Audience dei Quotidiani Online nel Mondo

comScore ha pubblicato i dati dell’audience dei primi 50 quotidiani on line nel mondo nel mese di maggio di quest’anno. Pare non siano rilevati i quotidiani all digital, come dimostra, uno per tutti, l’assenza dell’«Huffinghton Post».

Nella classifica non figura nessun quotidiano italiano. Non credo sia solamente un problema di diffusione dell’idioma, come è possibile rilevare dalla presenza di «Gazeta.pl» con oltre 16 milioni di utenti unici in un paese di 38 milioni di abitanti la cui lingua non mi risulta essere diffusa internazionalmente. Ipotesi ulteriormente confermata, seppure al contrario, dagli utenti dei quotidiani brasiliani, quale «Jornal O Globo», che possono contare su una popolazione di circa 200 milioni di abitanti ed una lingua, il portoghese, diffusa in diversi continenti del mondo.

Con 60 milioni di abitanti ed altrettanti italiani, di prima o seconda generazione, all’estero, come mai i giornali italiani hanno numeri così modesti?

Si preparino, anche, a questa domanda, i miei ospiti del panel: “Il mago dei numeri: lo stato dell’arte numerico ed economico dell’editoria digitale” in cui farò il moderatore durante la due giorni tutta dedicata al giornalismo on line tra un paio di settimane a Firenze.

Io ovviamente ho una mia ipotesi, se voleste fornire la vostra idea lo spazio dei commenti è, come sempre, a disposizione.

– Milioni di utenti unici – Fonte: comScore News/Information – Newspapers

6 commenti

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6 risposte a “Audience dei Quotidiani Online nel Mondo

  1. “Con 60 milioni di abitanti ed altrettanti italiani, di prima o seconda generazione, all’estero, come mai i giornali italiani hanno numeri così modesti?”
    Buona domanda, ma forse andrebbe rivolta a editori, ministri, segretari e sottosegretari alla cultura, ecc.

    • pedroelrey

      Qualcuno di loro mi risulta legga “Il Giornalaio”, ho lasciato di proposito la domanda aperta, metti che gli venga voglia di rifletterci e di rispondere :) Secondo te, invece?
      Un abbraccio
      PL

  2. Sicuramente la lingua è un fattore fondamentale per determinare l’audience di un giornale online: i giornali italiani potranno sempre e solo rivolgersi a un pubblico italiano o filo-italiano, conoscitore della lingua in primo luogo e interessato alla vicende del nostro paese in secondo luogo. Allo stesso modo un giornale brasiliano ha come potenziale audience tutti i cittadini brasiliani e filo-brasiliani… però parlo di audience POTENZIALE. Si perchè il secondo fattore determinante è il livello tecnologico del paese. Non credo che un giornale africano (seppur con un audience potenziale vastissimo) possa essere seguito da molti utenti… in Italia il 50% delle persone possiede internet e solo una percentuiale di queste segue i quotidiani online. Dalla lista è interessante vedere come i giornali più seguiti siano quelli americani / inglesi che vantano un potenziale audience vastissimo (l’inglese ormai si parla in tutto il mondo) con un altrettanto alto profilo tecnologico.
    Sarebbe interessante se un giornale online italiano presentasse anche i suoi contenuti in inglese, la lingua non sarebbe più un ostacolo (e neanche la tecnologia) e allora l’incremento di visite netto risponderebbe alla domanda: quanti cittadini stranieri sono interessati alle vicende del nostro paese?

  3. Come dice Sara il problema è l’audience, ancora troppi italiani non sono connessi e, soprattutto, anche se volessero farlo non sono raggiunti da Internet. Ci sono “fortunati” che sono raggiunti da linee ADSL 640 kbit, altri che non hanno proprio la disponibilità della “banda larga”.

    Negli Stati Uniti al prezzo di un’ADSL 7 Mbit hanno una linea Cable da 100 Mbit in download e 50 Mbit in upload, ricevono oltre a Internet la TV e altri servizi (gestione dell’antifurto, ecc.) anche in zone remote del Paese. Ungheria, Polonia, Romania hanno reti in fibra ottica anche nelle abitazioni domestiche delle città medio-grandi, da noi soltanto nei capoluoghi di regione più importanti (Roma, Torino e Milano).

    Gli editori non sanno usare Internet, ma al tempo stesso i lettori non hanno modo di sfruttarlo.

  4. Raffaele fiengo

    Certo la lingua. Uno sforzo per avere almeno le running news in inglese e’ da fare. Ma il vero problema e’ l’orto chiuso italiano. E conseguente orizzonte corto. Gli stessi editori, i manager e non solo ancora troppi giornalisti considerano l’edizione online una cosa diversa rispetto alla propria testata. Chiedo spesso: lo leggi mai il nytimes? E dove lo leggi.?
    L’Italia del giornalismo, poi, come prodotto sopravvive negli stretti confini che si sono creati negli anni. Pensate all’Ordine…i migliori cercano di farne una cosa decente , ma difficile aprirsi davvero al giornalismo dove c’e’.
    Mi viene in mente l’iniziativa che abbiamo lanciato con foia.it per un freedom Information act italiano. Tutto il paese reclama ora trasparenza della pubblica amministrazione. Ma avete letto un editoriale di un grande giornale ( compreso unita e manifesto) che chieda in modo forte questa legge che c’e’ in tuttli i paesi democratici?
    Non la faccio lunga. Il problema insomma non e’ solo l’online.
    Un saluto
    raffaele fiengo
    twitter @rfiengo40

  5. Mi verrebbe da dire perché molti giornali italiani, in fin dei conti, non suscitano interesse neanche per gli italiani stessi. Perché leggere un qualsiasi quotidiano nostrano, quando le notizie che riportano sono le stesse con cui vengo bombardato tutti i giorni, 24 ore su 24, da radio e tv ? La dichiarazione del politico X o la catastrofe nel paese Y viene ripresa oramai da tutti e sempre allo stesso modo. La differenza che in radio la notizia la sento, in tv la vedo, sul giornale la leggo/vedo ma se il contenuto è sempre uguale (senza un reale e interessante approfondimento) perché mai dovrei alzarmi la mattina con l’idea di dover cominciare la “preghiera dell’uomo moderno” aprendo fin da subito Repubblica o Corriere ? Le notizie che non mi interessano più di tanto, le apprendo lo stesso (un notiziario radio o un flash di tg capita sempre di intercettarlo); le informazioni che realmente mi interessano o le trovo su giornali non generalisti o sui blog.

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