Il Re è Nudo

Attacchi informatici, minacce e raccomandazioni non sono serviti a fermare la diffusione annunciata da Wikileaks degli oltre 250mila documenti ufficiali inviati da 250 ambasciate statunitensi nel tempo.

E’ presto, troppo presto per trarre delle conclusioni, per fare delle considerazioni degne di quest nome sul valore e l’impatto del contenuto della documentazione diffusa.

Il link globale realizzato dal Guardian ai cinque quotidiani a cui sono stati inviati i documenti e, se accessibile, quello originale dell’organizzazione che li ha diffusi sono un buon punto di partenza sulla copertura mondiale della questione.

A caldo solo due considerazioni possono, dalla mia prospettiva, essere sensate.

Il rilascio ad ondate della documentazione da parte di Wikileaks fa parte di una ben precisa strategia di diffusione e comunicazione che consentirà di prolungare ulteriormente “il ciclo di vita” della notizia.

I media italiani sono parte della provincia remota dell’impero ed in quanto tali ottengono una considerazione di status pressochè nulla, immagino possa essere uno degli elementi su cui riflettere nei prossimi giorni.

Una sola cosa è certa: il re è nudo grazie alla rete.

Si segnala infine, l’interessante mappa interattiva realizzata da Spiegel Online e la raccolta dei tweets da parte di moltissimi giornalisti di tutto il mondo.

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