Social Media Policy Quotidiane

Anna Masera,  Social Media Editor di «La Stampa», nel corso di questa settimana ha pubblicato il decalogo per l’uso dei social media da parte dei giornalisti del quotidiano torinese.

In apertura, come premessa alla pubblicazione del decalogo, viene scritto che:

Questa bozza di ” social media policy” risale a gennaio 2012, quando sono stata nominata Social Media Editor a La Stampa. L’abbiamo tenuta internamente come punto di riferimento, ma su grande richiesta abbiamo deciso di pubblicarla, perchè non è certo un documento segreto ed è un lavoro “in progress” che può beneficiare del contributo di tutti, anche di chi ci legge da fuori. Quindi benvengano i vostri commenti, nel limite dell’accettabile, qui sotto: li valuterò tutti attentamente e se saranno costruttivi ne terrò conto per aggiustare il tiro e aggiornare quelle che vogliono essere delle semplici linee guida per un lavoro di squadra, nel rispetto dell’individualità di ciascuno.

 Raccolgo l’invito.

Se i 10 punti sono certamente un buon punto di partenza, e va altrettanto certamente apprezzata la pubblicazione, mi pare che siano prevalentemente normativi e non tengano in considerazione quelli che possono essere i buoni comportamenti, le “best practices” da incoraggiare.

In tal senso vale la pena di prendere spunto da quelle del «The New York Times» che sono estremamente ampie, meno puntualmente definite, e che si appellano fondamentalmente all’utilizzo del buon senso da parte dei propri giornalisti ed effettuano un interessante richiamo al rapporto con i lettori.

Più puntuali invece quelle del «The Guardian», che risalgono al 2010, segnando la distanza, anche, temporale che intercorre tra l’utilizzo diffuso di social media e social network da parte dei media del nostro Paese rispetto a quelli esteri, e che si compongono di 8 punti tra i quali ve ne sono, almeno, due che aggiungerei al decalogo di «La Stampa».

Li traduco per facilità di lettura.

Punto 2 –  Focus su contributi costruttivi riconoscendo e premiando i contributi intelligenti.

Punto 7 – Incoraggiare i lettori a contribuire con le loro prospettive, conoscenze e competenze aggiuntive. Riconoscere positivamente i loro contributi.

Ad integrazione di questi spunti offerti da altre testate, una mia personale integrazione che porrei al punto uno di qualunque policy:

– Social media e social network permettono di comunicare e relazionarsi con i lettori, e con i potenziali tali, in un modo completamente distinto dagli altri mezzi. NON usateli come un megafono personale o aziendale, la conversazione da pari a pari, con chicchessia,  è un elemento essenziale, usate questa opportunità per stabilire e rinforzare la relazione tra voi, la testata ed i lettori.

Se ancora non avete realizzato la social media policy della vostra testata [o della vostra impresa] e siete alla ricerca di ispirazione, il posto giusto per trovarla è “Social Media Governance” che ne contiene un database di ben 247  suddivise per settore.

Esiste anche un tool, uno strumento, che vi guida, attraverso un serie di domande mirate, alla realizzazione della vostra social media policy.

Se, colpevolmente, non l’aveste ancora fatto, iniziate ora a definire la vostra social media policy e mantenetela aggiornata nel tempo.

create_conversation.2

10 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

10 risposte a “Social Media Policy Quotidiane

  1. A voler essere pignoli quelle della Stampa sono Linee Guida e non una Social Media Policy 🙂

  2. Pingback: Social Media Policy Quotidiane | Giornalismo Di...

  3. A me piace la 4) “Una proposta rifiutata dall’edizione cartacea perché considerata non adeguata alla linea del giornale, manterrà naturalmente la stessa inadeguatezza anche sulle piattaforme digitali.”

    Quel “naturalmente” IMHO fa tutta la differenza tra la Stampa e altre testate che non cito per cui la versione web e’ la versione trash-gossip-softpr0n della testata.

  4. Non vorrei risultare “antipatico”, ma leggendo il decalogo un po’ mi viene da ridere. Capisco dare delle linee guida ai propri giornalisti, però non sarebbe male rivedere prima tutta la strategia di social media marketing.

    La Stampa (e non solo) ha delle mancanze considerevoli:

    – La strategia su FB è imbarazzante (a questo punto, immagino che ignorino completamente l’uso di pagine satellite, tutte le strategie di infiltration e molto altro ancora).

    Per essere più concreti, guardando la pagina fan de La Stampa, leggo “110,487 likes · 7,428 talking about this”, poi vado sulla pagina di “ControCopertina” (giusto per fare un esempio) e leggo “10,311 likes · 9,616 talking about this”. Ecco come una redazione anonima (non sono neanche registrati al tribunale o al Roc), di fatto, poi riesce a lavorare sul web molto meglio di una testata storica.

    – SEO Copywriting, stendiamo una trapunta pietosa (altro che velo).

    – Guardando la home page, tra le tante cose, l’occhio mi cade sull’area “Donna”…uhmm bene; subito dopo penso a Pinterest, vado sul loro account, guardo le boards e nulla…non c’è niente specifico per le donne.

    Ci sarebbe molto altro da dire e da analizzare, questo è solo un commento a caldo e scritto velocemente dopo aver letto il post. Ad ogni modo, non capisco perché molte grandi testate abbiano un approccio così poco professionale con il web. Basterebbe anche solo osservare gli altri; non voglio neanche citare il Guardian, ma si può imparare tanto pure da testate molto molto piccole e addirittura anche dai siti di coupon.

    Che senso ha abusare delle parole “social”, “web”, “digital”, quando l’approccio mentale è rimasto fermo alle rotative?

  5. Pingback: Dieci domande ai giornali italiani | digital first

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...