Integrazione Carta – Digitale

Il catalogo IKEA è la pubblicazione cartacea più diffusa al mondo con 212 milioni di copie stampate nel 2013.

Già  l’edizione  2013  comprendeva l’integrazione tra supporto cartaceo e digitale attraverso l’utilizzo  smartphone, ma solo i video e gallerie fotografiche potevano essere accessibili tramite un app per la scansione di pagine del catalogo stesso.

Adesso per l’edizione 2014, grazie alla nuova applicazione di realtà aumentata, è sufficiente posizionare il catalogo nel punto in cui si sta valutando l’aggiunta di un nuovo pezzo di arredamento, eseguire la scansione del catalogo con la app stesso sul proprio dispositivo mobile e selezionare la voce desiderata.

La funzionalità di realtà aumentata proietta quindi il pezzo di arredamento selezionato nella vostra casa attraverso la sovrapposizione, in tempo reale della vostra camera catturata attraverso la fotocamera del dispositivo. L’applicazione, disponibile anche in italiano, permette anche di sperimentare la scala degli oggetti in relazione al vostro spazio vivente, come mostra il video sotto riportato.

Per traslato, per quanto riguarda periodici e quotidiani, le opportunità sia dal punto di vista della comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico sono sempre più concrete inclusa quella di rendere i quotidiani “shoppable“.

I lettori, le persone desiderano interattività non offrirla sarebbe anche in questo caso davvero sintomo di colpevole miopia. L’integrazione carta – digitale è assolutamente possibile ed attuale, volendo.

3 commenti

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3 risposte a “Integrazione Carta – Digitale

  1. Da professionista dell’IT ed osservatore esterno dell’editoria (l’unico saggio che ho letto in merito e’ “L’ultima copia del «New York Times» di Vittorio Sabadin) credo che l’errore piu’ grosso che commettano (o possano commettere) i media tradizionali (tv, radio, stampa) sia di vedere Internet (a) come un antagonista, (b) per farci solo della pubblicita’ e (c) per metterci le notizie piu’ inutili, gossippare e possibilmente con qualche tetta al vento, giusto per aumentare le impression.

    Se iniziassero a vedere la “pubblicazione” in formato multi-mediale (inteso come a cavallo di piu’ media), a sfruttare l’interazione dei social e ad adeguarsi al fatto che la comunicazione e’ diventata bidirezionale sarebbe gia’ una buona cosa.

    Temo che lo scoglio maggiore sia convincere i giornalisti che devono anche ascoltare le critiche dei lettori e gli appunti di chi ne sa piu’ di loro in determinati settori.

  2. Pingback: Giornali, imparate dall’Ikea | Social.ismi

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