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I giornali, i blog e lo slacktivism

Personalmente non mi sono mai riconosciuto nell’etichetta di “blogger”, forse anche per questo nel tempo mi sono ostinato a parlare di articoli invece che di post, poiché nutro una naturale avversità alle etichettature ed alle generalizzazioni nonché per la totale condivisione di quanto affermato di recente da Nicola Bruno che ricorda: “il blog è solo una tecnologia abilitante, così come lo è lo scrivere a penna su carta, il guidare la macchina”.

Spiace e sorprende dover constatare che Giuseppe Turani sembri cadere anche lui nella trappola della generalizzazione. Su “Affari & Finanza” di ieri, infatti il suo articolo lo sciopero è un vecchio strumento con i blogger non funziona afferma: “Martedì scorso giornata nazionale di sciopero dei blogger. Per la verità, nessuno si è accorto dell’evento. Compresi gli stessi blogger che, salvo qualche eccezione, hanno continuato a riempire Facebook e siti consimili con i loro pensierini, le loro osservazioni e i link a cose più serie. Questo può sembrare un male, ma forse non lo è. Si conferma, infatti, che i blogger vivono in un mondo virtuale, e che per loro non valgono i vecchi strumenti “terrestri” (come lo sciopero). Forse, devono solo continuare a scrivere e a scambiarsi le loro opinioni”.

giornali galleggiano

Il sottoscritto in occasione dello sciopero ha continuato a scrivere scegliendo, non casualmente, per quel giorno la dinamica di diffusione delle notizie nella relazione tra mainstream media e blog. Rapporto che, piaccia o meno, rappresenta indubbiamente una delle evoluzioni del giornalismo nonché una componente da non sottovalutare del futuro delle notizie.

Il paternalismo di Turani non contribuisce certamente a superare ostacoli e barriere che si sono create nel tempo e che devono essere rimosse per guardare avanti. Dimenticare che oltre allo slacktivism sono gli stessi media su cui egli scrive a non aver dato risalto alla mobilitazione citata, che peraltro sosteneva anche le ragioni di giornali e giornalisti, non aiuta il necessario processo di convergenza.

La logica dei mass media continua ad essere prevalentemente caratterizzata dallo sfruttamento e dall’unidirezionalità.

Non possiamo che constatare ed annotare. Prego.

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