Edicola Digitale

Tra le novità presentate ieri da Steve Jobs, con l’annuncio della nuova versione del sistema operativo per iPhone, iPad e iPod touch, ampio risalto è stato dato all’edicola digitale.

Secondo quanto riportato nel comunicato stampa diffuso da Apple,  l’iOS 5 ha una sezione raffigurata a modi scaffalatura dove sono raccolti tutti i quotidiani e le riviste alle quali è possibile abbonarsi. Una volta scaricata la pubblicazione prescelta dovrebbe essere possibile leggerla anche se non collegati ad internet.

Resta ancora aperto il problema del controllo della relazione con l’utenza, con i lettori, che  resta centrale con particolare riferimento per quelle testate che ricavano una parte rilevante dei loro introiti dagli investimenti pubblicitari come testimonia il parziale ripensamento da parte di Time Inc rispetto alle prime dichiarazioni d’intenti e le negoziazioni ancora in corso con il Financial Times.

Che la carta sia solo uno dei diversi supporti, format, a disposizione per le imprese del comparto editoriale è già realtà attuale,  resta da stabilire a quali condizioni ciò avvenga.

2 commenti

Archiviato in Distribuzione Editoria, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

2 risposte a “Edicola Digitale

  1. massimo ciarulli

    poiché la carta è uno solo dei supporti a disposizione del comparto editoriale, resta logico stabilire che obblighi e doveri che le rivendite di giornali sono costrette a rispettare per legge, vengano a decadere. Il rispetto della parità di trattamento aveva una sua logica soltanto in presenza di una sola piattaforma distributiva, quella cartacea. Ora che le piattaforme distributive sono aumentate, queste logiche sono da rivedere. Una categoria (quella dei giornalai) prossima al collasso, dalla quale dovranno uscire 40000 addetti, pari a 20000 rivendite da chiudere, secondo quanto emerge dall’ultimo congresso Sinagi, deve almeno poter avere strumenti adatti per difendersi. Uno di quelli è la libertà di poter scegliere quali pubblicazioni o prodotti editoriali o pseudo tali vendere. Almeno da poter ridurre la grave e pesante esposizione finanziaria passiva delle edicole verso i distributori.

  2. Pingback: L'editoria ha bisogno di Apple? Non sempre | Telcoeye di Massimo Cavazzini

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