L’Era della Rilevanza

L’abbondanza, l’eccesso di informazione ed il costante rumore di fondo che presuppone, è uno dei problemi della digitalizzazione.

Noto comunemente come information overload, è un fenomeno che non solo espone al rischio concreto di uno scorrere troppo rapido di informazioni che trasformi la ricchezza teorica disponibile nell’economia della disattenzione, ma genera una generale scarsa redditività dell’informazione prodotta come testimonia la generale impossibilità di sostituire le perdite derivanti dalla carta stampata con i ricavi dall’online.

Bob Woodward ritiene si sia attualmente in un fase che definisce, come metafora, di “bolla delle informazioni” che si sta sviluppando a spese del buon giornalismo:

I think there’s too much emphasis on speed and feeding the impatience people have. … In many ways, journalism is not often enough up to the task of dealing with the dangerous and fragile nature of the world, or the community, or anything you might try to understand. [The world requires] high quality, probing journalism. And there’s just not been enough of it

E’ una corsa al massacro che si basa anche su misurazioni dell’audience primitive ed inadeguate che pongono l’accento esclusivamente su elementi numerici quantitativi.

La rilevanza è l’unica soluzione alla fase attuale.

8 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

8 risposte a “L’Era della Rilevanza

  1. Pingback: L’Era Della Rilevanza | Creoweb

  2. Pingback: » L’Era Della Rilevanza terrefertili.net: La telematica contro il digital divide

  3. Totalmente d’accordo con Woodward. Impazienza->Notizie frenetiche (e superficiali)->Impazienza->ecc.

    nda

    p.s. In quel grafico ci andrebbe anche Wikipedia…

  4. Pingback: Il Valore Economico è Legato all’Attenzione | mytv

  5. Sarebbe necessario aggiungere un altro asse al grafico: quello della stabilità dell’informazione ricercata: una news dell’ultim’ora è poco stabile, può essere smentita, può essere stata lanciata troppo in fretta ed è fruita da chi cerca l’aggiornamento immediato, per quanto meno sicuro; mentre l’informazione di tipo enciclopedico è maturata nel tempo, è stata valutata da molti, è stabile: questa è fruita da chi cerca conoscenza, approfondimento, studio. Sono aspetti molto diversi che a mio avviso non debbono essere trascurati.

  6. pedroelrey

    Si lo schema è parziale ed approssimativo, serve a dare un’idea del ragionamento ma non è completo, sono d’accordo
    Pier Luca

  7. SI, immaginavo che fosse solo una bozza… certo che sarebbe interessante poterlo sviluppare in maniera più estesa con una bella infographics… Il problema sarebbe avere tutti i dati!

  8. Pingback: Siamo tutti editori? « EJO – European Journalism Observatory

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