Archivi del giorno: marzo 26, 2012

Applicare i Meccanismi del Gioco all’Informazione

Proseguono gli appunti, gli spunti, in vista del panel al Festival Internazionale del Giornalismo su “Gamification: Il Coinvolgimento del Lettore è un Gioco.

La gamification nel giornalismo rappresenta non solo una modalità nuova di narrazione ma un modo di coinvolgere il lettore facendogli vivere, facendolo partecipare interattivamente alle notizie e più in generale all’informazione. Personalmente sono convinto che possa, anche, essere un cavallo di troia per riuscire a far pagare l’informazione in ambito digitale vista la propensione esistente ad effettuare un esborso per acquistare i giochi da parte delle persone.

Dopo le mie riflessioni di sabato sul tema, il video di una recente lecture sull’argomento con Bobby Schweizer, co-autore di “Newsgames: Journalism at Play”, ed altri esperti del settore, che analizzano i diversi format  ed i vantaggi che l’utilizzo dei videogiochi possono apportare come elemento di innovazione nella narrazione giornalistica, nella trasmissione di notizie.

Il video dura circa un’ora e, ovviamente, mi permetto di consigliarne la visione integrale. Se proprio non ce la fate almeno i primi 9 minuti sono davvero un must. Se invece l’argomento, come al sottoscritto, vi appassiona e vi coinvolge, potete dare un’occhiata anche a questa mia presentazione effettuata all’ultimo Salone del Libro di Torino, sempre in tema.

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Nuovi Prodotti Editoriali, Passaggi & Paesaggi

SociAbile

Dalle colonne di «Monday Note» Frédéric Filloux prende spunto dal successo nei numeri dell’applicazione del «The Guardian» su Facebook per sostenere il pericolo di essere dipendenti da altri e parla di sharing mirage.

Aspetto che, partendo dalla partnership con le principali organizzazioni ed istituzioni del mondo dell’arte britannico annunciata dal quotidiano anglosassone, è al centro quest’oggi della mia colonna settimanale per conto dell’ Osservatorio europeo di giornalismo – European Journalism Observatory [EJO].

«The Guardian» infatti, sulla falsariga di quanto già adottato da «El Pais», riporta all’edizione online, al sito web del quotidiano, la centralità di “luogo” che favorisce il contatto e la relazione  con e tra le persone sulla base dei loro distinti interessi dimostrando concretamente la sottile ma fondamentale differenza tra essere online ed essere parte della Rete, la capacità di vedere oltre.

Buona lettura.

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Distribuzione Editoria, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali