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Semplicemente

Il 2011 è stato certamente l’anno nel quale grandi consensi sono arrivati per gli aggregatori sociali, con Flipboard a dare il via ad un nuovo segmento nel quale nel tempo si sono aggiunti Yahoo Livestand, Editions di AOL, Zite, poi ceduto alla CNN che pare lo abbia pagato ben 25 milioni di dollari, e verso la fine dell’anno, Currents da parte di Google.

Forti del relativo successo raccolto dalle proposte, il 2012 sembra ulteriormente accellerare il passo in questa direzione e ormai non passa giorno senza che nasca un nuovo aggregatore sociale di notizie.

A pochi giorni di distanza dal lancio di C.O.R.E, da parte di Yahoo ecco affacciarsi sulla scena anche Microsoft con msnNOW, aggregatore rigorosamente social che in tempo reale utilizza le informazioni provenienti dai principali social network e social media, da Facebook a You Tube passando inevitabilmente per Twitter, per fornire  un riepilogo personalizzato delle notizie più rilevanti del momento. Proposte che fanno seguito a Uberpaper altro aggregatore, anche se con una visione differenziata rispetto a tutti quelli citati, lanciato non più tardi della fine del mese scorso

Non solo il mercato si sta affollando ma, forse complice il dilatarsi dei tempi di sviluppo, le nuove proposte sembrano aggiungere davvero poco rispetto a quelle preesistenti.

Da un lato si sta rendendo davvero difficile la scelta al lettore su quale preferire, dall’altro lato, soprattutto, si snatura la concezione di filtro da parte degli aggregatori rendendoli di fatto se non inutili superflui attraverso un eccesso di fonti e di dettagli che complessivamente confondono diversificando rispetto a prima la natura del rumore di fondo ma non annullandone effetti e pericoli. Mi pare insomma si stia passando ad una esasperazione dell’idea originaria che nella pratica ne elimina il ruolo ed il significato: trovare informazioni pertinenti e qualificate rispetto ai propri interessi.

Ben venga allora la semplificazione proposta da Jeremy Singer-Vine, reporter del Wall Street Journal, che ha realizzato Topheadlin, applicazione sperimentale per smartphones, fruibile anche dal Web, che propone solamente i 10 titoli principali di altrettante fonti selezionate di riconosciuta autorevolezza ed affidabilità.

Uno dei bisogni attuali da soddisfare è indubbiamente quello di favorire, facilitare la selezione, annullando il più possibile gli effetti dell’infobesità inclusa la rindondanza e la ripetitività di diffusione social delle informazioni, semplicemente.

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L’Informazione Arriva Dritta al CORE

Yahoo ha rilasciato pochi giorni fa la versione beta di C.O.R.E. [Content Optimization and Relevance Engine] dalla quale è possibile verificare quali informazioni, quali notizie, sono più viste, più lette dalle persone nella home page di Yahoo.

Ogni ora C.O.R.E. analizza 1.2 terrabytes di dati per comprendere quali interessi e comportamenti influenzino la lettura di un determinato articolo piuttosto che un altro, personalizzando su tali basi giornalmente 2.2 milioni di contenuti per gli utenti di Yahoo.

In un’intervista rilasciata ad «AdAge», Mike Kerns,  Vice Presidente dell’area social & personalization di Yahoo, spiega che, ovviamente, l’obiettivo è quello di comprendere le motivazioni di scelta dell’utenza così da offrire un’esperinza di lettura più consona, personalizzata sulla base degli interessi specifici del singolo individuo.  Steven Lyons, Senior Product Manager di C.O.R.E., dalle pagine del corporate blog di Yahoo ne spiega i dettagli del funzionamento.

Se da un lato aleggia sempre l’ombra della “filter bubble” di Eli Parisier su questo tipo di proposte, tanto da aver dato luogo recentemente a soluzioni di aggregazione dell’informazione appositamente spersonalizzate, dall’altro lato non vi è dubbio che la ricerca di soluzioni che aiutino a ridurre il rumore di fondo sia un must nell’epoca dell’infobesità.

L’equilibrio tra il timore di essere avvolti dalla bolla e l’esigenza di filtri sta probabilmente nell’abbinata tra algoritmi e intervento umano di aggiustamento dei risultati. Adattamento che qualcuno potrebbe evidentemente obiettare essere comunque soggettivo riaprendo ancora una volta il dibattito sul tema. Voi che ne pensate?

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