Archivi del mese: maggio 2011

Una Prima Pagina Gioconda

Nell’edizione di “Porta a Porta” di ieri, l’attuale Presidente del Consiglio, tra le diverse dichiarazioni rese si paragona a Leonardo da Vinci.

L’Unità di stamane decide di concentrare la propria attenzione su questa ed altre affermazioni fatte nel salotto notturno di Vespa realizzando, per così dire, una prima pagina gioconda.

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Esplorare Notizie e Autori

IBM Visual Communication Lab ha realizzato quello che dovrebbe essere il primo di una serie di progetti dedicati alla visualizzazione di informazioni.

NYTWrites – Exploring The New York Times Authorship, realizzato da Irene Ross, permette di ricercare per ogni tema il numero di articoli pubblicati dal New York Times al riguardo e gli autori, i giornalisti, che li hanno realizzati.

L’ampiezza di ciascun cerchio determina al numerosità di articoli dedicati ad uno specifico argomento all’interno della ricerca effettuata su un tema generale, in questo caso “media”. Sul lato destro vengono visualizzati i nomi degli autori ed il numero di articoli realizzati da ciascuno di essi.

Cliccando su ogni circolo vengono visualizzati gli argomenti specificatamente trattati.

Selezionando un autore vengono, altrettanto, visualizzati graficamente i temi specifici sui quali quel determinato giornalista ha realizzato degli articoli. Nell’esempio David Carr.

Dagli spazi del Visual Communication Lab Blog, l’autrice ne spiega il funzionamento in dettaglio.

[Via]

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Presente & Futuro della Vita Digitale

Il video, realizzato in occasione del recente MRC European e-Commerce Payment & Risk Conference di Barcellona, brilla per chiarezza e pulizia grafica.

In circa 7 minuti sintetizza i 15 fattori chiave della vita digitale nel 2010 e le prospettive a cinque anni dell’evoluzione di internet.

Ottimamente realizzato offre una panoramica tanto essenziale quanto adeguata sullo scenario di riferimento, rappresentando anche un ottimo esempio di come realizzare un video per comunicare con chiarezza senza perdere in impatto ed emozionalità.

Consente infine, volendo, di risparmiare la partecipazione ad alcuni dei prossimi convegni sul tema.


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L’iPad Non Fa Notizia

Dall’apertura dell’app store ad oggi sono state realizzate oltre 500mila applicazioni per i device della Apple.

Gigaom pubblica l’infografica che sintetizza gli sviluppi dal luglio 2008 ad oggi.

I giochi sono la categoria più diffusa anche per quanto riguarda le applicazioni a pagamento.

Buona la posizione dei libri mentre le notizie pesano solo il 2% del totale.

Secondo i dati diffusi da Nielsen non vi è esatta corrispondenza tra numero di applicazioni realizzate ed utilizzo delle persone del tablet. Certamente le applicazioni per la lettura di notizie sono il fanalino di coda per entrambe le fonti.

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Utilizzare il Papillon nella Comunicazione

Come probabilmente molti sanno il termine advertising, comunemente adottato anche in Italia in sostituzione di comunicazione pubblicitaria, deriva dal latino advertere: volgere verso.

In tal senso la pubblicità tradizionalmente mira a volgere la mente del compratore o del consumatore verso l’acquisto attraverso quattro passaggi fondamentali:

  • Conoscenza della marca/prodotto
  • Atteggiamento verso la marca
  • Intenzione d’acquisto
  • Facilitazione d’acquisto

Un processo concepito e rappresentato in maniera lineare che propone un modello parziale ed inadeguato rispetto alla realtà attuale, la cui complessità viene ben illustrata nella revisione effettuata da Forrester.

Jaffe Juice, intervistato recentemente nel corso di  The Association of National Advertisers Brand Conference tenutasi a New York in aprile, ha ripreso ed illustrato i concetti espressi nel suo libro che l’immagine sottostante esemplifica in sintesi.

Il processo tradizionale è solo parte iniziale del percorso che si sviluppa attraverso il trattenimento, la fidelizzazione, che a sua volta, grazie alla conversazione favorita dai social media,  porta all’attivazione di nuovi contatti con persone nuove.

Il modello a papillon del nuovo funnel enfatizza la trasformazione del marketing da ospite non invitato in uno benvenuto e di grande valore.

E’ un percorso che deve essere sviluppato, anche, in ambito editoriale dove si rischia la frattura tra la realizzazione di nuove forme e formati di portare l’informazione alle persone e l’arretratezza dei comparti marketing aziendali delle imprese editoriali del nostro paese per i quali questa disciplina continua a combaciare esclusivamente con operazioni di cut price, abbinamento prodotti [banded] e “collaterali” di ogni genere e sorta.

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Prove Generali di Convergenza Editoriale

Un numero crescente di pubblicazioni propone pacchetti di abbonamento che contengono offerte di sottoscrizione sia al formato cartaceo che a quello digitale.

Le politiche di pricing sono le più diverse, con casi nei quali il formato cartaceo è offerto compreso nell’abbonamento all’edizione digitale, o con un sovrapprezzo irrisorio, e casi diametralmente opposti in cui il digitale, l’edizione online, viene proposta come edizione accessoria rispetto a quella cartacea.

Non vi è dubbio, al di là dei distinguo, che si stia assistendo a prove generali di convergenza editoriale.

Se certamente il «marketing di successo» enfatizza l’audience rispetto al canale, è opportuno identificarne con sufficiente profondità i diversi segmenti poichè le risposte non sempre sono quelle scontate dei luoghi comuni.

Molto probabilmente bassa penetrazione dei device ed una elevatissima concentrazione di nuovi lettori rappresentano in prospettiva a medio-lungo termine una importante opportunità che impone una giusta sperimentazione.

Sperimentazioni che attualmente restano sulla carta, in ogni senso.

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[In]Seguiti dai Social Network per Piacere

Risuona ancora l’eco dell’allarmismo, ormai sopito, delle persone che, con accenti diversi, si sono preoccupate chi di essere spiate dall’azienda di Steve Jobs chi dal Governo arrivando ad evocare i fantasmi del grande fratello di Orwell.

Il Wall Street Journal segnala ora che gli strumenti di condivisione di Facebook e di Twitter permettono di tracciare le nostre abitudini di navigazione i cui dati verrebbero custoditi ed utilizzati a fini pubblicitari consentendo una profilazione delle persone che è in grado di determinare perfino il nome del soggetto.

Foursquare, la più celebre delle applicazioni di geolocalizzazione, nel 2010 ha registrato una crescita dell’utenza del 3400% ed attualmente più di sei milioni di persone nel mondo la utilizzano quotidianamente segnalando oltre alla loro collocazione geografica esatta preferenze ed abitudini.

Circa un anno fa 7500 persone hanno venduto la propria anima ad una catena di negozi di videogames che aveva inserito nei contratti in Rete una clausola d’acquisto legalmente valida, in cui ha posto la cessione dell’anima del compratore come condizione della corrispondenza tra domanda e offerta di vendita. . La clausola è nata come una beffa, ma è servita al venditore per evidenziare che la grandissima maggioranza dei clienti non legge i contratti di acquisto e le aziende possono permettersi d’inserire i termini e le condizioni di vendita che vogliono.

Utenti che temono per la propria privacy ma sono pronti a vendere la propria anima per gioco dimostrano la differenza tra diffusione del mezzo e conoscenza ed utilizzo consapevole dello stesso.

 

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