Monetizzazione?

Il Regno Unito ha il maggior sviluppo del digitale in Europa sia in termini di penetrazione ed utilizzo della Rete che, di riflesso, a livello di giro d’affari e posti di lavoro prodotti da quest’area. Può dunque essere considerato la “punta di diamante” del vecchio continente per cercare di ipotizzare quali tendenze potranno espandersi alle altre nazioni, Italia compresa ovviamente, in tempi più o meno dilatati a seconda dei casi.

Secondo un sondaggio di YouGov, commissionato da «The Guardian» a  marzo di quest’anno, poco più della metà [il 57%] dei britannici tra i 18 ed i 24 anni ha letto un giornale online nell’ultimo anno.

Lettura Giornali Online UK

Se complessivamente circa la metà degli inglesi ha letto un quotidiano online negli ultimi 12 mesi, come mostra il grafico di sintesi dei risultati sopra riportato, il pagamento delle notizie è di gran lunga inferiore attestandosi ad un modestissimo 3% del totale.

La propensione a pagare per avere informazione online è talmente scarsa che persino gli abbonati alla versione cartacea del «The Financial Times» all’ora di consultare notizie sul Web privilegiano «The Daily Telegraph» e «The Guardian» che non sono protetti da paywall come il prestigioso quotidiano economico-finanziario.

In generale sono i contenuti multimediali [film, tv on demand, musica…etc.] quelli che hanno il maggior tasso di acquisto con il 18% delle persone che dichiara di aver pagato per questa tipologia di prodotti, seguiti da un 11% che ha pagato per scaricare delle applicazioni. Oltre due terzi, il 67%, non ha mai pagato contenuti o servizi digitali nell’ultimo anno.

Pagamento Notizie Online

Non è un caso che le voci iniziate circa un anno fa sull’introduzione di un metered paywall da parte di alcuni dei principali quotidiani italiani non abbiano trovato ad oggi fondamento alcuno nonostante le ripetute dichiarazioni di De Benedetti nella prima metà di quest’anno in tal senso.

Va evidenziato inoltre come da quando sono iniziate le rilevazioni ADS delle copie digitali, a gennaio 2013, dopo una partenza sprint la curva di adozione, le sottoscrizioni di abbonamenti abbiano notevolmente rallentato e la tendenza parrebbe essere quella di una stabilizzazione a poco più delle cifre attuali.

E’ chiaro insomma che i paywall non sono la soluzione ai problemi di monetizzazione del comparto editoriale e che la ricerca di ricavi deve basarsi su una molteplicità di fattori che attualmente, sia in generale che ancor più per quanto riguarda la realtà nostrana, non sono ancora stati adottati nella stragrande maggioranza dei casi.

Non esiste un modello di business ma esistono, si possono ricercare e plasmare, dei modelli che nel loro insieme garantiscano ricavi apprezzabili. L’importante è iniziare a farlo, magari andando anche per tentativi [ragionati], sperimentando, senza attendere il prossimo, l’ennesimo piano strategico dalle improbabili previsioni.

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