Game Over?

A fine 2012 in Svezia è stato lanciato un nuovo progetto di edicola elettronica.

MegaNews Magazines, questo il nome dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con Ricoh, la nota multinazionale giapponese di stampanti sia consumer che professionali, si propone di collocare dei chioschi elettronici dove le persone, scegliendo tra oltre duecento titoli disponibili, grazie ad accordi già raggiunti con i principali editori svedesi, possano stampare il proprio giornale o la propria rivista.

Secondo quanto viene spiegato nel sito web aziendale, le persone, dopo aver selezionato la testata di proprio interesse ed aver pagato con carta di credito, in due minuti avranno la propria copia fresca di stampa pronta da leggere.

Le copie elettroniche delle testate sono su dei server che in funzione di ciascuna richiesta effettuata dalle persone scaricano e stampano quanto desiderato dall’acquirente. I responsabili dell’iniziativa si propongono di installare i chioschi elettronici in quelle zone non servite, non coperte dalla distribuzione tradizionale ma anche in luoghi di grande transito quali gli aeroporti. I primi dieci chioschi dovrebbero essere collocati a breve per testare il successo o meno dell’idea.

Edicola Elettronica

Nell’iniziativa, a mio avviso, ci sono elementi d’interesse ma anche diverse zone d’ombra o quantomeno da calibrare in maniera diversa dall’attuale concezione del progetto.

Il plus principale è ovviamente quello di ottimizzare tutto il processo di distribuzione del cartaceo eliminando costi di trasporto, gestione e rese che in questo modo si annullano.

Il principale minus è legato ai tempi di attesa poichè se il singolo individuo potrebbe anche essere disponibile ad attendere due minuti per la stampa della propria copia nei momenti di picchi di traffico, di afflusso delle persone, si pensi a quando alla mattina anche dieci persone contemporaneamente vanno in un’edicola ad acquistare un quotidiano, renderebbero l’attesa troppo lunga. Un tempo che davvero pochi, o nessuno, sarebbe disponibile ad attendere, ancor meno se possibile in luoghi di grande transito quali gli aeroporti.

A questo si aggiunge anche il fattore umano. In moltissimi casi, soprattutto nell’Italia dei mille campanili, della provincia, l’edicola, al pari della farmacia, della chiesa e del “bar in piazza”, è un punto di riferimento, di aggregazione, ed il giornalaio “un amico”, una persona con la quale molto spesso si fanno quattro chiacchiere. Tutto questo non è sostituibile dal chiosco elettronico ed incentiverebbe ulteriormente lo spostamento verso l’online ed il digitale rendendo non sostenibile l’investimento iniziale.

Lo studio di Boston Consulting Group sul valore dei media, indica come sia sulla stampa quotidiana e periodica il surplus maggiore di valore percepito dalle persone tra online e tradizionale cartaceo. In buona parte sicuramente questo avviene anche grazie al fatto di poter leggere online testate che sono di difficile, o nulla, disponibilità. Potrebbe essere questo un’area di potenziale interesse e sviluppo dell’iniziativa che consentirebbe alle edicole di integrare la loro attuale offerta e di annullare la difficile gestione attuale che di fatto complica la diffusione di giornali e riviste straniere. Si pensi, in particolare ma non solo, al beneficio durante la stagione turistica.

A questo si potrebbe associare un servizio di print on demand per articoli o sezioni specifiche da rendere disponibili entro due ore dalla richiesta soddisfando desiderio di personalizzazione dell’informazione e generando revenues supplementari.

Insomma per le edicole non è ancora game over ma proposte di questo tipo potrebbero essere parte integrante di quella che sarà “l’edicola del futuro e del futuro delle edicole”, titolo, il caso vuole, diciamo, del mio libro sul tema in uscita a fine marzo.

4 commenti

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4 risposte a “Game Over?

  1. Pingback: MegaNews: Il giornale stampato on demand | @Aghenor

  2. A me sembra più una esercitazione tecnologica, che un oggetto con prospettive concrete. Potrebbe essere utile negli aeroporti, dove vi è bassa richiesta di un numero estremamente alto di pubblicazioni, ma vedo difficile per una singola azienda stipulare accorti con migliaia di editori diversi.
    Per il resto, forse qualche piccola nicchia qui e la ci potrà anche essere, ma riuscirà mai a sviluppare un fatturato tale da giustificare gli investimenti?
    Io mi permetto di dubitarne.

  3. Giovanni

    Avevo letto la notizia, e anch’io ho avuto le stesse perplessità: lavoro nel campo della rassegna stampa, ogni mattina passo in un’edicola a prendere un po’ di giornali e c’è un traffico di gente che compra il quotidiano insostenibile per una macchina. Io di sicuro, e penso molti altri, rinuncerebbero piuttosto che attendere 15/20 minuti. C’è anche da considerare che in Italia l’uso della carta di credito è assai poco diffuso: bisognerebbe studiare una variante italiana che accetta moneta e dà il resto. Molto interessante però la prospettiva di avere a disposizione quotidiani che non vengono distribuiti fuori regione, almeno per chi lavora nel mio campo. Sarebbe poi molto bello avere anche i giornali esteri (saltando così a pie’ pari il problema del pagamento delle royalties ;-)))

  4. Senza dubbio interessante. Nel caso specifico serve alla Ricoh per mettersi in mostra. Ma le tecnologie di stampa on demand avanzano veloci ed i tempi potrebbero accorciarsi notevolmente considerando per ogni stazione di stampa diversi terminali separati. L’uso della carta di credito è un problema tutto italiano che nel futuro cambierà senz’altro; si affacciano anche le nuove tecnologie NFC che permetteranno di pagare con il cellulare semplicemente avvicinandolo al sensore. Ed i giovani sono già pronti per questo, forse un po’ meno per l’acquisto dell’informazione che danno per scontata gratuita grazie al web. Teoricamente vedo interessante un’integrazione con l’edicola tradizionale per smaltire l’esposizione di testate poco richieste, rese disponibili tramite il terminale 🙂

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