Archivi del giorno: gennaio 4, 2011

Dell’iPad & Dintorni

I dati diffusi a fine anno da WWDMedia, relativamente all’andamento delle sottoscrizioni a pagamento per alcuni dei principali magazines statunitensi su i Pad, hanno sostanzialmente confermato quelle che erano le sensazioni di molti [incluso il sottoscritto] sulle effettive possibilità, allo stato attuale, di questo veicolo come elemento di recupero contributivo per le imprese del comparto editoriale che tante attese avevano riposto nel tablet Apple.

Sono dati che hanno avuto il merito di aprire un dibattito molto ampio sul tema che successivamente si è allargato al concetto di edicola digitale.  

Per quanto riguarda l’Italia i contributi di maggior interesse sono arrivati da Massimo Mantellini e Luca De Biase [+],  con il primo che esprime maggior criticità mentre il secondo mantiene la sua evidentemente naturale predisposizione all’ottimismo ed alla [pro]positività.

Sulle motivazioni “tecniche” dell’insuccesso, il peso dei dowloads, la cattiva fattura delle applicazioni, il costo eccessivo, ed altro ancora,  sono già  stati forniti elementi sufficienti e non credo personalmente vi sia molto altro da aggiungere. Ritengo siano da approfondire invece i motivi concettuali.

Sono fondamentalmente tre gli aspetti sui quali è necessario lavorare per uno sviluppo dell’editoria, dell’informazione che a mio avviso emergono con chiarezza.

L’iPad, le sue applicazioni per leggere le notizie, contrariamente al web, non sono complementari ma alternativi al formato tradizionale cartaceo diffuso nelle edicole come dimostrano i dati resi disponibili da Mashable.  Sotto questo profilo, si conferma dunque come le app non siano strumento di recupero di vendite e contribuzione ma di sostituzione.

Interesse e coinvolgimento sulle notizie e modalità di consumo delle stesse sono un altro degli elementi cardine per  ragionare in termini di ricerca di opportunità.

Le notizie hanno progressivamente perso appeal, l’informazione riscuote sempre minor fiducia. Questo è tanto più vero quanto più evoluta è la comunità di utenti, di lettori di riferimento, avendo maggior capacità critica.

L’iPad [non si capisce perchè qualcuno ha creduto potesse non essere così] non fa eccezione.   Nelle attività di browsing non rientrano mai ai primi posti le notizie ed anche i possessori di iPad non hanno come priorità la lettura di informazione in senso tradizionale dedicandosi ad altre attività come dimostra l’indagine diffusa da Business Insider.

L’accento posto sullo sviluppo di applicazioni è la conferma di come sia prevalente l’orientamento al prodotto invece che all’utenza, al denaro anzichè al soddisfacimento di bisogni.

E’ evidentemente questo un aspetto non trascurabile poichè, contrariamente a quanto si potrebbe essere propensi a ritenere, ha un impatto direttamente collegato alla propensione di spesa e dunque alla salute economica delle imprese attive in questo ambito.

 L’invito a rovesciare i paradigmi effettuato recentemente non era privo di riferimenti al comparto editoriale.

Forse l’unica app che potrebbe davvero salvare l’informazione, se esistesse, sarebbe quella che consenta di sviluppare un percorso fatto di innovazione centrata sui bisogni dell’utenza, dei lettori, invece che sui desiderata propri e degli investitori pubblicitari, sulla convergenza e la complementarietà anzichè sulla sostituzione.

La tecnologia si conferma in tal senso essere un mezzo e non un fine come anche in questa occasione molti hanno voluto credere. 

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