Archivi del mese: novembre 2011

Il Sorpasso

«The Atlantic», rivista mensile che viene pubblicata da ben 154 anni, ha annunciato che nel mese di ottobre i ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria dell’area digitale delle testate del gruppo hanno per la prima volta superato quelli delle versioni tradizionali, con il 51% per l’online ed il 49% per la carta stampata.

Il dato, oltre che rappresentare una straordinaria eccezione nel panorama attuale, riveste ancor più interesse in considerazione del fatto che questo non sia avvenuto a causa di ricavi calanti dal formato cartaceo della testata che, al contrario, nel numero di ottobre ha venduto un numero di pagine pubblicitarie superiore a qualunque edizione dal 1999 ad oggi.

Secondo quanto dichiarato al «New York Times» da Jay Lauf, editore del gruppo, nel 2008 la pubblicità online pesava solo il 9% del totale dei ricavi.

Il sorpasso si è reso possibile sia grazie ad una strategia multimediale che ha portato al lancio di diverse nuove testate online, incluso un aggregatore, che complessivamente hanno portato ad un raddoppio del traffico rispetto all’anno scorso,  che a tariffe per gli inserzionisti inferiori ai diretti competitors quali «The New Yorker».

La notizia per la sua eccezionalità è stata ripresa da molte fonti d’informazione e dai principali influencers della Rete.

Allo stato attuale il sorpasso, oltre ad essere una realtà che rappresenta di per sè un fatto straordinario nello scenario editoriale generale, non può oggettivamente essere preso a riferimento dall’editoria nazionale per la grande distanza da quello che è il panorama delle pubblicazioni nel nostro paese.

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Giochi da Draghi

Ennesimo lunedì nero ieri per le borse europee e crescita dello spread, termine pressochè sconosciuto ai più sino a pochi mesi fa, tra i titoli di Stato di Francia, Spagna e Italia e quelli tedeschi. Una notizia che si ripete quasi quotidianamente mentre pare che la politica mondiale sia prigioniera del sistema bancario che deve salvare dando luogo alla  sindrome di Stoccolma.

Se voleste cimentarvi nel tentativo di gestire la politica monetaria e di riflesso economica del Paese  non avete che da accedere all’area didattico – informativa della Banca Centrale Europea e sperimentare le vostre opinioni e le vostre abilità con “€CONOMIA: il gioco della politica monetaria”.

Il gioco di simulazione a turni, partendo dalla gestione del tasso di interesse ufficiale, mette il giocatore nella condizione di influenzare il tasso d’inflazione, crescita del PIL, incremento della liquidità e tasso di disoccupazione. Aree d’intervento tutte di grande attualità.

Ogni manche è equivalente ad un trimestre dell’anno e dopo aver scelto il tasso d’interesse per il periodo si ricevono i feedback di un gruppo di advisor oltre ai titoli dei principali giornali che riassumono il sentiment sul proprio operato. Prima di effettuare la giocata è possibile vedere quali sono gli effetti previsti della stessa.

Il gioco da ottobre è disponibile, sempre gratuitamente, anche per iPhone & iPad con le stesse funzionalità della versione online. E’ possibile ripetere il gioco quante volte si desidera così da sperimentare strategie e risultati diversi.

Nonostante una grafica non entusiasmante ed una tendenza all’eccesso di ottimismo dell’intelligenza artificiale, soprattutto nell’area dell’occupazione,  può essere strumento di supporto per formatori e professori nonchè elemento di sperimentazione ed auto apprendimento.

Adattandone alcune caratteristiche, a cominciare dalla possibilità di salvare i progressi della partita, personalmente lo vedrei molto bene anche all’interno dell’edizione online di un quotidiano economico finanziario come strumento di trattenimento e coinvolgimento di un pubblico sicuramente interessato al tema.

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Rapporto sulla Comunicazione Online in Italia

Sono stati diffusi oggi i risultati di “Kwd Webranking 2011 Italy”, indagine alla decima edizione sulla comunicazione corporate online nel nostro Paese.

L’indagine ha preso in considerazione le 101 maggiori società italiane per capitalizzazione valutando la loro comunicazione  sul web.

Emerge con chiarezza come la Rete non venga ancora percepita come uno strumento per costruire la reputazione aziendale e differenziarsi.

I risultati evidenziano come il problema non sia dimensionale, come si evince dalla tavola di sintesi che effettua il benchmarking delle performance delle imprese italiane in relazione al punteggio massimo, bensì culturale, confermando quanto evidenziavo in una mia recente intervista.

Carenti tutte le aree di comunicazione relative alla relazione sia con il pubblico esterno, social media e press, che con quello interno. Per dirla con le parole di Joakim Lundquist, rappresentante della società che ha condotto l’indagine, “appare evidente ancora una mancanza di miglioramento concreto della comunicazione online di molte società quotate italiane. Il percorso è iniziato, ma per raggiungere vera apertura e trasparenza è necessario un’evoluzione nella mentalità di chi guida le aziende”.

 Performance italiane in relazione al punteggio massimo [aree chiave]

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Un Politico Corrotto Preferisce i Blogger ai Giornalisti

La mappa realizzata dall’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford visualizza in quali nazioni sono i 100 principali quotidiani nel mondo.

Seppure non offra il ricchissimo database della mappa mondiale dei giornali, evidenzia il collegamento diretto tra richezza e diffusione dei giornali con Scandinavia e Giappone in testa alla classifica del rapporto tra numero di abitanti e copie vendute.

La mappa inoltre fa emergere come spesso l’importanza dei mezzi d’informazione sia sovrastimata rispetto alla loro portata effettiva.

Un eccesso di considerazione che emerge anche dalle parole di Paddy Coulter, Direttore di Oxford Global Media, che in un’intervista rilasciata ieri al quotidiano catalano «La Vanguardia», attacca con durezza blog e social media in generale assegnando solo ai giornali il ruolo di tutori della democrazia.

A prescindere da qualunque altra considerazione possibile, ritengo non sia attraverso la contrapposizione che si costruiscano solitamente processi virtuosi.

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Correlazioni & Correzioni

Marco Basile mi fa notare che i valori riportati nella tabella sono quelli della colonna “TOTALE VENDITA” di ADS ed ha assolutamente ragione.

I dati inseriti sono effettivamente quelli della sola vendita in edicola e non della totale pagata poichè avevo valutato di escludere le “altre vendite” che a mio avviso avrebbero sporcato il dato; immagino si tratti di vendite ad alberghi ed altro. In questo modo ho effettivamente escluso anche gli abbonamenti rendendo, da un lato, più corretto il confronto rispetto all’obiettivo dell’analisi: “verificare il mercato contendibile”, ma, dall’altro, inserendo nella legenda una descrizione errata.

Sicuramente per «Il Sole24Ore» gli abbonamenti pagati rappresentano una risorsa importante ed uno dei punti di forza del  quotidiano. Capisco quindi la giusta puntualizzazione anche sotto questo profilo.

Si pubblica dunque oggi la tabella rivista e corretta con il dettaglio degli abbonamenti ed il nuovo totale delle vendite dei quotidiani presi in considerazione nell’analisi proposta. Le “altre vendite” per i motivi precitati restano escluse dai conteggi, ed anche i dati Audipress sono stati eliminati per chiarezza e facilità di lettura.

Ad esclusione del quotidiano di Confindustria gli abbonamenti pagati rappresentano una quota talmente marginale del totale da non spostare la sostanza del commento precedentemente espresso.

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«Affari Italiani» pubblica la sintesi dell’andamento delle diffusioni dei quotidiani nazionali, tutti con segno negativo, ad eccezione del quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli che avanza dello 0,3% con 460,5 mila copie rispetto allo stesso mese del 2010 e, soprattutto, del «Il Sole 24 Ore» che avanza ad ottobre del 3,2% a quota 281,9 mila copie.

Mi scuso per l’errore e rigrazio Simone per avremi offerto l’opportunità di fare chiarezza.

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Sexism and the Media

The gender gap in Italy is one of the highest among developed nations as the latest data available confirms.

If Italy is lagging behind the rest of the world and threatens, once more, to miss opportunities, are the media to blame for the representation they often  give of women or are they only reporting the status quo of our culture?

The issue is of great social relevance for a Country in which sexism is part of the daily picture made of women represented as “velinas”, or worst as escort,  becoming so popular to drive  a great protest and a huge movement calling to have more respect.

Around this question will take place, next friday in Rome, a debate organized by Associazione Pulitzer in collaboration with Associazione LSDI [Libertà di Stampa Diritto all’Informazione] and the DigiLab of University La Sapienza of Rome under the advocacy of Federazione Nazionale della Stampa.

“Women and Media. The role of woman in the collective imaginary”  will see the partecipation, among others, of Giovanna Cosenza, professor of semiotics of new media at the University of Bologna, Antonella Beccaria, journalist and writer, Natascha Fioretti, head of the italian section of the European Jornalism Observatory and Loredana Lipperini, journalist and radio speaker.

Such an important issue and the partecipation of so many qualified speakers shouldn’t be unattended not only by women but by all those who care about the future of our Country. I’ll be there.

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Monitorare la Condivisione Sociale delle Notizie

E’ stato lanciato ieri «Rippla»: sito web che monitora e traccia quali sono le notizie che maggiormente vengono condivise dai lettori.

Realizzato da Sunny Hundal, giornalista e blogger al «Guardian», al momento si concentra sulle fonti d’informazione anglosassoni classificando la diffusione delle notizie in base a quanto vengono condivise nei diversi social network. Il sito, ancora in versione beta, mantiene traccia delle ultimo giorno con aggiornamenti orari. Si viene così, ad esempio, a scoprire quale impatto emotivo abbia avuto la “pubblicità shock” di Benetton che compare tra le “top stories” del giorno con oltre 7mila condivisioni della notizia.

Molto interessante anche il widget realizzato che consente di verificare interesse e condivisione di qualunque notizia incluse quelle diffuse dagli organi d’informazione del nostro Paese.

Per testarne il funzionamento ho scelto di verificare il livello di condivisione del testo integrale del discorso al Senato di Monti pubblicato dal «Post».  I risultati, sottoriportati nello screenshot, confermano l’affidabilità dello strumento che fornisce gli stessi numeri che appaiono al fondo dell’articolo in questione e che sono integrati da altri social network sui quali è stato [ri]proposto.

Strumento, tool, che i community managers del segmento editoriale possono iniziare ad utilizzare da subito.

[Via]

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