Gamification sulla Carta

«Il Corriere della Sera», nella sezione, nella pagina che durante il mese di agosto molti quotidiani dedicano ai giochi, ha inserito, con cadenza giornaliera, un anagramma che si risolve se si sono letti con attenzione gli articoli pubblicati dal giornale di via Solferino nei giorni precedenti. Ad onor del vero esiste anche una versione in Rete, chiamata “Fatti & Misfatti della settimana. News Quiz” dove però si tratta semplicemente di una batteria di domande, 12, a risposta multipla.

Si tratta di format estremamente basici, tutti da espandere in termini di game design e dunque di coinvolgimento del lettore, che però rendono l’idea della possibilità di incentivare la profondità di lettura, e dunque il tempo speso sul sito se pensiamo alla versione online, attraverso la gamification dell’informazione.

Corsera Gamification

Sul tema della gamification, sabato scorso su D, l’inserto settimanale femminile di «la Repubblica», è stato pubblicato un articolo “La vita è un grande gioco”. Nell’articolo, partendo da un’intervista effettuata al sottoscritto recentemente da Elisabetta Murriti, che firma il pezzo, si fa un excursus sull’argomento affrontando, seppure inevitabilmente in modo divulgativo, l’applicazione della gamification ed il suo impatto sul’informazione, sul marketing ed anche sulla politica e la gestione delle risorse umane. Se siete neofiti dell’argomento, e vi interessa avere un primo panorama del tema, non posso che consigliarne la lettura.

Intervista D Gamification

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1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Personal

Una risposta a “Gamification sulla Carta

  1. Se non ricordo male, la versione settimanale del Quiz di Corriere.it è online almeno dal 2008, quella quotidiana dal 2009. Lo preciso non per pignoleria o polemica, ma per sottolineare come le idee semplici abbiano spesso vita lunga e ciclici ritorni.

    Senza nulla togliere alle strategie di gamification, per me questi quiz estivi hanno sempre avuto un sapore un po’ rétro, mi ricordano le riviste leggere a casa di mia nonna, ma anche le pagine dei giochi del mio Topolino infantile.
    (Come pure -ribaltando il rapporto- il “personaggio nascosto” che dà un’apertura sull’attualità alla settimana enigmistica)

    Non tanto, quindi, a quei tempi, una strategia interattiva dell’informazione consapevolmente gamificata, quanto piuttosto una spontanea, umana gratificazione all’attenzione del lettore e un ammiccamento di complicità con la redazione nel momento in cui anch’essa si concede un momento scherzoso (e qui, sì, consapevole) di riuso del contenuto.

    (ps. domani mi guardo il video del panel di aprile, grazie del link)

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