Archivi del giorno: aprile 17, 2011

Assuefatti ai Media

L’Università del Maryland, in collaborazione con Salzburg Academy on Media & Global Change, nell’ultimo quadrimestre del 2010 ha condotto il progetto “The World Unplugged”.

La ricerca ha coinvolto circa mille studenti universitari di 10 nazioni differenti, dagli Stati Uniti alla Cina passando per Uganda e Gran Bretagna, ai quali è stato chiesto di trascorrere un giorno intero senza utilizzare alcun media dalla televisione al telefonino. Trascorse 24 ore è stato chiesto loro di riportare sensazioni, successi e fallimenti, raccogliendo circa 500mila parole, l’equivalente di “Guerra & Pace” di Tolstoy.

I risultati dello studio hanno evidenziato una dipendenza dei giovani quasi patologica dai media la cui carenza arriva a generare ansia e persino depressione come evidenzia la griglia di sintesi sottoriportata.

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Nella maggioranza dei casi i giovani hanno ammesso di non essere riusciti a restare per tutto il tempo senza utilizzare nessun device elettronico. I telefonini in particolare sono divenuti estensione insostituibile della vita dei ragazzi essendo la tecnologia digitale non solo un abitudine ma l’essenza stessa della costruzione e gestione delle amicizie e della vita sociale.

Di grande interesse l’area della ricerca specificatamente dedicata al concetto di notizia che travalica il senso tradizionalmente attribuito in termini di informazione giornalistica proiettando una visione più allargata che include tutto quello che è appena successo con particolare riferimento alla sfera sociale di appartenenza ed ai social media che ne sono veicolo.

Non si assiste più alla ricerca di informazioni ma sono le informazioni a ricercare noi, evidenziando un’ inversione del processo che marginalizza i siti di informazione tradizionali quali quelli dei quotidiani online.  Il riferimento, lo standard, diviene quello dei 140 caratteri di Twitter che tradotto in chiave giornalistica è assimilabile alla lettura dei titoli di un quotidiano.

I giovani sono assuefatti  ai media, si tratta ora di trovare le giuste modalità per coinvolgerli relativamente all’informazione così come noi anzyani[*] la intendiamo.

[*] NON è un refuso.

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