RCS MediaGroup: Il Piano di Sviluppo 2013 – 2015

Ieri, al termine della prevista riunione del Cda, RCS MediaGroup ha diffuso i contenuti principali del proprio piano di sviluppo per il prossimo triennio.

Sia per capire quali siano i differenziali competitivi proposti per i tre anni a venire che per comprendere rispetto agli obiettivi originariamente dichiarati quale fosse lo stato di avanzamento, ho rivisto quali erano all’epoca i piani di sviluppo proposti nel piano strategico 2011 – 2013 diffuso all’inizio dell’anno scorso.

Due sono i principali elementi di differenziazione: contenimento delle attese di ricavi che nel piano triennale precedente erano di 2.453 milioni di euro, mentre oggi si parla di ricavi stabili a circa 1.600 milioni di Euro nel 2015, e la dismissione di attività “non core”, che precedentemente non era considerata e che tante tensioni sta creando nell’ambito di RCS Periodici che dovrebbe essere la più colpita dalla razionalizzazione prevista.

RCS Struttura Gruppo

Nel comunicato stampa, diffuso nel primo pomeriggio di ieri, sui contenuti del piano 2013 – 2015 si parla di “visione strategica chiara e improntata alla discontinuità”. Discontinuità che si fonda su una forte accelerazione verso la multimedialità e l’internazionalizzazione basata sui seguenti elementi chiave e obiettivi economici:

– Focus sull’innovazione editoriale e sul rafforzamento qualitativo dei power brand, anche grazie a contenuti editoriali di qualità creati nativamente digitali.
– Sviluppo ed ampliamento digitale dell’offerta per potenziare l’esperienza editoriale del lettore.
– Focalizzazione del portafoglio verso le aree di business in cui RCS può esprimere una solida leadership.
– Forte presidio della marginalità con focus sul recupero di efficienza anche attraverso significative riduzioni di costi.
– Dismissioni di attivi “non core” [come già segnalato]

La spinta sul digitale, di cui ha parlato recentemente anche Federico Vittadello  mobile, tablet, and e-commerce managing director di RCS Mediagroup, dovrebbe portare a fine 2015 al 25% il peso di quest’area sul totale dall’attuale 14%, per un valore pari quindi a 400 milioni di euro. Si segnala che due anni fa le attese erano di un peso del 20% a fine 2013 con ricavi per 536 milioni di euro a fine 2013 nel settore dell’editoria digitale. Lascio a chi legge, ed all’apposito spazio nei commenti, ogni possibile considerazione al riguardo, ma ovviamente non a caso viene detto che “tali linee di sviluppo non possono prescindere dal costante presidio del mezzo cartaceo”.

rcs-piano

Per quanto riguarda l’area dei quotidiani italiani, tra le varie azioni che il piano si propone di implementare, viene specificatamente citato il lancio di social community, una proposta di valore che è stata richiamata a più riprese, anche recentemente, in questi spazi.

Forte enfasi ed obiettivi ambiziosi per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria in ambito digitale che il piano si attende realizzi performance superiori alle previsioni di andamento del mercato e il contributo del digitale in ambito diffusionale è previsto in forte crescita, arrivando in Italia al 36% e in Spagna al 23%.

Le stime sono di investimenti totali per circa 300 milioni di euro supporto delle strategie previste nel piano anche se si rimanda alla presentazione dei risultati del 2012 per il dettaglio delle informazioni relative alla struttura finanziaria necessaria a supporto del piano stesso.

I contenuti resi disponibili sono di carattere troppo generale per poter entrare specificatamente nel merito del valore di quanto RCS MediaGroup si propone, anche se il percorso intrapreso ieri è certamente un segnale in tal senso.

Quel che appare certo è che se il 75% dei ricavi attesi dovrebbe derivare dal cartaceo, generando immagino sconforto in quanti proclamano un giorno si e l’altro pure l’imminente fine dei giornali, preoccupa che non vi sia accenno a quali azioni e mezzi saranno implementati per il raggiungimento di quanto continua a rappresentare il core, per usare un termine utilizzato nel comunicato stampa, del business. Sarebbe spiacevole vedere buttar via il bambino con l’acqua sporca ancora una volta.

RCS MediaGroup Brands

Sul tema da leggere l’articolo pubblicato da “Il Futuro dei Periodici”, blog che chi si interessa di editoria consiglio di mettere tra i preferiti e che personalmente ho inserito nel blogroll per non dimenticarmi di andare a leggerlo quotidianamente.

2 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

2 risposte a “RCS MediaGroup: Il Piano di Sviluppo 2013 – 2015

  1. I vecchi arnesi del mestiere, magari del Cdr del Corriere, permetteranno tutto questo?

  2. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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