Il Futuro dei Giornali nelle Nuvole

A fine settembre Ferruccio De Bortoli ha scritto un memo interno per la redazione del giornale da lui diretto come anticipazione rispetto al piano editoriale del quotidiano di via Solferino presentato come una proposta aperta al contributo dei giornalisti.

Durante la settimana anche il direttore del «Financial Times» ha scritto una nota per lo staff del prestigioso quotidiano economico-finanziario, poi tradotta su «L’Huffington Post».

Ed ancora, sempre su «L’Huffington Post», Carlo De Benedetti, editore del gruppo l’Espresso-Repubblica fa il suo “esordio da blogger”, anche se in realtà si tratta della trascrizione del suo intervento all’Internet Festival 2013,  per parlare di carta e digitale.

Gli interventi, nel caso vi fossero sfuggiti, sono assolutamente da leggere con attenzione visto che riguardano i due maggiori quotidiani nazionali e,  grazie a quello di Lionel Barber, consentono anche di dare uno sguardo alle prospettive dell’evoluzione carta-digitale per una testata internazionale quale il «Financial Times».

Ho realizzato la word cloud di tutti e tre i contributi, eliminando i termini più comuni per renderla più facilmente leggibile, per vedere a colpo d’occhio similitudini e differenze. E’ interessante notare come, pur parlando fondamentalmente dello stesso tema, i termini utilizzati, e dunque il senso del discorso nel suo complesso, presentino notevoli differenze.

Per approfondire, vale assolutamente la lettura il pezzo di Piero Vietti “Weekend di carta” di decodifica del significato e delle prospettive offerte dai tre interventi.

Comment is free!

- Word Cloud Ferruccio De Bortoli -

– Word Cloud Ferruccio De Bortoli –

- Word Cloud Lionel Barber FT -

– Word Cloud Lionel Barber FT –

- Word Cloud De Benedetti -

 

– Word Cloud De Benedetti –

1 Commento

Archiviato in Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Una risposta a “Il Futuro dei Giornali nelle Nuvole

  1. Giulia

    Comment is easy! Siamo indietro. Gli editori italiani, a differenza di quanto sta facendo ad esempio il Ft spostando sul web il grosso delle risorse umane, non hanno ancora scelto e dunque le redazioni, appesantite dai cinquantenni e ingolfate da indicazioni contraddittorie, soffrono e non producono come potrebbero. E i giornalisti – stanchi per il doppio lavoro fra tradizionale e on line, frustrati dalle poche e confuse prospettive, stressati dalle novità da imparare ogni giorno solo per poter pubblicare il lavoro quotidiano – sognano più i Caraibi che lo scoop.

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