Purchè se ne Parli

«Non m’importa di come parlino di me, basta che ne parlino» scriveva agli inzi del ‘900 George Micheal Cohan coniando, forse inconsapevolmente, quello che è stato a lungo un’assioma nella pubblicità.

E’ passato circa un secolo da allora ma pare che in molti continuino a crederci.

E’ una teoria che infatti ho sentito personalmente recentemente con particolare riferimento al cosiddetto social commerce, uno per tutti Groupon, dove la tesi sostenuta è che, indipendentemente dalle vendite e dalla [scarsa] reddività delle stesse effettuate in questo modo, il vantaggio offerto da questa modalità consiste nel favorire il buzz, il passaparola online e dunque, in ultima analisi, ad aumentare la notorietà di marca. Si tratterebbe insomma di una pubblicità a basso costo.

John Byers e Georgia Zervas della Boston University insieme a Michael Mitzenmacher della Harvard University tra gennaio e luglio di quest’anno hanno esaminato 16mila offerte effettuate da Groupon ed il loro diffondersi attraverso i social network.

Pur confermando il potere di diffusione di questo veicolo la ricerca evidenzia un calo significativo, mediamente intorno al 20%, del rating della reputazione delle imprese, dei prodotti, coinvolti nelle offerte.

I ricercatori suggeriscono che probabilmente questo avviene poichè vengono raggiunte persone più critiche o a causa di una maggior difficoltà di relazione tra imprese e nuovi clienti. Personalmente non sottovaluterei i disservizi che si verificano spesso in seguito all’acquisto di queste offerte e l’impatto psicologico della variabile prezzo che, se da un lato scatena la caccia all’affare, dall’altro condiziona l’immagine percepita del valore della marca/prodotto come noto ormai da decenni.

Difficile in assenza di altri dati ed informazioni stabilire esattamente cause e concause del fenomeno, quel che pare certo è che il principio del purchè se ne parli sia datato di oltre cent’anni. E si vede.

4 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

4 risposte a “Purchè se ne Parli

  1. condivido. riquoterò sul mio blog. nella vita, come nella comunicazione e nel marketing tutti sembrano aver dimenticato l’importanza della reputazione. Nei manuali a questo tema vengono dedicate max. due note e invece dovrebbe tornare a essere al centro delle strategie di posizionamento di ogni prodotto. Oggi è piu fashon parlare dell’IMMAGINE. Questo commento ha tutta l’aria di essere demodé ma forse sono io ad esserlo.

  2. Pingback: Che fine ha fatto la reputazione? « Isalab

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  4. Pingback: Idee 51: glossario tascabile del consenso e del successo | Nuovo e Utile

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