Vuoti di Memoria

Alberto Piccinini sul <<Manifesto>> tiene una rubrica quotidiana, un box come fanno altri giornalisti in diverse testate, chiamata Vuoti di Memoria nella quale riprende, legandosi a fatti e circostanze attuali, passaggi, dichiarazioni e affermazioni rilasciate tempo addietro da soggetti distinti, in funzione delle circostanze e dell’obiettivo di comunicazione.

E’ una parte del quotidiano in questione che non tralascio mai di leggere perchè in poche righe offre sempre uno spaccato puntuale delle contraddizioni latenti evidenziandole.

Dal primo giorno che sono stati diffusi i primi documenti ad oggi, WikiLeaks è stata continuamente oggetto di attacchi direttamente riconducibili alla volontà statunitense di bloccarne, di mettere a tacere con ogni mezzo, la diffusione.

Non bisogna tornare troppo indietro nel tempo per leggere quanto Hilary Clinton dichiarava ad inizio di quest’anno riferendosi alla grande libertà che il web, “infrastruttura iconica della nostra era”, rappresenta.

Nel suo discorso il Segretario di Stato degli USA  dichiarava: ” Al pari delle dittature del passato, i governi stanno minacciando menti libere, indipendenti, che usano questo strumento [il web]….Sempre più gli Stati Uniti e le imprese statunitensi tengono in grande considerazione la libertà di espressione come elemento discriminate nelle prese di decisione per i prpri investimenti. Spero che i loro competitor ed i governi stranieri prestino grande attenzione a questa tendenza “.

Era un riferimento, neppure troppo velato, ad Iran e Cina che mi piacerebbe vedere applicato oggi alle tattiche che la sua stessa amministrazione sta utilizzando per ridurre al silenzio Wikileaks.

Il giornalismo non può giocare solo un ruolo di intermediazione in questa occasione. I giornalisti devono sapere e decidere da che parte stare nel momento in cui le informazioni, i documenti,  arrivano a loro e vengono sottoposti a pressioni dei governi.

Il “Caso WikiLeaks“, dopo tanto dibattito sul futuro del giornalismo, è l’occasione concreta per tornare a fare il proprio mestiere con dignità e professionalità. L’alternativa è restare silenti per sempre.

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...