Giornalai: Liberi di Fare che Cosa?

Le norme generali sulle liberalizzazioni approvate in questi giorni, per quanto riguarda i giornalai hanno introdotto una serie di novità che complessivamente possono essere giudicate positivamente. Riporto gli elementi salienti per evitarvi la difficoltà di ricercarli all’interno del testo generale.

Art. 39 Liberalizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica e disposizioni in materia di diritti connessi al diritto d’autore

1. All’articolo 5, comma 1, dopo la lett. d) decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170 sono aggiunte le seguenti:

e) gli edicolanti possono rifiutare le forniture di prodotti complementari forniti dagli editori e dai distributori e possono altresi’ vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto secondo la vigente normativa;

f) gli edicolanti possono praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore;

g) fermi restando gli obblighi previsti per gli edicolanti a garanzia del pluralismo informativo, la ingiustificata mancata fornitura, ovvero la fornitura ingiustificata per eccesso o difetto, rispetto alla domanda da parte del distributore costituiscono casi di pratica commerciale sleale ai fini dell’applicazione delle vigenti disposizioni in materia.

f) le clausole contrattuali fra distributori ed edicolanti, contrarie alle disposizioni del presente articolo, sono nulle per contrasto con norma imperativa di legge e non viziano il contratto cui accedono.

2. Al fine di favorire la creazione di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, mediante lo sviluppo del pluralismo competitivo e consentendo maggiori economicita’ di gestione nonche’ l’effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti, l’attivita’ di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque forma attuata, e’ libera;

3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge e previo parere dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, sono individuati, nell’interesse dei titolari aventi diritto, i requisiti minimi necessari ad un razionale e corretto sviluppo del mercato degli intermediari di tali diritti connessi;

4. Restano fatte salve le funzioni assegnate in materia alla Societa’ Italiana Autori ed Editori (SIAE). Tutte le disposizioni incompatibili con il presente articolo sono abrogate

Sono aspetti di rilevanza non trascurabile. Per la prima volta si stabilisce un freno agli abusi che la parità di diritto generava e, finalmente, gli edicolanti possono rifiutare le forniture di prodotti complementari forniti dagli editori e dai distributori. Viene previsto inoltre, che fermi restando gli obblighi previsti per i giornalai a garanzia del pluralismo informativo, costituiscono casi di pratica commerciale sleale le seguenti ipotesi:

  1. ingiustificata mancata fornitura,
  2. fornitura ingiustificata per difetto,
  3. fornitura ingiustificata per eccesso.

Quindi tutta la pratica di cattiva gestione delle forniture da parte dei distributori locali potrà essere sanzionata. Dovrebbero così cessare i casi di sovrastoccaggio per ottenere un flusso finanziario a beneficio del DL ed altrettanto le microrotture di stock sui [pochi] prodotti alto vendenti. Aspetti che, ovviamente, dovranno andare di pari passo con la tanto attesa, ed auspicata, informatizzazione delle edicole.

Se nel suo insieme dunque la legge pare possa essere elemento di soddisfazione per il trade, per la rete di 30mila edicole sparse sul territorio, è giunto il momento di interrogarsi sui passi successivi.

Se le vendite di quotidiani e periodici, settimanali e mensili, poco verosimilmente avranno un recupero, ora che sono possibili alcune aree di recupero di efficienza grazie alle norme soprariportate, resta la domanda relativamente a quale sia l’indirizzo strategico che le edicole vogliono, vorranno, intraprendere.

Alla strada del generalismo, del vendere di tutto o del fornire servizi che già vengono forniti in altri canali [pagamento bollette, ad esempio] con margini inesistenti, privilegio quella della specializzazione sia per aver verificato direttamente che i servizi integrativi sin ora ipotizzati non apporterebbero alcuna marginalità integrativa al canale che per visione strategiuca e coerenza. Grazie all’informatizzazione mi piace pensare alle possibilità esistenti che questo processo consentirebbe, a partire, per citarne almeno una, dalla possibilità di effettuare in edicola il servizio di print on demand, che consentirebbe la quadra tra desiderio di personalizzazione da parte del lettore e mancanza di redditività che questo ottiene online nella sua declinazione all digital.

La specializzazione, con integrazione di servizi e offerta a monte ed a valle rispetto all’attuale modello, e non il generalismo sono LA scelta per il futuro delle edicole. Non ho dubbi.

4 commenti

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4 risposte a “Giornalai: Liberi di Fare che Cosa?

  1. massimo ciarulli

    la sopravvivvenza dei giornalai passa esclusivamente dall’instaurazione di un rapporto diretto di fornitura con l’editore. Attraverso questo sistema l’editore può riservare al rivenditore diverse pratiche di sconto che potrebbero spingersi fino a livelli oggi concessi agli abbonati, qualora il rivenditore decidesse di non restituire gli invenduti. Continuare con il 18,77% sul prezzo di copertina deciso dall’editore, non può che accelerare quel processo di smantellamento ben rappresentato dalla foto che accompagna il post.

  2. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Ciao, Pier Luca…
    Ciò che scrivi non è molto diverso da ciò che ho sempre pensato anche io. Nella filiera potrebbe esserci un ramo secco che va eliminato o eventualmente ridimensionato, ma questo è costituito eventualmente dagli attuali distributori locali, non da noi, che assicuriamo la capillarità della distribuzione (e, volendo, non solo più per ciò che riguarda quotidiani e illustrati ma per tutto il settore dell’editoria). Lo scenario in futuro potrebbe evolversi come già capitò qualche decennio addietro nel settore della fotografia amatoriale con l’avvento dei “mini lab” . Provengo da quel settore ed ebbi modo di assistere direttamente agli avvenimenti: le botteghe dei fotografi allora sopravvivevano in gran parte con la vendita, lo sviluppo e la stampa dei rullini fotografici, questo tipo di lavorazioni veniva svolto, per conto del commerciante, all’interno di grandi laboratori specializzati con macchinari professionali, che si occupavano anche della raccolta del materiale presso i negozianti e della riconsegna del lavorato sulle aree di competenza (non esclusiva). Con l’avvento di piccoli macchinari (più o meno delle dimensioni di un’ utilitaria) in grado di sviluppare e stampare un’alta quantità di rullini fotografici in modo professionale, sempre più botteghe trovarono conveniente attrezzarsi in proprio saltando di fatto i grandi laboratori, che ad oggi sono effettivamente solo più un ricordo. Purtroppo nel campo della fotografia la grossa innovazione doveva ancora arrivare, il passaggio al sistema digitale modificò progressivamente il settore a discapito di chi non era al passo con i tempi.
    Tornando a noi: oggi assistiamo ai primi tentativi di divulgazione digitale della stampa, si può presupporre che in futuro la carta sarà lentamente soppiantata da questo nuovo modo di fruire contenuti e diverrà sempre meno importante. E’ un errore rimanere fuori da questo nuovo mondo, siamo nati per divulgare informazioni e dobbiamo convincere gli editori che il nostro canale sarà sempre il migliore strumento per distribuire il loro prodotto. Vivere di collaterali è impensabile, è solo una guerra di prezzi tra editori e grande distribuzione (se l’editore regala io vendo, se no c’e’ il supermercato a buon prezzo), soprattutto se l’afflusso di chi compra quotidiani e periodici viene lentamente dirottato sul web.
    D’altronde chi si abbona ad una rivista elettronica non sempre è aggiornato su tutte le testate presenti che trattano quello specifico argomento, su quale rivista offra la tariffa di abbonamento di più conveniente, su quale tablet offre una migliore visione multimediale, se preferire uno smartphone o un pc tipo netbook, si chiederà se è meglio utilizzare un gestore telefonico cellulare o scaricare la rivista utilizzando una rete wi-fi, magari quella che gli mettiamo a disposizione noi nel nostro punto vendita, risparmiando il costo di una linea telefonica casalinga. Noi potremmo fornire anche questo tipo di prodotti e supporto, professionalmente, ed entrare automaticamente anche nel business del libro elettronico (sto pensando anche alla svolta informatica che presto prenderanno i testi scolastici, e chi ha figli sa di cosa parlo e quanti soldi si spendono).
    E forse un giorno qualcuno commercializzerà un “mini lab” in grado di stampare a colori in modo economico un libro, una rivista o un quotidiano, per gli immancabili cultori della carta stampata…
    Scusa per l’ intervento così corposo, ti ringrazio dello spazio che mi hai offerto..
    Luca

  4. giovanni

    Per i prodotti complementari, di cui all’art 39 del D.L.24 gennaio 2012, esattamente cosa si intende.
    grazie

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