Archivi del giorno: settembre 21, 2011

Portare le Notizie alle Persone

«The Wall Street Journal», noto quotidiano economico – finanziario statunitense, da ieri distribuisce i propri contenuti su Facebook.

Se sino ad ora, anche, i giornali hanno utilizzato Facebook come piattaforma di diffusione, di promozione dei contenuti per portare visite al proprio sito web, adesso si cambia.

«WSJ Social» è un’applicazione che rende disponibili, personalizzandoli in base ai propri interessi ed alle proprie preferenze, i contenuti direttamente all’interno del celebre social network invece che sul proprio sito, peraltro “protetto” da paywall.

L’iniziativa non rientra nell’ambito del progetto di Facebook di diffusione dei contenuti editoriali al proprio interno ma nasce indipendentemente dallo stesso. I ricavi per il quotidiano sono generati dagli sponsor, per questo mese di avvio Dell e Intel, e dalla pubblicità all’interno dell’applicazione stessa, mentre Facebook tiene per se i guadagni della pubblicità esterna.

La decisione ha generato un grande clamore e sono numerosissimi i commenti. Si segnalano, in particolare, quelli di  MediaPost, GigaOM, ReadWriteWeb, paidContent, Forbes, Pulse2, The Atlantic Online, Adweek, Business Insider, Marketing Pilgrim, Media Matters for America, VentureBeat, MarketingVox News & Trends, Guardian, Chris Saad, The New York Observer, FishbowlNY, All Facebook, NYConvergence.com, MediaPost, paidContent, Poynter, BtoB Magazine, Editors Weblog, ed eMedia Vitals.

Facebook, con il suo impressionante numero di iscritti ed altissimi livelli di penetrazione ormai pressochè in tutto il mondo,  diviene così definitivamente una sorta di “internet all’interno di internet”.

Se è certamente interessante l’idea di portare i contenuti, le notizie alle persone invece di costringerle al percorso inverso, come ha dichiarato Alisa Bowen, General Manager di The WSJ Digital Network,  personalmente resto estremamente scettico poichè continuo a ritenere che Facebook non sia luogo per il giornalismo.

Da non trascurare, infine, neppure l’aspetto relativo alla cessione di dati personali, come mostra l’immagine, per ottenere accesso all’applicazione del WSJ, criteri che rendono la gratuità  più onerosa, a mio modo di vedere, di un abbonamento a pagamento o della possibilità, in alternativa, di aggirare tranquillamente il paywall del quotidiano con un semplice copia-incolla del titolo dell’articolo che interessa all’interno di un motore di ricerca.

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