Archivi del mese: settembre 2011

Buone Pratiche Quotidiane

«The Washington Post», dopo aver  pubblicato all’inizio di questo mese le linee guida di riferimento per la pubblicazione di articoli ed informazioni nell’edizione digitale del quotidiano, compie ora un altro passo significativo verso la convergenza e la conversazione con i lettori.

Dal 16 di settembre è on line «Ask the Post», area specificatamente dedicata alla conversazione, al dialogo con i propri lettori che potranno fare domande, conoscere meglio il quotidiano ed il suo staff, esprimere la propria opinione sulla prima pagina dell’edizione cartacea e votare le domande per le quali sono più interessati ad ottenere una risposta.

Oltre all’area specificatamente dedicata allo scopo all’interno del sito web del giornale statunitense, è stata prevista ed implementata la possibilità di utilizzare Twitter quale canale specifico per la formulazione di domande e richieste di approfondimento, utilizzando l’hashtag #askthepost , che diviene, finalmente, così un canale di comunicazione effettivo ed efficace con le persone.

Oltre un decennio fa veniva pubblicato il «Cluetrain Manifesto» nel quale gli autori spiegavano come fosse “Cominciata a livello mondiale una conversazione vigorosa. Attraverso Internet, le persone stanno scoprendo e inventando nuovi modi di condividere le conoscenze pertinenti con incredibile rapidità. Come diretta conseguenza, i mercati stanno diventando più intelligenti e più velocemente della maggior parte delle aziende”.

Dopo le proposte di «Economist» ed «Huffington Post» UK, l’iniziativa del «Washington Post» rappresenta finalmente la prima evidenza di progetto articolato ed integrato in tal senso da parte di un giornale tradizionale. Non si può che esserne lieti augurandosi che diventino buone pratiche quotidiane diffuse.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Purchè se ne Parli

«Non m’importa di come parlino di me, basta che ne parlino» scriveva agli inzi del ‘900 George Micheal Cohan coniando, forse inconsapevolmente, quello che è stato a lungo un’assioma nella pubblicità.

E’ passato circa un secolo da allora ma pare che in molti continuino a crederci.

E’ una teoria che infatti ho sentito personalmente recentemente con particolare riferimento al cosiddetto social commerce, uno per tutti Groupon, dove la tesi sostenuta è che, indipendentemente dalle vendite e dalla [scarsa] reddività delle stesse effettuate in questo modo, il vantaggio offerto da questa modalità consiste nel favorire il buzz, il passaparola online e dunque, in ultima analisi, ad aumentare la notorietà di marca. Si tratterebbe insomma di una pubblicità a basso costo.

John Byers e Georgia Zervas della Boston University insieme a Michael Mitzenmacher della Harvard University tra gennaio e luglio di quest’anno hanno esaminato 16mila offerte effettuate da Groupon ed il loro diffondersi attraverso i social network.

Pur confermando il potere di diffusione di questo veicolo la ricerca evidenzia un calo significativo, mediamente intorno al 20%, del rating della reputazione delle imprese, dei prodotti, coinvolti nelle offerte.

I ricercatori suggeriscono che probabilmente questo avviene poichè vengono raggiunte persone più critiche o a causa di una maggior difficoltà di relazione tra imprese e nuovi clienti. Personalmente non sottovaluterei i disservizi che si verificano spesso in seguito all’acquisto di queste offerte e l’impatto psicologico della variabile prezzo che, se da un lato scatena la caccia all’affare, dall’altro condiziona l’immagine percepita del valore della marca/prodotto come noto ormai da decenni.

Difficile in assenza di altri dati ed informazioni stabilire esattamente cause e concause del fenomeno, quel che pare certo è che il principio del purchè se ne parli sia datato di oltre cent’anni. E si vede.

4 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

Il Lato Social di Miss Italia

In questi giorni sono alle finali di Miss Italia a collaborare alla realizzazione di un prodotto editoriale “istant” che con le due edizioni giornaliere stampate, alle quali si aggiunge la versione online ed una web app per smartphones,  si propone come link tra notizie dal backstage degli addetti ai lavori e le persone comuni, come una sorta di giornale di bordo sul concorso di bellezza più celebre del nostro paese.

Tra i diversi eventi che sto seguendo in questi giorni, ieri alla presentazione delle due serate di diretta televisiva della manifestazione è stato fatto cenno alla svolta social della manifestazione.

Secondo quanto annunciato alla stampa durante la conferenza, Eleonora Pedron coadiuverà Fabrizio Frizzi riportando in trasmissione i commenti raccolti in rete dalle postazioni blog presidiate da Massimo Bernardini [conduttore di TV talk] e dal blogger Davide Maggio.  Aspetto ulteriormente stressato dalla patron della manifestazione, Patrizia Marigliani, che riferendosi alla realizzazione della pagina dell’evento su Facebook ha parlato di scelta coraggiosa dettata dal desiderio di capire i giovani e dalla necessità di comprenderne la loro relazione con Miss Italia.

Ho deciso di approfondire.

Le azioni di comunicazione sui social media appaiono scarsamente cordinate ed integrate probabilmente anche a causa della doppia anima della manifestazione con da un lato la macchina organizzativa della RAI e dall’altro quella degli organizzatori del concorso che risulta evidente non si sono coordinati tra loro su questo aspetto.

Esiste un altro blog “ufficiale” realizzato da Juanita De Paola segnalato nel sito web dell’evento, mentre i due precitati non lo sono,  ed un ulteriore spazio che racconterà in live blogging la cui relazione con organizzatori e RAI non è chiarissima anche se esistono dei riferimenti allo stesso nella bacheca della fan page su Facebook. Spazio all’interno del celebre social network che attualmente conta circa 12mila fans e nel quale è caricato un eccesso di materiali con una frequenza di aggiornamento decisamente eccessiva che però tralascia di citare il canale video su YouTube che infatti ottiene un numero di visualizzazioni decisamente scarso nonostante ci sia del buono al suo interno.

Insomma un guazzabuglio che disorienta e non coivolge gli internauti.

Non si tratta di non saper perdonare “errori di gioventù” legati all’iniesperienza di utilizzo del mezzo, ma di richiamarsi, banalmente, ai principi più basici della comunicazione che vedono da sempre, a prescindere dal ventaglio di mezzi utilizzati, la necessità di coerenza ed integrazione nell’utilizzo dei diversi strumenti uno dei fundamentals da non dimenticare.

3 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

Corse di Cavalli

Sono stati diffusi ieri i dati relativi al secondo periodo di rilevazione, aprile – luglio 2011, dell’indagine periodica svolta da Audipress relativamente alla lettura di quotidiani e pubblicazioni periodiche [settimanali e mensili] nel nostro paese.

L’indagine, oltre a confermare che l’Italia è una Repubblica basata sulla “Gazza”, rende disponibili finalmente anche i dati relativi ai visitatori al sito web della testata corrispondente.

Se per i quotidiani i valori sono significativamente diversi da quelli diffusi da Audiweb, suscitando inevitabilmente qualche perplessità sul valore effettivo delle rilevazioni, paradossale è la situazione di settimanali e mensili.

Due sono i fattori critici che emergono dai dati diffusi.

Emerge come i valori in gioco, il numero di visitatori sia davvero marginale con, ad esempio, Quattroruote o Focus tra i mensili e L’Espresso e Donna Moderna per i settimanali che hanno un rapporto almeno di 1 a 10 tra utenza sul web e lettori su carta.   Uno per tutti, Sorrisi e Canzoni TV che ha circa 4,3 milioni di lettori per la versione cartacea e 28mila visitatori alla propria edizione online.

Si evidenzia inoltre come moltissime testate anche di ampia diffusione, ancora una volta a titolo esemplificativo, quali Chi o Al Volante, non abbiano neppure un sito web.

La grande marcia al digitale pare più una corsa di cavalli zoppi per l’editoria nostrana.

5 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Utilizzo & Vissuto dei Social Media in Europa

Nielsen ha rilasciato pochi giorni fa l’aggiornamento su ruolo ed influenza dei social media.

Mentre «State of the Media: The Social Media Report» è focalizzato sulla realtà statunitense, allo stesso tempo vengono pubblicati i risultati di una ricerca centrata sulla realtà europea che dunque ci riguardano più da vicino.

«Social Media Around the World 2011» ha raccolto online le opinioni ed il vissuto di oltre 9mila persone in 35 diverse nazioni. In particolare sono 29 i Paesi europei analizzati ed il report dei risultati fornisce una spaccatura di dettaglio in 4 macroaree sulle opinioni espresse dalla popolazione europea.

Il rapporto conclusivo presenta un importante raccolta di dati e informazioni su adozione ed utilizzo dei social media, l’interazione delle persone con le imprese su social network ed il valore del personale interno nella costruzione dell’immagine di marca.

Il 73% degli internauti europei, per un totale di 347 milioni di persone, utilizza almeno un social network. Il più diffuso è Facebook che ha una penetrazione media del 62%, segue Twitter con il 16% e Linkedin con l’11%. Fortissima presenza ed utilizzo di Vkontakte in tutta l’Europa dell’est.

In termini di intenzioni dichiarate dalle persone emerge una concentrazione sui principali social network, Facebook in primis ancora una volta, che lascerebbe poco spazio a quelli minori. Linkedin & Twitter sono i due canali per i quali il campione analizzato dichiara una maggior propensione ad aderire nel futuro prossimo. Significativa la distanza tra conoscenza ed utilizzo attualmente per quanto riguarda Twitter, rispettivamente 80% e 16%. La maggior sovrapposizione tra i diversi social network è tra Facebook e Twitter che evidentemente assolvono a funzioni diverse tra loro.

La principale motivazione di connessione tra le persone risiede nella relazione peronale diretta, amicale o lavorativa, off line.

Circa il 50% delle persone che hanno un profilo su un social network segue account, profili di imprese. Mediamente il valore più elevato si registra nel Sud Europa [Italia compresa] con 17,3 brand seguiti. Media ed entertainment il settore aziendale più seguito in assoluto. Le motivazioni primarie risiedono nella conoscenza diretta, nell’utilizza, della marca/prodotto, e nella raccomandazione/invito diretto da parte di un proprio contatto.

All’ultimo posto il ruolo di advertsing in tal senso a conferma di come in questo contesto, e probabilmente in generale, assuma sempre maggior rilevanza la conversazione, la relazione. Politiche, strategie di inbound sono decisamente da preferirsi dunque a quelle di outbound. Le persone voglio entrare nella “stanza dei bottoni” delle aziende, essere coinvolte in termini di conversazione e co-creazione.

Le esperienze dirette off line sono il principale driver delle conversazioni on line. L’impatto maggiore è ottenuto dalla conversazione con i propri contatti.

Sottovalutato e sottoutilizzato il potenziale di “brand ambassador” da parte del personale interno aziendale che in circa 2 casi su 3 si dichiara orgoglioso dell’impresa per la quale lavora ma solo nel 19% dei casi ne parla sui social media. Una social media policy chiara e, invece dell’inibizione, un incoraggiamento all’utilizzo dei social media in azienda sarebbe assolutamente proficuo, anche sotto questo profilo.

Ora che le informazioni, grazie anche ai dati della ricerca, sono disponibili si tratta di compiere il sottile ma non trascurabile passaggio dal conoscere al fare le cose giuste.

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

E’ Pronto il Software che Scrive gli Articoli di Giornale

«Tra cinque anni un software vincerà il premio Pulitzer», ha detto Kristian Hammond, uno dei cofondatori di Narrative Science, al giornalista Steve Lohr, che l’intervistava per il «New York Times» di fine settimana.

Narrative Science è una start-up di Evanston [Illinois], vicino Chicago, nata agli inizi del 2010 con un progetto della Northwestern University School of Engineering and Journalism, che dà prove continue dei progressi dell’intelligenza artificiale, mostrando la capacità del computer d’imitare la logica umana.

L’azienda sta realizzando un software capace di scrivere articoli a partire dai dati e il quotidiano americano ne riferisce con un titolo provocatorio: «Nel caso vogliate saperlo, un vero umano ha scritto questo pezzo», ricordando che questa capacità è il frutto di un decennio di ricerche, condotte da Hammond e Birnbaum, i due condirettori dell’ Intelligent information laboratory dell’Università.

Da molti anni, dice l’articolo, le aziende hi-tech si provavano a scrivere articoli, per lo più di sport, sulla base di algoritmi d’utilizzo dei dati, ma i due esperti hanno messo a punto un nuovo programma, in grado di affrontare argomenti anche di finanza, di business, di vendite e di trasformare dati di qualunque tipo in storie, operando insieme ad esperti di linguistica computazionale, di semiotica e di comunicazione.

I due progettisti del software sottolineano il fatto che la loro tecnologia è in grado di dare uno sviluppo narrativo a qualsiasi informazione quantitativa, collegando dati e fatti grezzi, secondo una logica espressiva, che tiene conto dell’obiettivo di divulgazione stabilito e modula l’articolo.

Il programma informatico funziona puntualmente e Narrative Science ha già più di 20 clienti, per lo più, grandi catene di giornali e una rete di televisioni.

Redige le notizie in un tempo, che va dai 60 secondi ai tre quarti d’ora, come mostrano i resoconti delle gare di football americano di questo mese.

Il costo è altamente competitivo con quello abitualmente richiesto dagli editori per risultati simili. Non supera i 10 dollari, dà garanzia d’impiego di un repertorio linguistico accattivante e non standardizzato.

Affianco agli editori lo stanno impiegando attualmente anche aziende di costruzioni, che vogliono far conoscere le caratteristiche dei propri appartamenti al mercato abitativo e risulta utile per resoconti tecnici sul funzionamento di media digitali e prodotti elettronici.

«E’ nato il robot giornalista?», ha chiesto Steve Lohr a John Lavine, direttore della Medill School of Journalism della Northwestern. «Molto di più, è stata la risposta, è un tipo di tecnologia che può cancellare il giornalismo».

Una valutazione apocalittica, che i giornalisti veri potranno smentire con i fatti, se lo vorranno.

[Via]

3 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi

Creazione Vs Cura dei Contenuti: Una Lezione per i Quotidiani?

Argyle, società che fornisce un pannello di controllo, una dashboard per la gestione e l’analisi dei contenuti sui social media, tra novembre 2010 e luglio 2011 ha analizzato oltre 150mila tweet  e aggiornamenti di status su Twitter, Facebook e Linkedin di un campione di aziende differenziato per tipologia e settore di appartenenza.

Sono state monitorate le modalità di diffusione dei contenuti analizzando la propensione da parte delle imprese a condividere esclusivamente contenuti propri o meno.

L’analisi dei risultati ha consentito di segmentare in tre categorie le aziende:

  • Curators = Aziende che condividono per il 75%, o più, contenuti non propri
  • Balanced = Aziende che condividono tra il 50 il 75% contenuti non propri
  • Self-Promoters = Aziende che condividono per il 50%, o oltre, contenuti propri

Per ciascuna categoria sono stati identificati i click per post ed il tasso di conversione medio. Il miglior risultato è ottenuto dalle imprese che adottano una modalità “balanced”.

Le evidenze raccolte suggeriscono di adottare una politica di condivisione che non superi il 40% di contenuti propri. Un dato medio che, come giustamente ricorda Tristan Handy, Director of Operations di Argyle Social, deve essere adattato e personalizzato in base alle singole esperienze ed evidenze raccolte.

Sono principi che, ad oggi, non appartengono complessivamente alle imprese del comparto editoriale, ed in particolare ai quotidiani, che adottano una modalità unidirezionale di diffusione esclusivamente di contenuti propri tesa a generare traffico al proprio sito. Politica che è caratteristica diffusa ad ogni livello, dai superblog ai quotidiani internazionali passando per i quotidiani nazionali “di qualità”.

Si tratta di criteri di diffusione che perseguono le medesime modalità mainstream che non appartengono al mondo dei social media, e sempre più neppure al mondo, alle persone, nel complesso.

La varietà di informazione disponibile, sino all’eccesso, prescinde dalla logica di portare traffico al proprio sito in quanto tale. E’ la rilevanza che si assume, sia in termini di valore del contenuto che per modalità di relazione, che  guida sempre più la scelta delle persone come i risultati menzionati confermano.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Social Media & Gamification per la Promozione di Eventi

TweetCamp, evento dedicato a esperti e neofiti di Twitter che si terrà a Londra l’8 ottobre, ha scelto la strada della gamification per promuovere il passaparola online relativamente all’appuntamento organizzato.

Gli organizzatori, in collaborazione con una società specializzata, hanno realizzato un campeggio online dove i campeggiatori competono tra di loro per stabilirvisi  ed a “colpi di tweet” migliorare la loro sistemazione al suo interno, diventarne il guardiano [l’equivalente del mayor su foursquare] e vincere premi di diversa entità.

Grazie ad  uno strumento di visualizzazione interattiva dei dati, dei tweet, viene creata la mappa del campeggio con le diverse tende, le cui dimensioni corrispondo al numero di tweet effettuati, ed il ranking, la classifica di chi ha più twittato  utilizzando l’hashtag ufficiale.

Completa la scenografia della location virtuale il cambiamento di luce e di suoni a seconda dell’ora del giorno in cui la si visualizza.

Ottima realizzazione che concretizza come declinare la gamification per promuovere un evento attraverso i social media.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

e-Intensity Index

OpenDataBLOG ha pubblicato qualche giorno fa l’infografica di sintesi dei risultati dell’ e-intensity index, indice che misura la propensione all’essere digitale di uno stato realizzato da Boston Consulting Group, che aveva prodotto ad aprile di quest’anno un report, commisionatogli da Google, con una parte specificatamente dedicata all’Italia.

L’ indice che misura l’importanza di internet nell’economia dei diversi Paesi classifica l’Italia tra i Paesi “pigri”, ovvero tra le nazioni con una scarsa propensione all’innovazione digitale.

Una amara conferma di come le priorità siano state incentrate sin ora [pour cause?] su altri aspetti quali, ad esempio, il DTT.

Per sensibilizzare Governo ed opinione pubblica sul tema, si terrà la prossima settimana una maratona digitale dedicata all’innovazione che vedrà la collaborazione online di migliaia di utenti [si stima almeno 20mila] per far emergere, confrontarsi e discutere il valore dell’innovazione in Italia.

Iniziativa per la quale sono stato “arruolato” nel forum dedicato a come i nuovi strumenti del digitale possono abbattere il digital divide dell’informazione a cui non posso che caldamente invitarvi a partecipare. Pare ve ne sia davvero un gran bisogno.

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Il Gioco come Mezzo di Apprendimento, Comunicazione e Narrazione

I giochi sono un contenitore, un media per sollecitare e coinvolgere le persone su istanze, messaggi.

Questa in buona sostanza la tesi che sosterrò oggi al RomagnaCamp 2011.

Se siete tra coloro che hanno deciso di venire sarà un piacere approfondire e confrontarsi di persona sul tema. In caso contrario potete comunque guardare lo slideshow della mia presentazione tenendo presente, come sempre, che sono una traccia, un punto di appoggio per parlare di questo tema a me tanto caro.

“Facciamo che Io Ero” il titolo dato al [mini]intervento proprio per sottolineare come, appunto, il gioco sia da sempre un mezzo di narrazione, di impersonificazione, e dunque di apprendimento,  di relazione e comunicazione.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Personal