Festival Internazionale del Giornalismo: Stay on Top

Nella mattinata di ieri, come ormai certamente molti sapranno, è arrivato l’annuncio da parte di Arianna Ciccone e Christopher Potter della decisione di cancellare l’edizione 2014 del Festival Internazionale del Giornalismo.

La questione ha suscitato immediatamente un grande clamore ed è stata ripresa da tutti i principali mezzi d’informazione del nostro Paese, ed anche all’estero da The Poynter Institute, che però si sono limitati fondamentalmente a riportare la notizia, in maniera più o meno estesa, senza commentarla. Unica eccezione virtuosa l’articolo di Marco Pratellesi che accenna al perchè gli organizzatori non riescano a reperire i fondi per dar vita alla manifestazione più importante d’Italia, e probabilmente d’Europa, sul giornalismo del futuro ed il futuro del giornalismo.

Arianna e Chris

Nell’articolo di Christopher Potter si dice che l’International Journalism Festival nell’edizione di quest’anno è stato realizzato con un budget di 400mila € in larga parte coperti da sponsor privati. Per quello che sono le cinque giornate  di lavoro con ospiti internazionali di elevatissima professionalità si tratta di una somma incredibilmente contenuta che rende ancora più onore agli organizzatori.

Si pensi che solo per avere la tappa finale del Giro d’Italia quest’anno il comune di Brescia avrebbe versato una cifra compresa tra i 500 ed i 700mila €. Si pensi non solo alle sagre ed alle manifestazioni semi clandestine a cui fa cenno Pratellesi, che complessivamente assorbono un fiume di denaro,  ma anche ad eventi recentemente conclusi o ancora in essere che ottengono sponsorizzazioni sia dal pubblico che dai privati, dalle imprese, per importi che si aggirano intorno agli 800mila € per arrivare addirittura sino ai tre milioni di euro [chi ha orecchie per intendere intenda], ed a molto altro ancora.

Sarubbi

Che l’assessore alla cultura della regione Umbria si svegli all’improvviso dal torpore da cui pare essere stato colto nell’ultimo biennio, e che ottenga la giusta risposta da parte degli organizzatori del Festival, non sorprende ahimè.

Sorprende invece che ci siano aziende che non colgono il valore delle giornate di lavoro e l’opportunità di comunicare ad un pubblico tanto importante quale è quello dei partecipanti ai lavori ed alla “conversazione” che questi generano.

E’ questa anche un’altra delle facce oscure del “belpaese”, mondo di belle dichiarazioni e cattive pratiche, e bene ha fatto la coppia anglo-napoletana a non accettare compromessi sulla qualità dell’evento ed a sollevare apertamente la questione.

Se gli articoli firmati da Arianna Ciccone e Christopher Potter sono titolati “Festival Internazionale del Giornalismo: stop at the top”, non a caso questo invece afferma “stay on top”.

Lunedì alle 11 sarò presente all’incontro all’hotel Brufani, ma una cosa posso dirla sin d’ora, il Festival Internazionale del Giornalismo nel 2014 si farà con il giusto budget che consenta almeno di mantenerne inalterata la qualità a costo di fare da chauffeur, se necessario ed utile, agli organizzatori per reperire nei tempi richiesti le risorse necessarie.

Il Festival Internazionale del Giornalismo will stay on top. E’ una promessa.

Bell

4 commenti

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4 risposte a “Festival Internazionale del Giornalismo: Stay on Top

  1. Ciao Pier Luca, ti ho appena conosciuto e devo già farti i complimenti. Aldilà che il grande clamore dello “Stop at the top” dipende ovvio che riguarda voi giornalisti ricordo che ho subito pensato: “Diamine, ma possibile che se davvero questo festival è così importante nessuno pensi a salvarlo subito tramite crowdfunding o altre soluzioni?”. Da ottimista di natura auguro alla coppia Ciccone/Potter di trovare, anche grazie a persone come te, i finanziamenti necessari per una grande edizione di IJF14.

  2. Pingback: Brutte notizie ← Enrico Giammarco

  3. Ciao Pier Luca. Io ho orecchie per intendere, ma anche un problema: intendo soltanto se scrivi chiaramente chi spende ottocentomila euro o tre milioni. Grazie.

  4. Pingback: Pier Luca Santoro, L’edicola del futuro, il futuro delle edicole, che fine farà la carta stampata? | Il lettore digitale

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