Archivi del mese: dicembre 2010

Natale 2010

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Personal

Santa Brand Book

Santa Brand Book, giocando sul valore di babbo natale come marchio, realizza un percorso di eccellenza sui fundamentals della comunicazione d’impresa.

Colpo di genio dell’agenzia di comunicazione londinese Quietroom che ha realizzato questa iniziativa.

Sottoriportate alcune delle mappe realizzate presenti all’interno del libro.

Consideratelo, anche, il mio modo per augurare a voi tutti un sereno Natale.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Personal

Riepilogo Personalizzato del 2010

Il Guardian chiude l’anno con un interessante grafico interattivo che mostra giorno per giorno le notizie principali pubblicate.

Cliccando sull’immagine viene visualizzato il titolo ed un breve riassunto della notizia del giorno.

L’aspetto più  interessante della realizzazione del quotidiano inglese consiste nella possibilità offerta a ciascun utente di realizzare un proprio grafico personalizzato con le 12 notizie più importanti dell’ anno e di condividerlo nei principali social network per paragonarlo a quello dei propri contatti.

Da imitare.

[Via]

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Nuovi Prodotti Editoriali

The Social Guardian

Dopo Google News è ora il Guardian ad accelerare sulla socialità delle notizie.

Con The Social Guardian, il quotidiano anglosassone spinge decisamente verso la condivisione di notizie in tempo reale.

Dopo aver effettuato l’accesso con il proprio account Twitter vengono visualizzati tutti gli articoli che gli altri utenti stanno leggendo con un aggiornamento in tempo reale.

Cominciando ad utilizzare il sito web vengono forniti suggerimenti personalizzati su notizie che potrebbero interessare.

Pur trattandosi di un progetto ancora in fase sperimentale, mostra e dimostra come potrebbero essere in futuro le edizioni on line dei quotidiani ed il ruolo, la centralità dell’utenza.

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Posizionamento Libero

Libero, secondo quanto pare emergere dall’editoriale in prima pagina quest’oggi, punta sullo stesso concept, sul medesimo posizionamento del “Fatto Quotidiano”, peccato per quei 5 milioni di euro di contributi statali che rendono davvero poco credibile le affermazioni del quotidiano organo del partito monarchico come ricordava lo stesso Belpietro qualche tempo fa.

Vuoti di memoria che partoriscono posizionamenti liberi. Auguri!

4 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

Strumenti per Favorire il Cambiamento Sociale & Organizzativo

Non ci sono modelli di management o stili di leadership per tutte le stagioni.

Le grandi rivoluzioni economiche modificano i rapporti di potere e la società a contatto in una maniera che non è mai indolore. Sono toccati i bisogni e gli interessi individuali, modificate le gerarchie d’influenza, riconfigurate le relazioni personali. Si scatenano effetti di reattività, di prontezza di risposta e di allineamento conformistico o di resistenza.

Il manager, che ha responsabilità di un’organizzazione aziendale e il capo intermedio, alla guida di un gruppo di lavoro, devono avere chiarezza della situazione nuova e di quella che può venire a determinarsi, comunicare e condividere obiettivi e logiche d’azione, sostenere i follower durante il cambiamento, mettersene al centro e spingere verso ulteriori avanzamenti positivi.

Una simulazione di ruolo manageriale e di leadership trasformazionale è possibile con il videogioco «Fable III» di Microsoft per Xbox360, un gioco, che è l’ultimo episodio di un titolo di successo, con milioni di copie vendute delle due avventure precedenti.

In questa il giocatore veste i panni del protagonista ed è al centro di un’ascesa da rivoluzionario a regnante e oltre.

Nella nuova avventura sono trascorsi 50 anni dagli avvenimenti di «Fable II» e Albion è nel mezzo della rivoluzione industriale. La sensazione, che riceve il giocatore, è che la città sia maggiormente cupa e degradata non solo per le condizioni prodotte dalle prime fabbriche, ma anche per l’oppressione politica, che ha inciso sul paesaggio, sugli insediamenti e sulla società tutta.

La disuguaglianza è cresciuta, lo sfruttamento dei lavoratori è aumentato, la possibilità di una vita migliore è diventata sempre meno probabile. Albion ha molti tratti dell’Inghilterra di fine settecento.

In questa situazione c’è un despota, il re Logan, rappresentativo di un mondo corrotto e in decadenza, preoccupato di conservare il potere e le distanze sociali. Il tiranno è salito al potere dopo la morte del padre, l’eroe di Bowerstone del secondo episodio e accentua la velocità della rivoluzione industriale.

Il giocatore avrà il ruolo del fratello minore di Logan, tenuto in disparte dal sovrano assoluto. Dovrà organizzare una rivoluzione per conquistare il trono e migliorare le condizioni di vita del popolo. Si avvale perciò della forza di questo, con abilità e lungimiranza, combatte al suo fianco, conquista il potere, correndo il rischio di vincere con amore o di combattere con violenza e astuzia, fino a poter perdere tutto.

La strategia, la tattica, l’uso delle risorse, umane, strumentali, economiche e sovrannaturali, faranno vincere le battaglie e trionfare la rivoluzione.

Interagire con le situazioni di Albion, che si vengono a generare, anche per effetto delle decisioni e delle condotte attuate, è entusiasmante. Le relazioni personali sviluppate fanno da supporto consistente.

Gli innovativi sistemi di Dynamic Touch e di combattimento consentono di combinare i diversi stili di decisione e di azione. La grafica e il sonoro sono iperrealistici e coinvolgono in tutte le fasi del gioco.

Uno strumento per favorire visione strategica e multidisciplinarietà tanto necessari di questi tempi.

[Via]

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

I Media Sociali sono Media di Massa

Anche se forse non era necessaria una conferma visti i numeri in gioco,  Forrester pubblica l’estratto di una ricerca recentemente condotta dal quale emerge  come l’insieme dei mezzi di comunicazione e di relazione che vengono comunemente raggruppati sotto la denominazione di social media siano ormai un media di massa.

I dati, riferiti all’Europa nel suo insieme, oltre a fornire una dimensione del fenomeno, confermano la teoria di Pareto con circa l’11% dell’utenza che crea, genera l’80% dell’influenza sui contenuti ed addirittura solo il 4% che produce l’80%  di tutte le impressions.

Sono dinamiche che il counter realizzato da Gary Hayes documenta in tempo reale.

Attualmente questa definizione di social media mi appare troppo generale e rischia di diventare una delle tante “parole scatolone”, ritengo possa essere di gran lunga più corretto ed interessante ragionare in termini di earned, owned e paid media.

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali