Indice della [In]Felicità

Il Prodotto Interno Lordo non è sufficiente per descrivere il benessere di un Paese, né la sua economia reale.

La conferma, dopo le dichiarazioni di inzio anno al riguardo, arriva dal Presidente dell’Istat che in una recente intervista ne ricorda in sintesi le principali motivazioni.

Pur non esistendo ancora criteri di misurazione univoci, quali il PIL, su come e cosa misurare, una delle proposte più quotate è quella realizzata da Jean-Paul Fitoussi ed altri che hanno elaborato un indice multidimensionale Bcfn per misurare il livello di benessere delle persone nelle sue molteplici dimensioni [variabili di natura diversa come il reddito, la salute, l’istruzione, la consistenza delle reti sociali, la qualità della democrazia, etc.] basato su 41 Key Performance Indicator per la misurazione delle performance nazionali declinati lungo le seguenti 7 diverse dimensioni:

  • Benessere psico-fisico, inteso come “salute”
  • Benessere comportamentale, inteso come “alimentazione e stili di vita”
  • Benessere materiale, inteso come “reddito, investimenti, patrimoni”
  •  Benessere ambientale, inteso come “sostenibilità ambientale e qualità dell’ambiente”
  •  Benessere educativo, inteso come “istruzione e scuola”
  • Benessere sociale, inteso come “welfare, famiglia, società, istituzioni”
  • Benessere politico, inteso come “democrazia e libertà individuale”

Pur non arrivando a questo livello di dettaglio, Gallupp, grazie ad una metodologia di ricerca ampiamente sperimentata e condivisa, ha pubblicato all’inizio di questa settimana i risultati di uno studio sul livello di felicità in 124 nazioni nel mondo, Italia compresa.

La media mondiale si assesta al 21%, confermando i risultati del 2009. Ai due estremi la Danimarca al 72% ed il Ciad all’1%.

L’Italia, con il 37% si colloca nella parte bassa della classifica dei paesi con una popolazione felice, come conferma anche il 56% di persone che nel nostro paese si considerano in una condizione di “struggling” [Struggling — wellbeing that is moderate or inconsistent. These respondents have moderate views of their present life situation OR moderate OR negative views of their future. They are either struggling in the present, or expect to struggle in the future. They report more daily stress and worry about money than the “thriving” respondents, and more than double the amount of sick days. They are more likely to smoke, and are less likely to eat healthy.]

L’ennesima conferma di come, nonostante le barzellette, ci sia ben poco da ridere nella situazione attuale.

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