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SperimentAzioni & InterAzioni

Il «The New York Times», da agosto 2011, ha reso accessibile ai visitatori dell’edizione online [anche ai non paganti] il proprio sito di beta testing pubblico dove gli utenti, i lettori possono sperimentare nuove applicazioni e caratteristiche che potrebbero essere poi rese definitivamente disponibili agli internauti.

Beta620, questo il nome leggermente criptico dato all’iniziativa. Partito originariamente con sette distinte aree progettuali alcune delle quali, come Times Istant, ispirato anche nel nome a Google Istant, sono divenute parte integrante dell’edizione online del quotidiano, ora lancia due nuove proposte.

Una prima: Accessible, tende a sperimentare la possibilità di adeguare i contenuti del sito agli standard W3C con particolare riferimento a coloro che hanno problemi di vista, e dunque di lettura del testo, ampliandone le dimesioni e leggendo il testo con un’applicazione appositamente dedicata, uno “screen reader”.

La seconda, che, mi pare ancorpiù d’interesse, Late Edition, si concentra sul design del sito proponendo una versione che privilegia lo scrolling rispetto all’attuale densità. Si tratta di aspetti di user experience che sin ora sono stati trascurati dalla grande maggioranza delle testate online che in questo modo perdono sicuramente valore ed attenzione.

Esperimento doveroso, ulteriore evoluzione dell’ecosistema dell’informazione, dal citizen journalism al citizen tester. Da seguire con attenzione per monitorarne sviluppi e risultati.

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Ricerca & Sviluppo Editoriale in Crowdsourcing

Il New York Times, dopo averlo annunciato da tempo, ha finalmente reso accessibile ai visitatori dell’edizione online [anche ai non paganti] il proprio sito di beta testing pubblico dove gli utenti possono sperimentare nuove applicazioni e caratteristiche che potrebbero essere poi rese definitivamente disponibili agli internauti.

Beta620, questo il nome leggermente criptico dato all’iniziativa, è online da ieri e attualmente presenta sette distinte aree progettuali:

  • TimesInstant: Come dichiarato dagli stessi sviluppatori, fortemente ispirato a Google Instant Search, migliora e velocizza l’esperienza di ricerca di temi ed informazioni all’interno del sito del quotidiano statunitense
  • Community Hub: E’ l’unica applicazione che richiede obbligatoriamente di essere utenti registrati per poterla usare. Crea una sorta di pannello di controllo dal quale visualizzare le interazioni, i commenti, agli articoli pubblicati. Secondo quanto dichiarato, a breve dovrebbe essere possibile visualizzare in maniera specifica i commenti dei prpri contatti su Facebook e la rappresentazione grafica della storia, della timeline, dei commenti.
  • Crosswords Web app: Le parole crociate del NYT in html5 da fare anche senza necessità di essere connessi.
  • Longitude: Mappa interattiva con la geolocalizzazione delle notizie e la possibilità di approfondire le informazioni [vd. immagine sottostante]
  • The Buzz: I dati di quanta attenzione ha ottenuto un determinato articolo in termini di condivisione all’interno dei diversi social network. Attualmente visualizza solo informazioni relative a Facebook e Twitter.
  • Smart Search Bar: Applicazione che consente la ricerca semantica di quanto d’interesse e visualizza i risultati senza mai uscire dalla home page.
  • Times Companion: Informazione contestuale e preview delle stesse.

Difficile giudicare dopo solo un giorno le potenzialità di ciascuna proposta, anche se di primo acchito, per quello che mostrano ad ora, Longitude e Times Istant mi sembrano le  più promettenti.

Interessante ed apprezzabile la filosofia di fondo del progetto, simile concettualmente al recentemente seppellito Google Labs, di fare ricerca e sviluppo in crowdsourcing.

Ulteriore evoluzione dell’ecosistema dell’informazione, dal citizen journalism al citizen tester. Da seguire con attenzione per monitorarne sviluppi e risultati.

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