Il Valore dei Blog dell’Huffington Post

La cessione dell’Huffington Post  ad Aol ed il valore della transazione, hanno scatenato il risentimento e la protesta da parte dei blogger che contribuivano gratuitamente al “superblog” statunitense.

Vista l’enorme somma ricavata dalla vendita, Arianna Huffington è stata richiamata ad ossequiare i propri principi e le dichiarazioni effettuate nel tempo chiedendo a gran voce una compensazione per il lavoro svolto, come segnalato anche dal quotidiano torinese.

Visto l’eco della notizia e l’interesse al tema generale, che si lega complessivamente al filone del crowdsourcing, il NYT ieri ha prodotto un’analisi esaustiva che quantifica concretamente il valore economico dei blog dell’Huffington Post.

Nell’articolo viene identificato specificatamente il peso dei blog, analizzando il numero di pagine viste sul totale ed i commenti [e dunque la partecipazione dei lettori] per arrivare a quello che potrebbe essere il valore in termini di ricavi pubblicitari.

Ne emerge un rapporto di 1 a 20 tra gli articoli retribuiti e quelli gratuiti di “blogger” che darebbero luogo a revenues pubblicitarie nell’ordine di poco più di 6 US $ ogni mille pagine viste.

Se, da un lato, permane la difficoltà di quantificare il valore delle professioni intellettuali, dall’altro pare confermarsi allo stato attuale la necessità di una massa critica di utenti  per ottenere una sostenibilità economica all’informazione online nelle sue diverse forme.

Sino a quando non saranno rivisti e rielaborati in maniera condivisa i criteri di remunerazione, attualmente basati solo su parametri quantitativi,  la qualità continuerà ad essere opinabile accessorio all’interesse prevalente per le masse.

6 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

6 risposte a “Il Valore dei Blog dell’Huffington Post

  1. mantellini

    Ho letto il pezzo del NYT e lo trovo davvero miope. In ogni caso non vedo il problema, se i blog dell’HP generano poco traffico vengano retribuiti per quello (poi magari estendiamo lo stesso concetto anche ai pezzi scritti dai redattori regolarmente assunti) o in alternativa li chiudano. Detto questo io credo che non sia cosi’, tipicamente (almeno per i numeri che so delle piattaforme italiane), un ampio numero di contenuti (indipendentemente dal loro livello) genera di solito pagine viste in numero superiore a quelle di contenuti strutturati.
    saluti

  2. pedroelrey

    Carissimo Massimo,
    E’ una ipotesi, una stima ragionevole. Forse più che focalizzarsi sull’accuratezza della stima vale la pena di riflettere sul fatto che sino a quando non saranno rivisti e rielaborati in maniera condivisa i criteri di remunerazione, attualmente basati solo su parametri quantitativi, la qualità continuerà ad essere opinabile accessorio all’interesse prevalente per le masse, come concludo. No?
    D’accordo sulla tua riflessione generale e sul valore aggiunto che genera l’aggregazione alla quale sono favorevole anche “ideologicamente”. Al riguardo avrai visto che anche per i blog si conferma la legge di Pareto
    Un abbraccio
    Pier Luca

  3. A mio parere andrebbe visualizzato anche l’andamento nel tempo di questa situazione. E’ nato prima l’uovo o la gallina? I contenuti pagati sono arrivati perchè il blog era diventato famoso grazie ai contenuti free o i contenuti free sono arrivati grazie al fatto che era famoso per i propri contenuti pagati? Mi ricorda tanto la barzelletta del Gianni Agnelli bambino che aveva il fiuto per gli affari, comprò una mela a 10 centesimi e la vendette a 20. Quindi comprò due mele e le vendette a 40. Quindi comprò 4 mele e le vendette ad 80. Poi morì il nonno miliardario e …

  4. Pingback: Il Valore Dei Blog Dell’Huffington Post | Creoweb

  5. pedroelrey

    Caro Roberto,
    Non sono sicurissimo di aver capito bene il tuo ragionamento. Sorry.
    Non vorrei che succedesse come quando Republlica ha dato i numeri del Post, visto che dati alla mano per il NYT l’Uff Post è un temibile concorrente sull’online.
    Per quanto mi riguarda, al di là della bontà assoluta dei dati, quello che mi interessa stressare è il concetto, in sintesi, di numerica e di ponderata che non è nè recente e neppure di mia invenzione.
    Un abbraccio
    Pier Luca

  6. Pingback: » Il Valore Dei Blog Dell’Huffington Post terrefertili.net: La telematica contro il digital divide

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