della stampa di tutto il mondo.

Analizzando la spesa pubblicitaria e la copertura giornalistica di 291 imprese italiane della moda sulle pubblicazioni di 123 editori in Italia [61], Francia [15], Germania [15], Gran Bretagna [16] e USA [16], i due studiosi concludono perentoriamente che “ci sono le prove di una forte influenza <<positiva>> della pubblicità sulla copertura giornalistica”.

In particolare dalla ricerca emerge che:

  • Gli investitori pubblicitari ricevono un trattamento preferenziale nella copertura giornalistica.
  • Le testate specializzate che dipendono esclusivamente da un determinato settore sono maggiormente influenzabili.
  • Le pressioni di gruppi d’interesse influenzano le decisioni sul tipo di copertura giornalistica.
  • Le imprese di maggiori dimensioni e con prodotti innovativi hanno possibilità superiori alle altre di ottenere una copertura mediatica.
  • Gli effetti dell’influenza da parte degli investitori pubblicitari esistono sia negli USA che in Europa.

Editoria e Condizionamenti

Finché gli articoli dei giornali saranno scritti sul retro degli annunci pubblicitari credibilità e fiducia nei media non potranno che continuare a crollare inesorabilmente.

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Marketing editoriale: buoni e cattivi esempi

A partire da oggi la Newspaper Marketing Agency lancia una campagna pubblicitaria, articolata su sei soggetti, che sarà presente sui maggiori quotidiani della Gran Bretagna per [ri]affermare il valore dei giornali come veicolo pubblicitario e vincere le attuali ristrettezze del mercato e degli investitori.

Dopo che pochi giorni fa è stato reso noto il sorpasso di internet oltremanica in termini di investimenti pubblicitari, l’ associazione che riunisce gli editori dei principali quotidiani passa dunque al contrattacco segnalando quelli che sono tutti i punti di forza e le motivazioni d’investimento sui giornali.

Newspapers UK Advertising

Mi pare questo un ulteriore segnale positivo di vitalità e di prontezza di risposta da parte dell’editoria anglosassone che credo ultimamente stia dando lezioni di marketing degne di questo nome, anche, in ambito editoriale.

Per una [s]fortunata coincidenza, allo stesso tempo, si viene a conoscenza dei sistemi utilizzati da parte di uno dei maggiori quotidiani del nostro paese per aumentare le diffusioni: lasciare le copie del giornale nelle portinerie degli stabili. Sono sistemi che quando, inevitabilmente, svelati non qualificano certamente in maniera positiva il prodotto editoriale né agli occhi dell’utente né a quelli degli investitori. Ovviamente anche i giornalai prendono nota.

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Campagna stampa internazionale

E’ attualmente on air su alcuni periodici la sottostante campagna pubblicitaria a sostegno dell’ Internazionale.

La campagna pone l’accento su come gli avvenimenti internazionali siano aspetti che riguardano noi tutti molto più da vicino di quanto normalmente si tenda a considerare. Infatti il visual – come potete apprezzare – rappresenta la mappa ideale di una casa/appartamento ed il payoff recita, appunto, Internazionale, il settimanale che parla dei fatti di casa tua.

Anche sotto questo profilo i nostri quotidiani peccano di provincialismo dedicando prevalentemente le prime pagine agli avvenimenti nazionali [update]contrariamente a quanto avviene con i giornali diffusi in altre nazioni.

Internazionale adv print

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