Archivi del mese: aprile 2011

Il Crescente Interesse per le Notizie

Secondo una recente ricerca effettuata da Outbrain la quota più rilevante delle visite ai siti web degli editori arriva dai motori di ricerca ed in particolare, ancora una volta, da Google.

Stimolato dai dati emergenti sono andato a verificare quale fosse l’interesse per le notizie in Italia.

Secondo i risultati forniti da Google Insights for Search vi è un crescente interesse per l’informazione ed il mese di marzo di quest’anno registra il maggior livello di attenzione dal 2004 ad oggi, come evidenzia il grafico sottoriportato.

In particolare il termine “ultime notizie” è il più ricercato, evidenziando l’attenzione, l’interesse verso l’attualità da parte degli internauti. Purtroppo le principali fonti informative del nostro paese eludono questa attesa da parte dell’utenza.

- Web Search Interest: Notizie Italy, 2004 - present -

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La Guantanamo dell’Informazione Italiana

L’informazione in tutto il mondo diffonde e commenta i files diffusi relativamente a Guantanamo.

Molti quotidiani, anche Europei, sono riusciti ad uscire con la prima pagina che riporta in grande evidenza la notizia ed il Guardian ha immediatamente realizzato una sezione di aggiornamento continuo sulla vicenda.

In Italia, eccezion fatta per Il Post, regna il silenzio più assoluto dopo più di 10 ore [sono le 10.18 in qs momento].

E’ il segnale lampante dell’arretratezza dell’informazione nel nostro paese. La Guantanamo dell’informazione in Italia.

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Guantanamo Leaks

Ironia della sorte, o beffardo segno del destino, proprio nel giorno della ricorrenza della liberazione nel nostro paese WikiLeaks pubblica 779 files, redatti tra il 2002 ed il 2009, classificati come segreti relativamente a quella che è una delle pagine più buie delle democrazie occidentali: la prigione di Guantanamo.

Al momento, tra i media partners dell’organizzazione guidata da Julian Assange solamente The Washington Post, The McClatchy Company, El Pais. Le MondeThe Telegraph hanno pubblicato estratti e sintesi della documentazione che era stata ricevuta da circa un mese e sulla quale Wikileaks ha tolto l’embargo, il veto di pubblicazione, stanotte dopo aver saputo che altri mezzi di comunicazione erano in possesso della documentazione e stavano per pubblicarla.

Si è così, infatti, venuta a creare una sorta di “leak dei leaks” che ha consentito al New York Times di pubblicare i files, ottenuti da altra fonte, cedendoli a sua volta alla NPR ed al Guardian.

Al di là della copertura mediatica e delle vicende connesse, che sarà certamente interessante approfondire appena possibile, i files, ordinati per numero dei prigionieri [Internment Serial Number], nome o nazionalità, confermano, documentandolo, le malversazioni, l’arbitrarietà, spesso esercitata erroneamente, e gli orrori e gli errori del centro di reclusione nel quale permangono ancora 181 detenuti, costato, sin ora, oltre 500 milioni di dollari al Governo degli USA.

Il NYT, al riguardo, ha pubblicato una timeline interattiva che sintetizza tutti gli avvenimenti all’interno del centro di detenzione ed evidenzia i casi dettagliati degli errori più evidenti dei detenuti che venivano classificati secondo il supposto livello di riscio che presupponevano per la sicurezza degli USA e con le indicazioni di che fare con lui.

Il Governo degli Stati Uniti condanna aspramente la diffusione della documentazione ed al tempo stesso continua a bloccare l’accesso, il contatto, con Bradley Manning, il soldato al centro della vicenda. Ulteriori tentativi di mutilazione della democrazia e della giustizia speriamo destinati a naufragare miseramente.

Come recita il pay off di WikiLeaks, il coraggio è contagioso.

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Pensiero Positivo

Ci si concede una sosta, una pausa rispetto ai temi normalmente trattati in questi spazi, con l’invito ad un pensiero positivo.

Consideratelo, se vi pare, il mio modo di augurare a tutti coloro che approdano in questa zona temporaneamente autonoma una buona Pasqua.

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Indice della [In]Felicità

Il Prodotto Interno Lordo non è sufficiente per descrivere il benessere di un Paese, né la sua economia reale.

La conferma, dopo le dichiarazioni di inzio anno al riguardo, arriva dal Presidente dell’Istat che in una recente intervista ne ricorda in sintesi le principali motivazioni.

Pur non esistendo ancora criteri di misurazione univoci, quali il PIL, su come e cosa misurare, una delle proposte più quotate è quella realizzata da Jean-Paul Fitoussi ed altri che hanno elaborato un indice multidimensionale Bcfn per misurare il livello di benessere delle persone nelle sue molteplici dimensioni [variabili di natura diversa come il reddito, la salute, l’istruzione, la consistenza delle reti sociali, la qualità della democrazia, etc.] basato su 41 Key Performance Indicator per la misurazione delle performance nazionali declinati lungo le seguenti 7 diverse dimensioni:

  • Benessere psico-fisico, inteso come “salute”
  • Benessere comportamentale, inteso come “alimentazione e stili di vita”
  • Benessere materiale, inteso come “reddito, investimenti, patrimoni”
  •  Benessere ambientale, inteso come “sostenibilità ambientale e qualità dell’ambiente”
  •  Benessere educativo, inteso come “istruzione e scuola”
  • Benessere sociale, inteso come “welfare, famiglia, società, istituzioni”
  • Benessere politico, inteso come “democrazia e libertà individuale”

Pur non arrivando a questo livello di dettaglio, Gallupp, grazie ad una metodologia di ricerca ampiamente sperimentata e condivisa, ha pubblicato all’inizio di questa settimana i risultati di uno studio sul livello di felicità in 124 nazioni nel mondo, Italia compresa.

La media mondiale si assesta al 21%, confermando i risultati del 2009. Ai due estremi la Danimarca al 72% ed il Ciad all’1%.

L’Italia, con il 37% si colloca nella parte bassa della classifica dei paesi con una popolazione felice, come conferma anche il 56% di persone che nel nostro paese si considerano in una condizione di “struggling” [Struggling — wellbeing that is moderate or inconsistent. These respondents have moderate views of their present life situation OR moderate OR negative views of their future. They are either struggling in the present, or expect to struggle in the future. They report more daily stress and worry about money than the “thriving” respondents, and more than double the amount of sick days. They are more likely to smoke, and are less likely to eat healthy.]

L’ennesima conferma di come, nonostante le barzellette, ci sia ben poco da ridere nella situazione attuale.

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Faites Votre Jeu

The Blizzard è una nuova pubblicazione quadrimestrale dedicata al mondo dello sport ed in particolare al calcio.

Molteplici e tutte interessanti le caratteristiche di questo nuovo prodotto, a metà tra il libro e la rivista, vicino alla seconda uscita.

Creata da una cooperativa di giornalisti ed autori, Blizzard si propone come piattaforma, come spazio per scrivere quello che a loro piace ed interessa senza alcun vincolo, rendendo regola l’eclettismo.  Nessuna regola, nessuna “agenda”, nessuna restrizione sulla lunghezza degli articoli e, soprattutto, nessuna linea editoriale predefinita, sono le “non regole” dei fondatori.

La priorità è il prodotto e non il profitto, l’obiettivo dichiarato è quello di non inseguire readership ed investimenti pubblicitari ma di restare fedeli al proprio ethos producendo alternativa rispetto all’esistente.

L’approccio innovativo si riflette anche nel modello di business con una ripartizione equa degli utili a tutti coloro che forniscono un loro contributo incentivante rispetto al reinvestimento sul prodotto.

Non esiste un prezzo predefinito e, fatto salvo una quota minima di copertura delle spese di spedizione, è il lettore, ad offerta libera, a determinare il prezzo che vuole pagare, sul modello proposto dai Radiohead tempo fa e recentemente abbandonato.

Secondo quanto riportato, l’iniziativa sta ottenendo un discreto successo e la prima uscita, il numero zero della pubblicazione, è stata scaricata da lettori di ben 149 nazioni diverse.

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Produzione di Notizie

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