Il Dilemma degli Editori

Frédéric Filloux su Monday Note esamina il caso del “Washington Post” a titolo esemplificativo di quello che è, sotto il profilo economico, l’attuale dilemma degli editori.

Secondo quanto riportato, nell’ultimo trimestre del 2010 il rapporto, in termini di ricavi, tra online e carta stampata ha raggiunto un’incidenza del 43% per il quotidiano statunitense.

Quella che in termini di prospettiva potrebbe apparire come una buona notizia, racchiude invece il problema di fondo del comparto editoriale. Infatti, come mostra il  grafico di sintesi sottoriportato, per ogni dollaro di ricavi recuperati dall’online ne sono stati persi cinque nella versione stampata.

Si tratta di una tendenza che non lascia speranza alcuna relativamente alla possibilità di compensazione delle perdite dall’area di business tradizionale attraverso l’online.

3 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

3 risposte a “Il Dilemma degli Editori

  1. Interessante… tenendo conto che l’adv online è più facilmente misurabile e quindi permette un investimento mirato con meno sprechi… beh c’è da chiedersi (generalizzando) se avesse senso pagare tanto una pagina di giornale…

  2. Ugo

    Siamo solo all’inizio di questa evoluzione. Penso che come ogni trasformazione si arrivi ad un equilibrio compensativo degli ambienti che possono proporre le medesime “informazioni”. Non credo che la carta stampata scomparirà, credo invece che debba ancora iniziare la rivoluzione e il rinnovamento, ormai d’obbligo.

  3. Samot

    ha senso pagare tanto una pagina pubblicitaria? Sì, e non perché io sia di parte, ma perché la stratificazione del messaggio comunicato avviene in maniera indiretta e si deposita in angoli oscuri della mente umana. Stesso processo avviene con i banner (che ultimamente stanno nuovamente tornando a essere protagonisti). Questo perché questi sistemi di comunicazione aumentano in maniera importante la conoscenza del “brand” da parte dell’utilizzatore o cliente. Per questo quando andiamo al supermercato scegliamo alcuni prodotti e non altri, non sempre è un processo conscio. Per quanto riguarda le revenue dei giornali bisogna fare alcune considerazioni. Primo, il triennio 2008-2010 ha risentito fortemente della crisi economica e i budget sono stati tagliati in maniera importante, sia per il cartaceo sia (meno) per l’on-line. Se si escludono quindi questi due anni, e si valuta il periodo precedente il web ha attutito notevolmente le perdite del cartaceo. Ma è indubbio che i guadagni siano comunque scesi, e qui bisogna vedere il modello di business analizzato, che tra l’altro è ben strutturato. Tuttavia, nell’on-line si può crescere ancora molto come guadagni, ma il problema è trovare il modo di abbattere i costi di produzione, perché, nonostante manchi la stampa e la distribuzione i costi non sono scesi minimamente!

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