Archivi del giorno: marzo 16, 2013

Esempi di Buona Comunicazione Aziendale su Twitter

Gli account aziendali sulla piattaforma di microblogging da 140 caratteri sono prevalentemente eccessivamente promozionali o, nella migliore delle ipotesi, ingessati, noiosi.

Fortunatamente in un panorama generale abbastanza desolante spiccano delle eccezioni che vale la pena di prendere a riferimento come buoni esempi di comunicazione corporate su Twitter.

Strettamente in ambito editoriale un esempio di buone pratiche viene da @Einaudieditore che non a caso in un paese di gente che non legge libri ha la bellezza di circa 116mila followers – in questo sabato mattina – ma soprattutto un tasso di risposte del 24% e un tasso di retweets del 41%, chiari indicatori di un buon livello di interazione e coinvolgimento [per confronto si veda quello dei principali quotidiani italiani].

Più in generale ha attirato la mia attenzione ed ottenuto il mio apprezzamento l’account del  Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali al quale sono affidati i compiti di suscitare e sostenere adeguatamente l’azione della Chiesa e dei fedeli nelle molteplici forme della comunicazione. Cosa che a mio avviso gli riesce molto bene, anche, su Twitter.

I tre esempi sottostanti credo siano il modo migliore per provare a spiegarne le motivazioni.

1. Coinvolgimento delle persone

L’esempio sottostante, assolutamente replicabile dai newsmakers, dalle fonti d’informazione che invece continuano ad utilizzare Twitter come un megafono, mostra e dimostra le possibilità di coinvolgimento delle persone

[tweet https://twitter.com/wordpressdotcom/status/311879625250861056]

2. Tono di voce/Mood di comunicazione

Se da un account ufficiale ci si aspetterebbe un rigore nella comunicazione pari o superiore a quella bancaria, un rigor mortis di formalismo. Il tweet sottostante evidenzia come, essendo ovviamente in prevalenza i giovani coloro ai quali ci si rivolge, utilizzare codici di comunicazione adeguati all’audience di riferimento. E così che nell’annunciare a gran voce l’habemus papam si utilizza un emoticon che sta a significare, per chi non lo sapesse, “dammi il cinque”

[tweet https://twitter.com/wordpressdotcom/status/311901863631003648]

3. Crossmedialità, chiarezza delle fonti ed attribuzione

[tweet https://twitter.com/wordpressdotcom/status/312511235562287104]

Se per caso non seguite i due account segnalati non posso che esortarvi a farlo. C’è molto da imparare.

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