Archivi del giorno: marzo 24, 2011

Quanto Brilla il Sole

“Il Sole24Ore” ha pubblicato nei giorni scorsi la sintesi dei risultati del bilancio 2010.

Secondo quanto riportato da “Affari Italiani”, che pubblica il commento di Nicola Borzi, giornalista ed ex membro del Cdr del quotidiano in questione, la performance del 2010, seppure migliorativa rispetto all’anno precedente, è decisamente inferiore a quella registrata dagli editori più direttamente in concorrenza con il giornale di Confindustria.

Analizzando le piege del bilancio emergono alcuni aspetti d’interesse generale che, dalla mia prospettiva, vanno al di là delle singole specificità.

I ricavi consolidati del gruppo nel suo insieme registrano un’incidenza del 38% dalla raccolta pubblicitaria, del 28,5% per vendite ed abbonamenti e   del 25% dal digitale. Una visione non accurata di queste cifre complessive potrebbe trarre in inganno. Infatti, di estrema rilevanza, per quanto riguarda l’area digitale, è la parte professionale di pubblicazioni specialistiche di aggiornamento legislativo e professionale, che ha quasi il 55% dei ricavi dal digitale. In ambito specialistico dunque, il digitale ha redditività e rilevanza, mentre  negli altri segmenti così non è. Mi pare un’informazione non trascurabile.

Sono informazioni e relative riflessioni che l’analisi dei dati specifici del solo solo quotidiano confermano.

In  questo caso infatti, il digitale, seppure con tassi di crescita estremamente interessanti, ha un peso assolutamente minoritario con il formato tradizionale, il giornale in versione cartacea, che incide per il 75%.

Tra tutti i mezzi, le aree di business del Sole24Ore, l”unica a registrare una crescita è la radio che fa registrare un +8,5% rispetto al 2009 ma continua ad avere un ebitda negativo.

Se voleste approfondire verificando i bilanci degli altri principali gruppi editoriali italiani, sono disponibili online quelli di RCS, Gruppo Repubblica-Espresso e Caltagirone Editore.

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Sempre più Mass Media

Una giovane sola, con lo sguardo perso nel vuoto, avvolta in una lunga coperta, che tiene in mano un sacchetto da supermercato, è sullo sfondo di edifici e autoveicoli distrutti.

Questa fotografia, scattata tra le macerie della città d’Ishinomaki, una delle più colpite dal terremoto e dallo tsunami che si sono abbattuti sul Giappone undici giorni fa, ha fatto il giro del mondo.

E’ apparsa sulla prima pagina del Wall Street Journal, del Daily Telegraph, della Stampa, del Figaro, dell’Estado de S.Paulo e di numerosi settimanali in Europa, nelle Americhe e in Asia.

Il fotografo è stato Tadashi Okubo, appartenente alla redazione dell’Yomiuri Shimbun, il più grande quotidiano giapponese, diffuso in 13 milioni 800 mila copie al giorno, che ha messo l’immagine a disposizione di tre grandi agenzie di stampa, l’Associated Press, la Reuters e l’Agence France Presse. Queste l’hanno offerta ai giornali. Altre agenzie hanno naturalmente presentato le loro riprese. Ma quella della giovane giapponese è stata la preferita a livello internazionale.

Il responsabile del reparto fotografico del francese Télérama, che ha pubblicato la notizia, ritiene che le ragioni della scelta siano state la gioventù della protagonista, sommariamente coperta e collocata al centro delle distruzioni, quasi una figura simbolo del cataclisma e la tempestività della diffusione.

Le redazioni l’hanno preferita ad altre fotografie, più informative, che avrebbero confermato la gravità dei fatti contenuti nelle corrispondenze, ma esponevano al rischio del sensazionalismo.

Il giornalismo su carta si sarebbe oltre tutto imbarcato in una competizione, persa in partenza, con le migliaia di immagini riprese dalle televisioni e dalla rete. A queste tocca spettacolarizzare le notizie, alla stampa di favorire la riflessione.

Riprodotto da Iriospark

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