Morte & Resurrezione della Carta

Sono tempi in cui il lancio di una pubblicazione su carta fa notizia.

E’ stato lanciato ieri «The Sun on Sunday» erede, sostituto naturale in casa Murdoch del frettolosamente chiuso a luglio dell’anno scorso «News of the World»  in seguito allo scandalo delle intercettazioni dal quale è stato travolto.

Dopo la chiusura del settimanale l’80% degli investimenti pubblicitari che vi erano allocati e ben 800mila lettori sono scomparsi, evaporati nel nulla senza che nessuno dei concorrenti esistenti, quale ad esempio il  «Sunday Mirror», riuscisse a recuperarne una quota significativa.

Secondo quanto annunciato su Twitter personalmente da Rupert Murdoch il primo numero di ieri di «The Sun on Sunday» avrebbe venduto la bellezza di 3 milioni di copie.

Ovviamente si tratta di dati di vendita che probabilmente si ridimensioneranno nelle prossime uscite poichè è noto che al lancio si ottengano risultati superiori a quelle che poi saranno le vendite fisiologiche, ciò nonostante sia il tasso di sostituzione di investimenti e lettori tendente a zero, che il successo del primo numero credo debbano far riflettere.

Se indubbiamente non si può pensare solamente di riarredare il Titanic, altrettanto si tratta, come si suol dire volgarmente, di non buttare via il bambino con l’acqua sporca, come mi pare venga fatto abitualmente da coloro afflitti da tabletmania o altre simili affezioni patologiche.

Come ho già avuto modo di dire , sarò della vecchia scuola, forse, ma mi hanno sempre insegnato che per innovare, per costruire il futuro è necessaria una attenta gestione del portfolio prodotti/canali. Mi pare si chiami matrice di boston ed anche in tutti i suoi adattamenti non mi risulta che contempli la possibilità di buttare alle ortiche l’80% delle revenues.

4 commenti

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4 risposte a “Morte & Resurrezione della Carta

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. massimo ciarulli

    Luciana Castellina questa mattina sul Manifesto incoraggia l’abbandono della carta per il quotidiano sul quale scrive. Fa appello ai pionieri del Manifesto di essere tali anche in questo frangente e di saltare il fosso che li separa dal web, lasciando la carta. Proposta avventata oppure obbligata?

  3. pedroelrey

    Caro Massimo ho letto – anche online: http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6627/ – l’articolo che segnali.
    Il problema economico che da contingente rischia di divenire sempre più stringente e permanente forse non lascia più scelta e la possibilità di andare solo online potrebbe presto divenire una soluzione obbligata. Se così fosse me ne rammaricherei per due ragioni:
    – Perchè ad oggi “Il Manifesto” non ha dimostrato di sapere usare correttamente la Rete, anzi. Avvertirei dunque un pericolo scivolone ulteriore in questo percorso.
    – Perchè l’influenza che “Il Manifesto” è in grado comunque [anche alle sole 15mila copie attuali] di esprimere essendo su carta non sarà più lo stesso a prescidendere dalla bontà del lavoro svolto, o meno, se e quando passasse solo online.
    Ero sabato scorso a Bologna – http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6606/ – e queste sono alcune delle cose che ho detto pubblicamente in chiusura del meeting.
    Un abbraccio
    Pier Luca Santoro

  4. massimo ciarulli

    Anch’io credo che l’avventura del web costerebbe cara al Manifesto. Certo la sopravvivenza cartacea non è più garantita e le alternative non sono tante. Ma l’effetto che fa leggendo il titolo di apertura del Manifesto su carta non potrà essere lo stesso se letto on-line. Ognuno può pensarla come vuole, ma non si può non riconoscere al Manifesto l’assoluto primato di migliori titoli pubblicati. Il titolo del Manifesto è già un articolo in sé. Come fosse un articolo di fondo. Uno per tutti quello sull’elezione di Benedetto XVI. “Il Pastore Tedesco”. Prima di chiudere definitivamente dovrebbero pubblicare un quaderno con le migliori prime pagine. Anzi potrebbe essere un’idea per racimolare un pò di denaro. Perché non gliela proponi?

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