InterAzioni

L’articolo pubblicato in questi spazi, che evidenziava la distanza che esiste nella conversazione tra aziende e persone nei social media, con particolare riferimento all’area dei media, ha aperto un dibattito estremamente interessante  relativamente a quali metriche, quali criteri siano gli indicatori più corretti per determinare efficacia ed efficienza in quest’area della comunicazione d’impresa.  Le domande, gli spunti di riflessione proposti da Piero Taglia rappresentano un primo contributo al quale seguirà a breve un post a più mani, sollecitato da Stefano Mizzella, per continuare a parlarne, facendo convergere esperienze e punti di vista diversi, al quale hanno già dato la loro adesione, oltre al sottoscritto, diversi professionals che operano in  quest’area.

I risultati della ricerca, commissionata da eCircle, su modalità e livello di interazione via e-mail e social media può rappresentare, credo, un ulteriore elemento di riflessione, un  ulteriore spunto al confronto in  corso.

L’indagine, condotta in sei Paesi Europei, Italia inclusa, ha monitorato il “dialogo digitale”, la conversazione come viene definita, su  Facebook, Twitter ed email, raccogliendo opinioni e vissuto di 5mila persone relativamente alle loro abitudini ed impressioni relativamente alla relazione con le imprese attraverso i media digitali.

In tutti i Paesi coinvolti nello studio la quasi totalità dei rispondenticonsulta il proprio profilo almeno una volta alla settimana. Gli utenti italiani sono al primo posto per l’intensità di utilizzo [“almeno una volta al giorno”] e hanno in media molti più amici, contatti, per profilo rispetto agli utenti degli altri Paesi europei.

I sei mercati europei analizzati nello studio possono essere suddivisi in due gruppi: Germania, Francia e Paesi Bassi sono i Paesi dell’email [oltre un terzo degli utenti può essere raggiunto solo con email o newsletter] mentre Regno Unito, Italia e Spagna sono i Paesi “multi-canale” [la maggior parte degli utenti utilizza sia email che social media], indicazione non trascurabile per la definizione dellìartciolazione dei mezzi con i quali comunicare.

La raccomandazione finale è quella di focalizzare la propria attenzione più sulle motivazioni che sottostanno a determinati comportamenti di chi utilizza i social network. Un focus più sull’efficacia che sull’efficienza di utilizzo dei canali, dei mezzi a disposizione.

L’infografica sottostante, che rappresenta la sintesi dei risultati emergenti, evidenzia chiaramente come le attese siano di una relazione fondata su interazione, coinvolgimento e correttezza dell’informazione. Aspettative che, se incrociate con quanto rilevato dalle indagini più recenti, sembrano confermare il gap da colmare sulla percezione di ciò che appare rilevante alle imprese rispetto a quanto interessa alle persone. Ennesima conferma, a prescindere dal resto, dell’importanza fondamentale dell’ascolto.

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